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Su questo punto cercò di intervenire la Signoria, anche con una certa originalità rispetto alle soluzioni adottate da altri Stati italiani, ma con uno sforzo finanziario davvero modesto rispetto alle dimensioni del problema. Con due deliberazioni del 1443 e del 1475 il maggior consiglio istituì l'"avvocato dei poveri prigionieri", affidando questa carica a un patrizio veneziano dell'età di almeno trentacinque anni, incaricato di seguire l' iter delle cause giudiziarie dei carcerati, di parlare in loro difesa e di visitarli almeno due volte alla settimana. Nel 1535 Si riconobbe la necessità di affiancargli un collega: entrambi furono retribuiti dalla Signoria con uno stipendio di 120 ducati annui, che rappresentava una retribuzione appena dignitosa, ove si consideri l'espresso obbligo di non assumere il patrocinio di altri clienti (192). Assai migliore era, sotto questo ed altri aspetti, la posizione degli "avvocati fiscali", che dovevano difendere gli interessi finanziari della Signoria: erano retribuiti con soli 100 ducati annui, ma potevano coltivare anche una ricca clientela privata, che pare non fosse insensibile al prestigio derivante dall'incarico pubblico (193).

I più celebri avvocati del foro veneziano dovevano sicuramente guadagnare molto: possiamo dunque confermare il giudizio di Gaetano Cozzi secondo cui essi rappresentavano nel '500 "una categoria in formidabile ascesa" (194). Per una singola causa, sia pure importante come il fallimento del Banco Querini-Lippomano, l'avvocato "cittadino" Marino Querini riscosse una parcella di 200 ducati (195). Intorno al 1535, l'avvocato Francesco Filetto "era uno dei più grandi causidici di questa terra et guadagnava ogni anno almeno 3.000 scuti di lite" (196). Qualche anno prima, il danno derivante dal furto di uno scrigno appartenente al noto avvocato di origine vicentina Rigo Antonio de Godis era stato in un primo tempo valutato, non senza esagerazione, intorno ai 5.000 ducati (197).

Ma la fama di ricchezza che circondava la categoria era alimentata soprattutto dalla sua liberalità nelle spese. Infatti gli avvocati più celebri ostentavano un tenore di vita singolarmente elevato, che valeva ad attestare il loro successo ed anche ad incrementarlo, nella misura in cui teneva alta la loro reputazione e attirava nuovi clienti. Intorno alla metà del '500 il fenomeno era divenuto così vistoso da indurre Francesco Sansovino a formulare alcuni ironici consigli per il giovane avvocato che non avesse voluto seguire la via maestra dei buoni studi e di una vita austera: "voglio [. > sopratutto che tu metta diligenza in ornatamente vestirti, mutando tuttavia secondo i tempi le vesti [. >. Le genti vedendoti tale, giudicano che tu guadagni un tesoro, e in conseguenza che tu sia tra gli altri avvocati eccellenti, oltra che il riccamente vestire onora assai le persone [. >" (198). In fondo non diversa, anche se più raffinata, era la pubblicità che alcuni avvocati si procuravano coltivando l'amicizia dell'Aretino, che li ricompensava della loro liberalità ricordandoli nelle celebri Lettere, dove il lettore contemporaneo avrebbe trovato le lodi dell'avvocato padovano Francesco Macassola o la roboante dedica "a la magnificenzia, a la nobiltà e a la eccellenza dell'animo vago, generoso e sublime, del largo, del chiaro, del prestante veronese Brenzone Agostino, oratore, giurisconsulto e filosofo" (199).

Sul piano delle relazioni sociali uno stile di vita singolarmente dispendioso poteva assumere anche un altro significato. Infatti molti degli avvocati "straordinari" non erano patrizi, ma aspiravano anch'essi ad una sorta di nobiltà. Perciò, una volta assicuratasi la disponibilità di redditi adeguati, essi perseguivano un obiettivo di promozione sociale anche attraverso la cura amorevole rivolta alle loro case di città e di campagna, così spesso ricordate nelle dichiarazioni di decima (ma è più poetica la descrizione dell'Aretino rievocante la villa sul lago di Garda "dove il giurisconsulto Brenzone signorilmente possede"). C'erano poi le spese per la servitù, per gli abiti e per le collane di perle delle mogli; gli acquisti di libri per le loro biblioteche (fra tutte, fu rinomata quella dell'avvocato "cittadino" Alvise Balbi) (200); e soprattutto c'erano i quadri. Appassionati intenditori e collezionisti d'arte, alcuni avvocati, come Francesco Filetto, Francesco Assonica e Nicolò Crasso, ebbero un posto di rilievo fra i committenti di Tiziano, che dipinse i loro ritratti (fra cui si conserva, forse, quello del Filetto) ed altri quadri di soggetto sacro o profano: per l'Assonica, ricordato dal Vasari come "compare" di Tiziano, la tela del Riposo della Vergine durante la fuga in Egitto, ed una Venere, definita dal Ridolfi come "una femina al naturale, a canto alla quale stavasi un giovinetto suonando l'organo"; per il Crasso "una Venere rarissima, che si mira nello specchio con due amori", una Maddalena e un ritratto di Lavinia, figlia del Tiziano; ed ancora, nel 1563, il San Nicolò per l'altare della cappella familiare che l'insigne avvocato si era fatto assegnare nella chiesa di San Sebastiano (201).

