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Chiara Juliet, studentessa Medicina Roma.

Sono riuscita ad entrare a fisioterapia alla Cattolica e a Tor Vergata. Per me questo è un grande traguardo perché era la cosa che più desideravo, e devo ringraziare voi che mi avete dato le basi e i requisiti giusti per potercela fare!! grazie di cuore, a chiunque me lo chieda parlerò solo bene di Alpha Test:)

Rachele Paciotti, studentessa Professioni sanitarie Roma.

Salve! Sono Chiara e sono una ragazza che ha seguito il corso 48h per la preparazione ai test di architettura. Sono stata assegnata alla mia prima scelta e ci tenevo molto a ringraziarvi per il lavoro svolto! Mi ero ripromessa, qualunque fosse stato il mio esito, di scrivervi un piccolo ringraziamento poiché ho apprezzato molto la vostra disponibilità, gentilezza, serietà e ottima capacità di relazione con noi studenti! Consiglierò sicuramente i vostri corsi perché siete davvero professori validi e competenti! Grazie ancora di cuore a tutto lo staff alpha test!

Caro prof, volevo comunicarti di aver superato il test di ammissione anticipata all'università Bocconi con la possibilità di frequentare il corso indicato come prima scelta. Voglio ringraziare profondamente Alpha Test per l'aiuto, la disponibilità e la competenza che mi avete offerto, ma soprattutto salutare e mandare un abbraccio ai prof Marco Pinaffo, Alessandro Lucchese e Carlo Tabacchi (che mi ha seguito per la preparazione al test Luiss, che ho passato ugualmente). Un ringraziamento anche alla signora Barreto per la cortesia mostrata, a presto.

Gianmaria Bartoccioni - Ammesso Test Bocconi Early Session.

Buongiorno a tutti, sull'onda dell'entusiasmo per il risultato conseguito approfitto di questa tranquilla domenica d'autunno per rivolgere a tutto lo staff alpha test un sincero ringraziamento. Il vostro corso mi è stato di un'utilità unica, perché attraverso le vostre informazioni ho trovato il modo di organizzarmi e di attuare una strategia vincente, e tutto questo nonostante attentassi ad uno dei poli più difficili e ambiti del paese.

Jamez, utente Alphatestacademy.it - Ammesso a Medicina.

Volevo dirvi che ho superato il test alla grande, 81,3 punti, seconda a Trieste e 175ma in Italia. Non avevo mai ottenuto un punteggio del genere e non ci speravo, grazie ancora a tutti i docenti del corso Alpha Test di Trieste, siete stati fantastici!

Sara - Ammessa a Medicina Trieste.

Sono uno studente del corso Alpha90 e ci tenevo molto a farvi sapere che sono riuscito ad entrare alla facoltà di Medicina e Chirurgia di Policlinico Umberto I, la mia prima scelta! Non finirò mai di ringraziarvi per l'aiuto di tutti i docenti di Alpha test. Mi è stato fondamentale. Un caloroso abbraccio.

Alessio - Ammesso a Medicina La Sapienza di Roma.

Prima al San Raffaele! Ancora non ci credo.

Chiara Paganin - corsista Alpha Test MasterClass 120 di Milano.

Buongiorno prof, sono felicissima di dirle che sono stata assegnata alla mia prima scelta. La ringrazio tanto perché è stato un bravissimo professore, sempre chiaro e disponibile. E' stato per me fondamentale, un appoggio e uno stimolo a fare sempre meglio. Grazie di cuore! Mi ha aiutata a realizzare uno dei miei più grandi sogni.

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SEDE Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico Dip. di Scienze della salute Via F. Sforza, 35 - 20122 Milano Tel. 02/50320627.

28. Malattie infettive e tropicali.

Prof. ssa Antonella D'Arminio Monforte Durata: 4 anni.

TITOLO DI STUDIO RICHIESTO Laurea in Medicina e chirurgia. E' inoltre richiesto il possesso del diploma di abilitazione all'esercizio della professione.

SEDE Ospedale Luigi Sacco Dipartimento di Scienze biomediche e cliniche Via G.B. Grassi, 74 - Milano Tel. 02/50319759.

29. Medicina del lavoro.

Prof. Paolo Carrer Durata: 4 anni.

TITOLO DI STUDIO RICHIESTO Laurea in Medicina e chirurgia. E' inoltre richiesto il possesso del diploma di abilitazione all'esercizio della professione.

SEDE Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico Dip. di Scienze biomediche e cliniche Via San Barnaba, 8 - 20122 Milano Tel. 02/50320129.

30. Medicina dello sport e dell'esercizio fisico.

Prof.ssa Daniela Lucini Durata: 4 anni.

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Il costo della chiamata da telefono fisso è pari a quello di una telefonata urbana, mentre chiamando da telefono mobile il costo dipende dal proprio gestore di telefonia.

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giovedì 17 maggio 2018.

Benvenuti.

La Facoltà di Medicina e Chirurgia è la sede della formazione superiore in campo biomedico e sanitario; essa opera nell’ottica della formazione, integrando con questa la ricerca e l’assistenza sanitaria, finalizzata al raggiungimento e al mantenimento dei più elevati livelli qualitativi.

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Buonasera. Direi che i benefici possibili sono molto limitati; dia un’occhiata in questa pagina: http://www.medisoc.it/invalidita-civile/invalidita-civile-i-benefici.

Fatto molto bene ma! la sordità non è uno “STATUS” ma un deficit…una disabilità non è mai uno status.

Ha ragione, ho usato un termine non propriamente corretto, anche se mi riferivo esclusivamente al riconoscimento come soggetto “sordo” ai sensi delle leggi 20 febbraio 2006, n. 95 e 508/88 e non come a persona affetta dal deficit sensoriale, sicuramente una disabilità, come giustamente puntualizza lei.

Modifico la frase.

Saluti e grazie pert la segnalazione.

Buongiorno il mio ragazzo ha un difetto congenito per cui da un orecchio sente meno del 20%. I medici gli hanno detto che non è operabile perché il operazione sarebbe rischiosa ed in più non recupererebbe se non il 5%. Può essere considerato invalido civile e quindi meritevole di indennità? Grazie.

Buonasera. Considerando che la sordità totale da un orecchio è valutabile solo il 15% direi che non ha i requisiti per ottenere un qualunque beneficio economico.

Sono una ragazza sordomuta posso prendere patente C o CE come autista…ho patente B. Info.Miriamlamiavita@gmail.com.

Buonasera. Mi risulta di no in quanto requisito indispensabile è che il conducente possa percepire da ciascun orecchio la voce di conversazione a non meno di 8 metri di distanza (senza protesi).

Buonasera. Mi chiamo Ana sono statta operata di otosclerosi bilaterale nel ano 2010\2011 Dopo cinque ani la protesi del orecchio destro si e spostato e 2016 al ottobre sono stata rioperata di nuovo e un mese e non sento anzi sto piegio di prima. La mia domanda e: ho diritto al invalidita civile il mio reditto anuale e di 11.000 GRAZIE.

Buonasera. La sordità totale, acquisita dopo il 12° anno di età, è valutabile al massimo il 64% e quindi, poichè il minimo per ottenere l’Assegno di Assistenza è il 74%, solo con questa infermità non potrà ottenere alcun beneficio economico.

Lettera a Giulia (2011)