Un altro quadro di Tiziano, un'Annunciazione composta intorno al 1540, era posseduto dal giurista Amelio da Cortona il giovane, che nel suo testamento del 1555 ne fece dono alla Scuola di San Rocco, di cui era confratello: il ricco lascito comprendeva anche beni immobili e alcune tenute nel Trevigiano e nel Padovano, la cui rendita sarebbe dovuta servire per procurare la dote a fanciulle povere (202). Al pari di Amelio, molti altri avvocati veneziani furono iscritti a una Scuola grande, ed alcuni - in possesso del requisito della cittadinanza originaria - furono eletti guardiani grandi. Fu in particolare la Scuola di San Marco quella che, anche in virtù della sua ubicazione, raccolse nelle sue file un numero relativamente elevato di segretari e di professionisti (203).

Nel sestiere di San Marco si è conservata fino ai giorni nostri una calle degli Avvocati; ed in effetti ai tempi della Repubblica la vita degli avvocati gravitava naturalmente intorno al Palazzo, così come quella dei mercanti attorno a Rialto: qui nelle varie corti essi si incontravano, ora come colleghi, ora come avversari (la legge infatti vietava le associazioni di professionisti), ma comunque sempre su un piede di sostanziale parità, dopo che la legge del 1537 aveva abolito alcune anacronistiche barriere. Restando nell'ambito del foro e non guardando alle possibilità di carriera al di fuori dell'avvocatura, si sarebbero potute considerare quasi superate a quella data le differenze di ceto, non nel senso di una loro aperta contestazione, ma semplicemente perché il successo professionale e la consistenza dei patrimoni familiari creavano nuove e più mobili gerarchie, solo in parte coincidenti con la ripartizione della società per "ordini": c'erano infatti avvocati "cittadini" o forestieri che guadagnavano assai più dei loro colleghi patrizi, ed erano complessivamente più ricchi, anche perché fra i nobili la professione di avvocato "straordinario", quantunque onorevole, era sovente il sintomo di una situazione di relativo disagio economico (204).

Su questo punto disponiamo purtroppo di dati molto parziali: le dichiarazioni di decima forniscono notizie relativamente attendibili solo sugli investimenti immobiliari, non sui redditi professionali o sulla partecipazione diretta o indiretta a imprese mercantili (una possibilità di investimento, quest'ultima, che ancora verso la metà del '500 poteva tentare seriamente qualche avvocato) (205). È tuttavia interessante osservare come nel 1537 le entrate di un cittadino "per privilegio", l'avvocato Alvise da Noale, consistenti nel possesso di circa 500 campi e di due case a Treviso e a Noale, fossero stimate dai dieci savi intorno ai 554 ducati, laddove le rendite di avvocati patrizi come Sebastiano Venier (il futuro doge) e Bartolomeo Soranzo raggiungevano a stento, rispettivamente, i 170 e i 100 ducati (206).

Vero è che la diversa antichità e autorevolezza della presenza familiare a Venezia lasciava le sue tracce sulla composizione di questi patrimoni: mentre cioè gli avvocati patrizi o "cittadini" traevano una parte rilevante delle proprie rendite dalle case possedute a Venezia (si trattasse di palazzi, di botteghe o di casette date in affitto a popolani), questo non avveniva o comunque si verificava in misura molto più ridotta nel caso degli avvocati che più recentemente si erano stabiliti sulla laguna: è del resto ben nota la netta prevalenza dell'aristocrazia nella proprietà degli immobili a Venezia e nel dogado (207).

Molto più serie erano però le conseguenze del progressivo irrigidimento della legislazione veneziana a proposito della condizione di "cittadino", che gli avvocati provenienti dalla Terraferma si vedevano riconoscere solo ai fini dell'attività professionale e non in vista di ulteriori brillanti carriere al servizio dello Stato. Se dunque con l'immaginazione si usciva dal Palazzo, ecco che davanti alla "speranza" di "qualche cosa maggiore" il mondo degli avvocati cessava di apparire omogeneo, giacché le leggi vincolavano le aspirazioni di ciascuno alla sua condizione di origine (208). Così un patrizio come Sebastiano Venier poteva affiancare all'esercizio della professione il cursus honorum delle magistrature, fino ad arrivare - ad onta di una preparazione esclusivamente giuridica e amministrativa - al comando della flotta veneziana a Lepanto ed alla apoteosi finale del dogato (209). Invece l'avvocato Santo Barbarigo, escluso dalla vita pubblica per la sua nascita illegittima, cercò per tutta la vita di consolidare la propria condizione di cittadino "originario", investendo i profitti della professione nell'acquisto di beni immobili, che poi nel suo testamento vincolò in parte con un fidecommesso a favore dei nipoti; ove questi fossero venuti meno, sarebbero dovuti subentrare i nobili parenti di casa Barbarigo (il che dimostra come, in fin dei conti, l'illegittimità dei natali non avesse cancellato l'orgogliosa consapevolezza di essere, comunque, il nipote di un doge) (210).