La vita è poesia, la poesia è musica e la musica è vita. La prima volta che venni operato a Venezia per otosclerosi bilaterale, mi sostituirono la staffa dell’orecchio interno destro microchirurgicamente. Paura? Cara Giulia, caro angioletto, ti sono vicino. La prima cosa che riudii dopo tanto silenzio fu il rumore di una pioggia d’agosto, mentre intravedevo, da quella finestra d’ospedale, un bel chiostro. Più volte sono tornato in quei paraggi non di lungi dalla fermata del vaporetto, anche per riosservare la stele del doge Vendramino, oppure per visitar l’Arsenale. E quello specchio di laguna, che volge a Oriente, in principio, era dove si svolgeva lo Sposalizio col mare. Tutti conoscono: do, re, mi, fa, sol, la, si, (do), la scala di do maggiore. Nel mio piccolo, cos’altro posso io trasmetterti di utile? Forse a costruire “papiri” col regolo musicale di mia invenzione! Armati di colla, di carta, di forbici, e magari di una fotocopiatrice per la matrice: parrà gioco che spazientisce, ma ti assicuro, o certosina, che il gioco vale la candela. Purtroppo, essendo un gioco matematico non lo posso brevettare, benché con un buon computer le sue applicazioni siano innumerevoli. Non son io il poeta A. Rimbaud di colorate vocali, benché se ne possano trascrivere ben sette, anziché le sole cinque di giochini pentafonici (tipo motivo tedesco di Inno alla Gioia composto di sole cinque note, e probabile gioco d’origine celtica): i, é, è, a, ò, ό, u. E tante quante quelle della frase: “In bellezza corro giù”. Ora, prendi nota della sequenza di “quinte” alternate: si, mi, la, re, sol, do, fa. Se la trascrivi su quadrettata colonnina verticale di quadernone, per cinque volte di seguito, a essa puoi aggiungere tutta la gamma di bemolli (b), di doppi bemolli (bb), da un lato ascendente, e di diesis (#), di doppi diesis (x), in quello discendente, tanto da ottenere ben trentacinque note accidentate e non, sulla stessa colonnina del regolo. Per intenderci: six, mix, lax, rex, solx, dox, fax, si#, mi#, la#, re#, sol#, do#, fa#, si, mi, la, re, sol, do, fa, sib, mib, lab, reb, solb, dob, fab, sibb, mibb, labb, rebb, solbb, dobb, fabb; non facendo altro che innalzare di un semitono (diesis) o abbassare di un semitono (bemolle) la sequenza di quinte indicata e di innalzarla ulteriormente di un tono (doppio diesis) o di abbassarla di un tono (doppio bemolle). Ti chiederai il perché dei doppi diesis/bemolli, ma, se volessi tu costruire tutti gli accordi di settima diminuita come questo: do.mib.solb.sibb, come farai mai? Ora, se disponi di dodici colonnine così ordinate, le ritagli verticalmente e le muovi su e giù componendo in orizzontale una qualsiasi scala musicale [ad esempio, l’armonica minore la, sol#, fa, mi, re, do, si, (la), oppure l’armonica maggiore: do, re, mi, fa, sol, lab, si, (do)], ti accorgerai che parallelamente a tale costruita scala vi compaiono tutte le altre adiacenti che per struttura hanno le stesse distanze di un semitono o di un tono o di tre mezzi di tono. Tale giochino di ridistribuzione matematica delle note, forse un giorno, ti servirà per approfondire accordi musicali, tra i quali “do. mib. sol. sib. re. fa#. la”, accordo di tredicesima minore, che in vero è costituito da tre accordi di quinta: (do. mib. sol), (sol. sib. re) e (re. fa#. la), oppure due accordi di settima: (do. mib. sol. sib) e (sib. re. fa#. la). E, costruito tale accordo in orizzontale con le colonnine del mio regolo musicale, noterai che vi è un altro accordo, e questa volta “maggiore” rispetto al do tredicesima minore, che sul “papiro” procede in diagonale dal basso a destra verso l’alto a sinistra, passando sulla “settima”: il si bemolle. Tale accordo è “do. mi. sol. sib. re. fa. la”. Il giochino lo puoi fare anche al contrario: dato in orizzontale l’accordo minore, in diagonale ti torna il maggiore. E tu dirai: ma ne sei così sicuro che essi siano i rispettivi maggiore e minore? Risposta: può essere dimostrato abbastanza difficilmente, tenendo presente che le scale, come del resto gli accordi costruiti su di esse, si incastrano le une nelle altre a partire da una quinta successiva: e qui, per illuminarti, non ti lascio un complicato diagramma 22×22, ma ti indico che dovresti far in modo che una funzione giustifichi l’altra, mettendo in verticale la