Altri uomini di legge erano invece pienamente inseriti nel ceto dei "cittadini originarii": potevano dunque concorrere alla ambitissima carica di cancellier grande, che nella prima metà del '500 non era ancora divenuta esclusivo appannaggio degli influenti segretari del consiglio dei dieci; ma per poter realisticamente aspirare al successo essi dovevano provenire da un casato di grande prestigio. Era infatti nipote di un vescovo di Feltre e figlio di un segretario ducale quell'avvocato Francesco Fasuol, dottore in legge e principe del foro, che nel 1510 giunse secondo nel voto del maggior consiglio, ma trionfò pochi mesi più tardi, quando la carica fu di nuovo vacante. Egli resse il cancellierato per quasi sei anni ed alla morte ebbe solenni esequie pubbliche a San Marco: nell'orazione funebre il segretario Giovan Battista Ramusio commemorò al tempo stesso le virtù dell'uomo e la nobiltà della famiglia, le cui prime manifestazioni di devozione allo Stato marciano risalivano ai tempi della guerra di Chioggia (211). Ancora negli anni '20-'30 del '500 parve possibile l'elezione a cancellier grande di un altro avvocato, il già ricordato Francesco Filetto, che però, dopo un lusinghiero secondo posto nell'elezione del 1529, rinunciò a questa prospettiva facendosi prete, per poter proseguire accanto all'amico Gasparo Contarini, da poco nominato cardinale, la loro comune esperienza spirituale (212).

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La “consapevolezza” che questa malattia esiste e la conoscenza dei meccanismi che la inducono può aiutare il paziente ad affrontare lo stato doloroso e gli eventuali cambiamenti dello stile di vita richiesti Il supporto psicologico è molto importante; può servire a superare la depressione che, molto spesso, subentra nelle fasi più acute e a migliorare i rapporti sociali I familiari o le persone vicine al malato non debbono sottovalutare lo stato di prostrazione sia fisico che psichico del paziente o pensare che coloro che ne soffrono, poiché non è una malattia riscontrabile tramite esami di laboratorio, siano solo degli “ipocondriaci”. La fibromialgia esiste, anche se poco conosciuta; quindi un atteggiamento comprensivo nei loro confronti può essere un’importante forma di aiuto Infine, per i pazienti, documentarsi e partecipare insieme ai propri familiari agli eventi o meglio ancora unirsi per formare un’unica voce affinché anche in Italia la fibromialgia possa essere riconosciuta quale malattia sociale (anche se non si muore né tanto meno si rimane su di una sedia a rotelle) può far sì che quanti ne soffrono ritrovino quella fiducia che si perde nella peregrinazione da uno specialista e da un esame ad un altro.

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Hum Psychopharmacol. 2004; 19 Suppl 1:S27-35 Crofford LJ, Rowbotham MC, Mease PJ, Russell IJ, Dworkin RH, Corbin AE, Young JP Jr, Lamoreaux LK, Martin SA, Sharma U Pregabalin for the treatment of fibromyalgia syndrome: Results of a randomized, double-blind, placebo-controlled trial. Arthritis Rheum. 2005; 52:1264-73 White KP, Harth M. Classification, epidemiology, and natural history of fibromyalgia. Curr Pain Headache Rep. 2001; 5:320-9 Sarzi-Puttini P, Atzeni F, Capsoni F, Cazzola M, Vulpio L, Boccassini L, Santalena G, Carrabba M. The diagnosis of fibromyalgia: Analysis of new referrals in an Italian Rheumatology Unit. Arthritis Rheum. 2003: 48, S88 Baffigi A, Granata A, Sarzi-Puttini P, Pettorossi R, Atzeni F, et al. Quality of life and mood disturbances in fibromyalgia and irritable bowel syndrome. Ann Rheum Dis Eular 2002, 61 (suppl 1), 151 Stisi S, Sarzi-Puttini P, Leardini G, Salaffi F, Cazzola M, Biasi M, Atzeni F, Fedrighi S, De Portu S, Mantovani LG. 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Testo e immagini sono stati tratti da: L’APPROCCIO TERAPEUTICO E RIABILITATIVO.

a cura di Stefano Respizzi *, Maria Cristina D’Agostino *, Lucio Genesio *, Pietro Romeo *, Valerio Sansone ** * Dipartimento di Riabilitazione e Rieducazione Funzionale IRCCS Istituto Clinico Humanitas, Rozzano (MI) ** Clinica Ortopedica, Università degli Studi di Milano.

Per gentile concessione degli autori e della Rivista il medico SPORTIVO (Articolo pubblicato nel Numero 3 – Anno 10 – 2010)

TRATTAMENTO E RIABILITAZIONE DELLE TENDINOPATIE.

I tendini sono una struttura di connessione tra i muscoli (il motore) e l’impalcatura di sostegno (le ossa), durante il gesto motorio, e allo stesso tempo costituiscono uno snodo di trasmissione delle forze e degli attriti che le attività muscolari esercitano sull’apparato scheletrico. Si configurano quindi come un tessuto fibroso robusto, costituito da un tessuto connettivo estremamente resistente, fatto principalmente di collagene e da una sostanza più elastica, l’elastina, che consente di assorbire, trasmettere e graduare le sollecitazioni che su di esso vengono ad agire durante il movimento. La guaina sinoviale che riveste i tendini ha il compito di ridurre gli attriti.

CLASSIFICAZIONE DELLE TENDINOPATIE.

La conoscenza del comportamento meccanico dei tendini è l’elemento essenziale per capirne il meccanismo alla base della patologia. Da un punto di vista delle modalità con cui si possono presentare, le lesioni tendinee possono essere classificate in:

dirette, in cui il tendine è sottoposto in maniera acuta e diretta a un trauma esterno indirette, cioè dovute a un sovraccarico funzionale (per l’eccessivo utilizzo)

Le lesioni indirette possono a loro volte essere distinte in:

acute: prodotte dallo stiramento eccessivo durante la contrazione muscolare o in risposta a sollecitazioni intense e improvvise (una brusca rottura di alcune fibre o di tutto il tendine, come può avvenire ad esempio in una partenza dei 100 metri) croniche (per un sovraccarico ripetuto nel tempo) fino all’incapacità del tessuto di sopportare ulteriori tensioni e con la produzione di microlesioni acute su pre-esistenti lesioni croniche (come nel caso di una rottura in un tendine degenerato).

L’evenienza più tipica è quella legata all’uso eccessivo (lesioni indirette croniche).I tendini sono, infatti, particolarmente soggetti a usura, indebolimento, insufficienza funzionale e rottura (o lacerazione) per via delle importanti energie e dei carichi che devono sopportare sia nella vita di tutti i giorni, sia durante la pratica sportiva, soprattutto in chi svolge attività motorie ripetitive (Fig. 1). In tale situazione il tendine è sottoposto a costanti e considerevoli “stress” (ad esempio il tendine che sfrega ripetutamente contro una prominenza ossea), che può innescare un processo infiammatorio reattivo. Tuttavia l’eziopatogenesi delle tendinopatie rimane ancora incerta e non è possibile stabilire una relazione tra il tipo e l’intensità del sovraccarico funzionale e l’insorgenza della patologia. Quello che sappiamo è che la struttura tendinea sottoposta al lavoro muscolare va incontro a un continuo rimodellamento, sia a livello cellulare sia a livello della matrice extracellulare. Attraverso questo progressivo rimodellamento, il tessuto si adatta alle tensioni cui è sottoposto: se tale adattamento si realizza adeguatamente e velocemente, il tendine è pronto a ricevere quel carico e non subisce danni a livello della propria struttura. Viceversa se il tempo di recupero e di adattamento sono insufficienti, il tendine si espone ad una situazione di temporanea debolezza: in caso di improvvise sollecitazioni può andare incontro a una lesione. Per quanto riguarda i diversi fattori e le cause che concorrono all’insorgenza di una tendinopatia, distinguiamo:

fattori legati a caratteristiche fisiche individuali quali l’età (i maschi sono più colpiti), i difetti posturali o di malallineamento dell’arto inferiore (ginocchio valgo-varo, tibia vara, rotula alta-bassa, …), difetti dell’appoggio plantare (piede piatto o cavo, …), differente lunghezza degli arti inferiori, deficit del tono mu­scolare, ridotta flessibilità, eccessiva lassità articolare, sovrappeso corporeo, malattie internistiche predisponenti (ad esempio reumatiche o metaboliche) fattori esterni e non dipendenti dalle caratteristiche del soggetto, quali un carico eccessivo sull’organismo per sport o lavoro (in base al tipo di movimento, di velocità, al numero delle ripetizioni di un esercizio o di un gesto motorio), all’uso di particolari calzature o equipaggiamenti, al tipo di superficie di appoggio, per errori di allenamento, infine per condizioni ambientali svantaggiose (caldo-freddo, elevata umidità).

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Per ciascun esame attraverso l'apposita procedura informatica deve essere autocertificato:

- denominazione dell'esame (tipicamente riferito ad un corso integrato); - numero di CFU; - voto ottenuto nell'esame; - settore scientifico disciplinare cui si riferisce l'esame e, nel caso di corsi integrati, l'indicazione dei diversi ssd che compongono il corso integrato.

c) le Università per cui intende concorrere, in ordine di preferenza, ai fini della graduatoria. Tali preferenze sono irrevocabili e non integrabili successivamente alla chiusura della domanda;

d) il possesso dei requisiti di cui all'articolo 4, comma 2 per coloro che intendono concorrere per i posti finanziati con contratti aggiuntivi dalle Province autonome di Trento e Bolzano, dalla Regione autonoma Valle d'Aosta e dalla Regione Veneto;

e) ai fini dell'attribuzione del Punteggio di cui all'articolo 6, comma 2, lettera b) punto 3 è altresì richiesto di caricare in formato pdf:

- Il frontespizio e l'indice della tesi di laurea e/o di dottorato e dell'eventuale abstract; - la dichiarazione controfirmata dal Relatore della tesi, ovvero da una delle seguenti figure: Presidente del Corso di studi, Direttore del Dipartimento cui afferisce il corso di studi o di dottorato, Direttore del Corso di Dottorato.