sequenza [B]. Bb. A. G#. [G#]. F#. F. [E]. D#. D. C#. [C]. B. A#. [A]. G#. G.. [F#]. E#. E. D#. [D] e in orizzontale [D]. Eb. E. [F]. F#. G. G#. [A]. Bb. B. [C]. C#. D. D#. [E]. F. F#. G. [G#]. A. A#. [B]. Tutto ha origine da [D] ed esso riflette delle armonie di cui parlo, dimostrando che per l’accordo maggiore di tredicesima in re ne esiste solo uno corrispondente di tredicesima minore: nella prima colonna verticale a sinistra c’è D 13 (major), cioè D. F#. A. C. E. G. B, e per quinte discendenti tu incontrerai sib, fa, do, sol, re; nella colonna orizzontale più in basso c’è D 13 m (minor), e cioè D. F. A. C. E. G#. B, e per quinte ascendenti tu incontrerai re, la, mi, si. Certo, un aiutino te lo darei, ma voglio essere alquanto sibillino: ti dico soltanto che a quel diagramma si incastra benissimo un altro da me già dedicato a tua cugina Yoshino nel morso corrosivo di una notte insonne. Naturalmente, D=re, E=mi, F=fa, G=sol, eccetera, nella notazione inglese. Dell’accordo musicale su citato in C 13 (do-mi) è un intervallo di terza, (do-sol) di quinta, (do-sib) di settima, (do-re) di nona, (do-fa) di undicesima, (do-la) di tredicesima. Inoltre, [do.mi] un accordo di terza, [do.mi.sol] di quinta, [do.mi.sol.sib] di settima, via via dicendo fino a quello sopra di tredicesima. Le colonnine del “papiro” le puoi sempre ritagliare e incollare, utilizzandoci dietro anche lo scotch-carta dei falegnami, e questo per visualizzarne lo spettro nel suo insieme e per cerchiare le note più interessanti con un evidenziatore. Non immagini quanto ci abbia sudato dietro, io che il destino avrebbe voluto vedere sordo. E non solo questo. Nella vita si passano tante cose: si possono perdere mogli e buoi, ma la dignità di un uomo è quella che più conta al tuo paese. L’amore è come un’equazione che va divisa per due, diceva un poeta bergamasco; talvolta l’anima è un caro nome odiato dal destino. Visto che non sei ancora grande non capirai molto le mie parole, ma un giorno la maturità ti porterà a cercare di scoprire i misteri della vita. E ti chiederai tante cose. Ti chiederai persino il perché si insegnino e s’imparino a scuola certe nozioni base, e ogni anno scolastico le si riprendano d’accapo e le si approfondiscano meglio. Un giorno, poi, vorrai dire la tua sul mondo, lasciare qualcosa di tuo, un po’ come ho fatto io con qualche libricino non proprio emozionante. E, se continuerai sulla via del canto, ti potresti anche chiedere che note musicali figurano tra quelle di una qualsiasi scala di 7 + 1 data. Per la tua gioia, pertanto, accenniamo soltanto alle scale diatoniche minori, un nome che sa di bizzarro. Prendiamo in esame re minore naturale (le sue note leggile tra parentesi nella sottostante sfilza di dodici più una): (re). do#. (do). si. (sib). (la). sol#. (sol). fa#. (fa). (mi). mib. (re). E in esame anche re melodica minore, tanto non cambia granché la solita sfilza: (re). (do#). do. (si). sib. (la). sol#. (sol). fa#. (fa). (mi). mib. (re). Come puoi ben vedere la scala minore è discendente. In quella sfilza di note c’è un sol#. Se ci fosse invece il lab, nota dal suono omofono al pianoforte ma non al violino, quando la scala ascende? Osserva un attimo la diatonica di do maggiore (tra parentesi le solite note base): (do). do#. (re). re#. (mi). (fa). fa#. (sol). sol#. (la). sib. (si). (do) ascendendo. E discendendo, ivi comprese quelle intercalari: (do). (si). sib. (la). lab. (sol). fa#. (fa). (mi). mib. (re). reb. (do). Le scale diatoniche minori sono uguali a se stesse sia nell’ascendere che nel discendere, le maggiori no. Ma c’è un particolare modo di alterare leggermente questa funzione matematica. Ho ideato una mia scala minore in re. Ciò che fa la differenza armonica è un lab in ascendere e un sol# nel discendere. Ho tenuto conto di questo paradigma: (do#.re.mib) ripetuto a diversa altezza. E nell’ascendere essa è [re. mib. mi. fa. fa#. sol. (lab). la. sib. si. do. do#. re]. Se la osservi meglio constaterai che è impropria, perché fa parte di due diatoniche minori: do/sol minore, dove il do e il reb nel registro basso non ci sono più. Difatti, se tu prendessi un foglio quadrettato e ci scrivessi in scala le diatoniche che, col mio regolo, ricavi da quella in do, ti accorgeresti che esse si inanellano le une alle altre, come una catenella: del do maggiore fa parte anche il sol maggiore a partire da una quinta, il sol stesso; del sol il re, del re il la, e via via dicendo. Non ci credi, vero? Ma perché ho fatto ciò? Il lab non è un armonico sol#, però può essere utile in certe circostanze di composizione per uno strumento ad arco, come il violino. La suddetta è [re. do#. do. si. sib. la. (sol#). sol. fa#. fa. mi. mib. re] nel discendere. Questa è una mia trovata! Però, intanto tu studia corrette cose: quando sarai un po’ più esperta, prova a rivoluzionare un po’ le cose. Ora, osserva la scala ascendente e discendente della diatonica minore in re con il mio regolo e dimmi, se l’algebra non ti fa tentennare, a che altezza rintracci la scala cromatica coi “b” della dodecafonia (per intenderci: si, sib, la, lab, sol, solb, fa, mi, mib, re, reb, do. È quella stessa individuata dai tasti bianconeri del pianoforte, strumento più evoluto del clavicembalo). Su, componila in orizzontale e parallelamente a essa troverai quella cromatica coi “#”. Con il regolo scoprirai, un giorno, persino relazioni proibite: l’accordo in sol siglato G 13/7+ (dove 7+ è una settima aumentata e l’accordo di tredicesima istessa è fruibile soltanto da grande orchestra) è maggiore rispetto a G m13/7+/11+ (che lungo nome!) e G m13/ 7/5- /11+ minore rispetto a G 13/9-. Ma stranamente G 13/11+ è bifronte, cioè incrocia se stesso sul settimo grado nel regolo. Come l’antico dio romano Giano, ciò presiede a due porte dell’urbe, della città ideale: è collegato alla tredicesima minore, facendo le veci dell’accordo maggiore nel Blues. Ma non lo è, a mio dire, quello maggiore, e di funzioni Giano ne esistono molte altre. Per intenderci: G 13/7+ è (sol. si. re. fa#. la. do. mi) e G m13/ 7+/ 11+ è (sol. sib. re. fa#. la. do#. mi), mentre G m13/ 7/5-/11+ è (sol. sib. reb. fa. la. do#. mi) e G 13/ 9- è (sol. si. re. fa. lab. do. mi). Dunque, si individuano due gruppi maggiore e minore: Alfa e Beta. E un terzo, Gamma, di cui G 13/11+, ossia (sol. si. re. fa. la. do#. mi), è il famoso Giano. Naturalmente esiste il gruppo Delta, dove G 13 (sol. si. re. fa. la. do. mi) è maggiore rispetto a G m13 (sol. sib. re. fa. la. do#. mi). Dice koan zen: “Che fine fanno i buchi quando il formaggio è finito?”. Se una groviera la diatonica re minore su citata, forse, con qualche ruttino, un topolino risponderebbe così: “re, do#, si, la, sol, fa, mib, (re)”, mentre geisha suona il koto, nella sera, sognando che ritorni il suo amato dal lontano castello di Ninjo, quello dello shogun di Kyoto. Tale scala eudorica minore (“eu” vuol dire buono, “dorica” perché gli antichi greci ne suonavano una che è la stessa ma senza gli accidenti # e b; quando finisce tu dici che non si “posa” bene: quel re la rende instabile, mancando appunto i #/b) è nota nel Giappone dei sette samurai. Tolto quel re “a capo e coda” si sconfina nell’esatonale di Debussy, poiché tra do# e si, tra si e la, tra la e sol, tra sol e fa, tra fa e mib, tra mib e do#, c’è la distanza di un solo tono. Per concludere questa lettera, ti dirò qualcos’altro di interessante, poiché per me la musica è tutto un cosmo da quando ho cantato il gregoriano, prima di diventare a poco a poco sordo: il la minore naturale ha come relative il re minore col sib e il mi minore col fa#. La melodica minore in sol ha già sia il sib che il fa# nella sua struttura originale di scala artificiale. Analogamente, la scala eudorica minore in re, sopra accennatati, contiene sia il do# che il mib delle scale più attigue a quella in sol melodica minore. Il la minore naturale (Juste), il re minore eudorico (Cargo) e il sol melodica minore (Mild), tutti compositi di due semi-toni e di cinque toni, io li considero scale base di sistema a se stante. Ora, nei panni di un detective famoso come Hercule Poirot, personaggio letterario di Agatha Christie, non intuisci già un bel giochino di relazioni che ben si modulano assieme come i giri-motore d’una Bentley? Si possono fare tanti accordi spuri, per esempio, fondendo quelle scale minori tutte insieme, come fossero linee melodiche di trio, ma non voglio privarti del piacere della scoperta. Nulla più ho da ripeterti che la vita è poesia, la poesia è musica, la musica è vita. Apprezzane il valore. Va’ dove ti porta il cuore. Ricordati di me ogni tanto.