Tale dichiarazione deve attestare:

- per la tesi di laurea il carattere sperimentale della stessa e l'indicazione del settore scientifico disciplinare di riferimento della tesi che deve essere relativo a quello di riferimento della specifica Scuola secondo quanto indicato nell'Allegato 3, che costituisce parte integrante del presente decreto; - per la tesi di dottorato l'indicazione del settore scientifico disciplinare di riferimento della tesi che deve essere relativo a quello di riferimento della specifica Scuola secondo quanto indicato nell'Allegato 3.

Relativamente alle informazioni generali e di carriera di cui ai commi 3, 4 e 5 lettere a) e b), la procedura on line di iscrizione richiede al candidato l'inserimento dei dati una sola volta anche nel caso di partecipazione al concorso per più Scuole.

6. I candidati in possesso di titoli di studio conseguiti presso Università straniere e redatti in lingua straniera dovranno allegare in formato pdf copia dei titoli debitamente tradotti e legalizzati, nonché corredati dalla dichiarazione di valore rilasciata dalla Rappresentanza italiana competente per territorio. Tale documentazione deve riportare:

- Voto di laurea, indicando altresì il voto minimo e massimo del Paese in cui è rilasciato il titolo. - Esami sostenuti con indicazione per ciascuno di essi del voto ottenuto, dell'ambito disciplinare di riferimento, della denominazione dell'esame e degli eventuali CFU attribuiti. - Tesi di laurea e di dottorato per le quali è richiesto il caricamento integrale della tesi in formato pdf.

7. La valutazione dei titoli conseguiti presso Università straniere sarà effettuata dalla Commissione nazionale tenendo altresì conto della tabella di conversione di cui all'Allegato 5, che costituisce parte integrante del presente decreto.

8. Le informazioni richieste ai candidati ai fini del presente bando sono autocertificate e rese ai sensi dell'articolo 46 del DPR 445/2000. Le Amministrazioni coinvolte dalla presente procedura si riservano, in ogni fase della stessa, la facoltà di accertare la veridicità delle dichiarazioni sostitutive di certificazioni o di atti di notorietà resi dai candidati, ai sensi della normativa vigente in materia. Il candidato, pertanto, dovrà fornire tutti gli elementi necessari per consentire le opportune verifiche. Nel caso in cui dalla documentazione presentata dal candidato risultino dichiarazioni false o mendaci, ferme restando le sanzioni previste dal codice penale e dalle leggi speciali in materia (articoli 75 e 76 DPR 445/2000) e l'esposizione del dichiarante all'azione di risarcimento del danno da parte dei contro interessati, si procederà all'annullamento dell'eventuale immatricolazione alla scuola, al recupero di eventuali benefici concessi e a trattenere le tasse e i contributi universitari versati.

9.Il candidato deve salvare la domanda, stampare la scheda di sintesi della stessa, firmarla in calce e scansionarla in formato elettronico (.pdf) unitamente alla fotocopia di un documento di identità e della ricevuta del bonifico bancario relativo al contributo di iscrizione alla prova per ogni Scuola. Il candidato deve quindi procedere al caricamento del file (.pdf) tramite l'apposita sezione della procedura telematica. L'iscrizione si perfeziona esclusivamente con il caricamento del file (.pdf) la cui dimensione massima non può superare 50 MB. In assenza del caricamento della domanda secondo le modalità sopra descritte, l'iscrizione non risulterà valida.

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TEST INUTILI e COSTOSI E' la conclusione cui è giunto il prestigioso istituto scientifico Cochrane (Nordic Cochrane Center Copenhagen - Danimarca). Gli autori hanno controllato 14 studi randomizzati pubblicati tra il 1963 e il 1999 che riguardavano l'effetto dei check-up medici annuali sulla morbilità e mortalità. Un genere di check-up spesso proposti dalle aziende ai propri dipendenti o dai centri diagnostici privati. Gli autori hanno preso in considerazione solo i check-up effettuati per il solo scopo preventivo e non quelli necessari per controllare l'andamento di una malattia cronica. In sintesi, la conclusione è che questi check-up non riducono per niente la mortalità e sono solo un gran business per chi li propone! Negli USA i cittadini spendono 322 milioni di dollari ogni anno per questo genere di screening, anche se gli autori dello studio sospettano cifre assai maggiori: In Italia dove questa moda ha preso piede negli ultimi anni quanto si spende? Il terrore delle morte e della malattia che attanaglia l'uomo come non mai nella storia dell'umanità è la causa di questo abuso di esami medici. Poi, chiaro c'è chi lo sfrutta. Tutti questi soldi potrebbero essere meglio spesi nel mantenerla la salute e non nel cercare ossessivamente le malattie. Sanare l'ambiente in cui viviamo, curare l'alimentazione, condurre una vita salubre, coltivare interessi più elevati rispetto a quelli materiali, che ormai occupano tutte le preoccupazioni dell'uomo postmoderno, sono aspetti decisamente più vantaggiosi per la salute che sottoporsi ad inutili e costosi esami diagnostici a ripetizione.

Questo video e' estratto da una conferenza tenuta da Bruce Lipton. In questo filmato si mette in discussione la medicina moderna e la sua incapacita' di comprendere il complesso funzionamento del corpo umano. Corpo, spirito e mente per giungere alla salute perfetta e all'integrazione con l'Uno. Video: http://video.google.com/videoplay?docid=8984100529565061308&hl=it vedi: Riforma Sanitaria + Evidenze cliniche e Certificazione di qualita' per il medico + Semeiotica biofisica La medicina, quella ufficiale, non è verità assoluta, ma e’ una teoria in continua ricerca della realta’, salvo quando essa non sia immobilizzata dagli interessi commerciali delle multinazionali dei vaccini e farmaci. Nei decenni numerosi farmaci e vaccini sono stati introdotti e ritirati a seguito delle avversioni riscontrate. A volte la dimostrazione della loro dannosità è avvenuta dopo anni di lotte e di preconcetti istituzionali. Ci sono certezze sui vaccini infantili che meritano, qualunque sia il pensiero d'ognuno, un' attenta ed approfondita valutazione. Se i casi di gravi reazioni ai vaccini sono presenti in Italia come in tutto il mondo, perché le aziende che li producono non avvisano dei possibili rischi attraverso i foglietti illustrativi (bugiardini) o informando opportunamente i pediatri? Se sono necessari, perché sono obbligatori solo in Italia e non ovunque nel mondo? Come mai il vecchio Ministro della Sanità De Lorenzo è stato condannato per una tangente di € 300.000, per l'istituzione dell'obbligatorietà del vaccino per l'epatite B, ma dopo la sua condanna l' obbligo è rimasto? Perchè un'azienda farmaceutica paga una tangente al ministero della Sanità per far istituire un vaccino, che a tutt'oggi, le istituzioni ci dicono che serva davvero? Perché le aziende ASL mettono pressioni con numerosi solleciti ai genitori, affinchè si eseguano le vaccinazioni, non informando che non sono più obbligatorie in certe regioni italiane? Perchè le istituzioni, per affermare la loro politica sulle vaccinazioni, hanno mostrato grafici e statistiche che si sono dimostrate palesemente manomesse? Perchè le aziende farmaceutiche hanno declinato ogni responsabilità penale sui vaccini? E potremmo continuare ancora, con i perche’ …- vedi: I medici sono una minaccia.

" Spiacenti. abbiamo sbagliato, NON era cancro dopo tutto ", questo e' cio' che ammette il National Cancer Institute - vedi JAMA - 18 aprile 2016 Dopo decenni di diagnosi di cancro illeciti e trattamenti con milioni di danneggiati, il National Cancer Institute ha cosi' affermato, cio' e' di alta gravita',. riviste come JAMA finalmente ammettono che si sbagliavano tutti insieme.

Già nel 2012, il National Cancer Institute (NSC) aveva convocato un gruppo di esperti per valutare il problema degli di errori di classificazione e la successiva sovradiagnosi e trattamento come cancro, determinando che, milioni potrebbero essere stati erroneamente diagnosticati, ad esempio, con "cancro" della mammella, della prostata, della tiroide e del polmone, quando in realtà, nelle loro condizioni erano probabilmente innocui, e avrebbero dovuto essere definiti c ome "escrescenze benigne indolenti o di origine epiteliale". Non ci sono scuse, è stato ammesso ufficialmente. Nessuna informazione da parte dei principali media si è verificato su questo fatto. E ancora più importante, nessun cambiamento radicale avvenuto nella pratica convenzionale di diagnosi di cancro nella prevenzione od il trattamento, che e' rimasto tale e quale. In sostanza, in un gioco di prestigio semantico, intere aree del Stati Uniti e la popolazione globale, che pensavano di avere "il cancro letale", e sono stati successivamente trattati per esso, spesso con procedure violente e trattamenti invasivi, e' stato detto loro che " oops..noi abbiamo sbagliato. Non hai mai avuto il cancro, dopo tutto ".

Se si guarda al problema attraverso la sovradiagnosi di cancro al seno e ipertrattamento "sanitario", negli Stati Uniti nel corso degli ultimi 30 anni, è stato stimato che circa 1,3 milioni di donne sono state trattate in modo sbagliato. La maggior parte di queste donne hanno ancora idea che essi sono state vittime, e molti hanno identificato i loro "aggressori" nella sindrome Stolkholm come una moda, perché pensano che le loro "vite sono state salvate" dagli inutili trattamenti anche invasivi, quando in realtà gli effetti collaterali, sia psicologici e fisici, hanno quasi certamente ridotto sia la qualità che la durata della loro vita dai trattamenti farmacologici e radiologici, che hanno ricevuto.

Quando il rapporto del NSC è stato rilasciato, vi è stata una sorta di rivincita per coloro che erano stati sostenitori della posizione che una forma, comunemente diagnosticata del cosiddetto "cancro al seno in fase iniziale", noto come il "carcinoma duttale in situ" (tumore non invasivo), è ​​stato infatti, non intrinsecamente maligno e non deve essere trattato con i trattamenti convenzionali di mastectomia parziale, mastectomia, radioterapia e chemioterapia.

A quel tempo ho basato tutto questo, sulla ricerca disponibile nella storia naturale del "carcinoma duttale in situ", ed il tasso di sopravvivenza e' estremamente elevato con il carcinoma duttale in situ, così come il fatto che la mortalità correlata cancro al seno, non era sceso al passo con l'espansione della cosiddetta "zero "o" "tumori fase iniziale rilevati attraverso proiezioni mammografia", come ci si dovuto aspettare se queste diagnosi in realtà rappresentavano entità cliniche nocive. Da allora, ho visto da vicino il problema della sovradiagnosi e trattamento eccessivo ed invasivo. Ottengo aggiornamenti quotidiani dal pubmed.gov sul tema, e sempre più ad alto impatto, e Gravitas, con riviste che stanno segnalando questo fenomeno altamente preoccupante. Particolarmente rilevante è una recensione pubblicata alla fine dello scorso anno 2015, che ho riportato nel mio articolo intitolato: "Un gran numero di procedure mediche non hanno alcun beneficio, e possono anche danneggiare" - By JAMA studio.

Lo studio ha trovato che JAMA illustra una vasta gamma di procedure mediche standard, e gli interventi che milioni di soggetti sono sottoposti ogni anno, non sono basate sull'evidenza, come comunemente assunto e dichiarato, ed hanno poco o nessun beneficio, e possono anche causare danni significativi. Di conseguenza, ora credo che la medicina spesso comporta il: non fare, il più nulla sia possibile. Penso anche che le persone devono essere consapevoli che qualsiasi diagnosi di cancro convenzionale ha la capacità di esercitare un danno letale tramite l'effetto nocebo, a prescindere dalla sua accuratezza (vale a dire, anche una diagnosi errata può avere conseguenze letali, perché il potere della mente sul corpo e' molto forte, ( NdR: e la diagnosi di cancro influisce sullo stato della malattia aggravandola). Il cancro della tiroide un'epidemia causata dalla disinformazione, non dal cancro in se'.

Un altro argomento che ho cercato di diffondere, è la consapevolezza circa la sovradiagnosi di cancro alla tiroide e trattamento eccessivo e successivo. Quando ho riferito su questo due anni fa, nel mio articolo, "Cancro alla tiroide un'epidemia causata dalla disinformazione, non il cancro", una serie di studi interessanti da tutto il mondo hanno rivelato che il rapido aumento delle diagnosi di cancro alla tiroide rifletteva i loro errori di classificazione e diagnosi errata. Come è avvenuto con lo screening rilevato per la mammella e quello della prostata come "tumori", e anche molti "tumori" ovarici, lo standard di cura spesso richiesto, la rimozione dell'organo, così come irradiazione e chemioterapia - due noti cancri, per promuovere interventi. Come è tipico, di una ricerca che mina lo standard convenzionale di cura, c'è stato poco segnalazione sul tema, sia alla stampa che ai medici. Cio', fino ad ora.

Il 14 aprile 2016, in un articolo intitolato "Il suo NON e' un Cancro: i Medici riclassificano un tumore della tiroide", ( Its Not Cancer: Doctors Reclassify a Thyroid Tumor ), il New York Times ha riportato un nuovo studio pubblicato su JAMA oncologia, ( a new study published in JAMA Oncology ), dovrebbe cambiare per sempre il nostro modo di classificare, la diagnosi e il trattamento di una forma comune di "cancro della tiroide ". Un gruppo internazionale di medici ha deciso che un tipo di tumore che è stato classificato come un cancro, non è affatto un cancro. Come risultato, hanno ufficialmente declassato la condizione ed a migliaia di pazienti sarà risparmiato la rimozione della loro tiroide, il trattamento con iodio radioattivo e controlli regolari per il resto della loro vita, tutto per proteggere contro un tumore, che non è mai stato una minaccia. La loro conclusione, e il dato che ha portato ad esso, è stato segnalato Giovedi sulla rivista JAMA Oncology. La modifica dovrebbe influenzare circa 10.000 dei circa 65.000 pazienti affetti da cancro alla tiroide di un anno, negli Stati Uniti. Si può anche offrire tale ricerca anche a coloro che hanno sostenuto per la riclassificazione di alcune altre forme di cancro, tra cui alcune lesioni della mammella e della prostata. Il tumore riclassificato, è un piccolo nodulo nella tiroide che è completamente circondata da una capsula di tessuto fibroso. Il suo nucleo appare come un cancro, ma le cellule non hanno rotto dal loro capsule, e la chirurgia per rimuovere tutta la tiroide seguita da trattamento con iodio radioattivo è inutile e dannoso, il e' stato detto nella ricerca. Ora hanno ribattezzato il tumore. Invece di chiamarlo " carcinoma incapsulato, variante follicolare del papillare della tiroide", ora lo chiamano " neoplasia non invasiva follicolare della tiroide con le caratteristiche nucleari papillari-like", o NIFTP. La parola "carcinoma" è stata tolta. ( been calls to downgrade ) Molti esperti di cancro hanno detto che la riclassificazione era attesa da tempo. Per anni ci sono state richieste di declassare le piccole lesioni della mammella, del polmone e della prostata, tra gli altri e per eliminare il termine "cancro" dal loro nome. Ma a parte la ridenominazione di un tumore delle vie urinarie nella fase iniziale, nel 1998, ed alle ovaie nella fase iniziale e le lesioni cervicali più di due decenni fa, nessun gruppo diverso da quelli degli specialisti della tiroide ha ancora avuto il grande passo di ridefinire la dizione-diagnosi. L’università condannata all’italiano.

Il Consiglio di stato ribadisce il divieto di istituire interi corsi in inglese, impedendo alle università italiane di competere a livello internazionale. Così le famiglie italiane spenderanno all’estero, ma gli studenti stranieri non verranno in Italia.

Due sentenze contro l’università italiana.

Alla lettura della sentenza del Consiglio di stato del 29 gennaio 2018, che dà seguito alla sentenza della Corte costituzionale di circa un anno fa (n. 42/2017), è impossibile non associare il detto latino secondo cui “Giove rende cieco chi vuole perdere”. Con le due sentenze infatti è stato inconsapevolmente scritto l’epitaffio dell’università italiana, intesa come istituzione in grado di competere nella formazione dei giovani con le migliori accademie straniere.

Le regole dettate dalle sentenze del Consiglio di stato e della Corte costituzionale sono sostanzialmente due. Primo, le università italiane non possono istituire interi corsi di studio in lingua straniera, salvo che non predispongano corsi omologhi anche in italiano. Secondo, le università possono tuttavia prevedere singoli insegnamenti in lingua straniera, anche se non ve ne sono di corrispondenti in lingua italiana. A questa facoltà però si può fare ricorso – ammonisce la Consulta – secondo “ragionevolezza proporzionalità e adeguatezza, così da garantire una complessiva offerta formativa rispettosa del primato della lingua italiana”.

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Test Medicina 2018: online il bando per il test d'accesso a Medicina alla Cattolica. Data, posti disponibili e argomenti del test per il corso a numero chiuso… Continua.

Test ingresso Medicina 2017: cosa portare alla prova d'ammissione.

A quasi una settimana dal test Medicina 2017, ecco quali sono le cose da non dimenticare a casa, pena l'esclusione dalla prova d'ammissione… Continua.

Date test Medicina 2018 e corsi a numero programmato: calendario delle prove. Test Ayurveda - Examen Ayurvedico.

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style="display:block" data-ad-client="ca-pub-0175746247789740" data-ad-slot="8242343990" data-ad-format="auto"> Preparazione al test d’ammissione.

L’Associazione, in collaborazione con l’ufficio di Tutor di Medicina e della Scuola di Medicina e Chirurgia, propone ogni anno dei corsi gratuiti in preparazione ai test d’ingresso per tutte le lauree di area sanitaria/biomedica ad accesso programmato. La partecipazione è totalmente gratuita ed è aperta a chiunque (previa iscrizione). Tutti i corsi si tengono presso il Policlinico Universitario di Padova (via Giustiniani 2, Padova 35128).

Le nostre proposte sono due:

SIMULAZIONE: imparare a confrontarsi con le domande del test, con un quiz simulato sul modello ministeriale interamente e originalmente predisposto da noi sulla base dei più recenti decreti. L’attività si svolge in una mattinata: dalle 08.30 alle 10.40 si svolge il test, segue la correzione ragionata delle domande. PRECORSI: un corso intensivo qualche settimana prima della data dei test. In una settimana, dalla mattina al tardo pomeriggio, verranno trattate tutte le materie oggetto del test d’ammissione, con periodi di lezione tenuta da docenti della nostra Università, e simulazioni ragionate sulle singole materie. E’ inoltre prevista una simulazione finale nell’ultima giornata.

Simulazione.

La programmazione per l’anno è la seguente:

È prevista una Simulazione del Test d’ammissione per il giorno SABATO 5 MAGGIO 2018 per 9 00 persone La Simulazione si terrà presso le aule del Policlinico Universitario di Padova in via Giustiniani 2. L’accesso alle aule sarà aperto dalle ore 8.30, il Test si svolgerà dalle ore 9.00 alle 10.40. Seguirà una correzione ragionata da parte degli Studenti organizzatori in collaborazione con i Tutor di Medicina e Chirurgia. Il termine dell’evento è previsto per le ore 14.00.

Le iscrizioni apriranno il 9 APRILE alle 14.00 tramite il link qui sotto riportato e resteranno aperte fino ad esaurimento dei posti disponibili, unico criterio di ammissione è l’ordine di iscrizione; vi invitiamo a non effettuare doppie iscrizioni, il sistema difatti le riconosce e annulla.

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