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L'Associazione Italiana Medicina delle Catastrofi (AIMC- www.aimcnet.it ) informa che anche per l'anno sociale 2018 è istituito il P remio riservato ai laureandi della Facoltà di Medicina e di Scienze Infermieristiche intenzionati a presentare una Tesi di Laurea sul tema della Medicina delle catastrofi entro il 15 Ottobre 2018.

Il concorso è dedicato alla memoria del Dott. Antonio "Tommy" Morra, stimato medico torinese prematuramente scomparso nel 2012 che ha dedicato buona parte della sua carriera professionale allo studio e divulgazione della medicina delle catastrofi.

Al seguente link si trovano i nominativi dei vincitori del 2017 e le relative tesi: http://www.aimcnet.it/content/7-notizie/168-premio-tommy-morra-2017-vincitori.html.

In allegato la domanda di partecipazione.

Avviso per gli studenti del 2�anno - Tirocinio di Laboratorio MED 3494.

Si comunica che nei prossimi giorni, la Medicina del Lavoro, invierà le convocazioni per essere sottoposti a sorveglianza sanitaria con relativo rilascio di giudizio di idoneità.Si prega di attenersi scrupolosamente, alle convocazioni che la Medicina del Lavoro trasmetterà sugli indirizzi di posta istituzionali.

Solo dopo aver ottenuto l'idoneità e aver superato l'esame relativo al Modulo di Rischio in Ambiente Sanitario, gli studenti potranno frequentare le strutture per il tirocinio di Laboratorio MED 3494.

Il suddetto tirocinio, partirà a far data dal 09 aprile p.v e si articolerà in 8 ore complessive che saranno distribuite in due mezze giornate: o due mattine o due pomeriggi consecutivi, programmati in base al calendario delle lezioni.

Si comunica in particolare che nel mese di aprile, svolgeranno detto tirocinio gli studenti da Abbà a Cantino sul canale A e da La Rosa a Miglietta sul canale B.

Si precisa che non saranno accettati cambi per lo svolgimento dei tirocini se non per gravi motivi e motivate situazioni.

Il calendario dei turni relativi al tirocinio di Laboratorio e ulteriori comunicazioni, verranno pubblicati sul sito di Campusnet del Cdl, nelle prossime settimane.

Calendario delle prove di ammissione ai Corsi di Laurea e di Laurea Magistrale programmati a livello nazionale a.a. 2018/2019.

Si informa che sul sito web del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca è stato pubblicato, con avviso del 5 febbraio 2018, il calendario delle prove di ammissione ai Corsi di Laurea e di Laurea Magistrale ad accesso programmato a livello nazionale per l'a.a. 2018/2019.

MARTEDI' 4 SETTEMBRE 2018 è prevista la prova per i Corsi di Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e Protesi Dentaria erogati in lingua italiana.

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Collegata a questi curiosi contatti tra un membro della commissione Asl (“il numero uno, quello che deciderà”. che cosa?) e persone legate alla Santa Rita (a cui la Asl ha appena chiuso un reparto), c’è poi un’altra telefonata, successiva di circa tre mesi, citata dagli avvocati di Brega. È del 4 gennaio 2008, tra il dottor Brega e Cristina Cantù, che è appena subentrata alla direzione Asl sostituendo il dottor Mobilia; Brega vuole, com’è ovvio, chiarire la propria posizione con il nuovo direttore generale, e la stessa dottoressa Cantù per tutta risposta afferma: “Io credo che davvero lei sia un effetto collaterale”, “si cerca sempre un capro espiatorio”. Il reparto della Santa Rita, dopo tre mesi di blocco e la nomina di un nuovo primario, era stato riaperto da pochi giorni, poco prima di Natale, con delibera dello stesso Mobilia; nel frattembo Brega Massone aveva iniziato a lavorare alla clinica San Carlo, senza alcuna preclusione da parte della Asl – la stessa che aveva censurato il suo operato medico, affermando che avesse addirittura messo a repentaglio la salute pubblica con un contagio di TBC (!). Dal punto di vista della Asl, tutto – qualunque cosa fosse questo tutto, comprensivo di effetto collaterale e capro espiatorio – sembrava inspiegabilmente rientrato.

A questo punto la difesa ha chiesto al colonnello Maragoni se l’ascolto di queste telefonate non avesse fatto sorgere spunti investigativi in merito all’operato della commissione Asl, aspetti poco chiari da indagare, e il teste ha risposto: “No”. In effetti, considerata la situazione nel complesso, dubbi potevano sorgere – a noi sono sorti. Brega Massone, nelle telefonate che la procura stava intercettando, si dichiarava sconvolto, definiva l’accusa della commissione “infangante e bastarda”; aveva consegnato copia delle cartelle cliniche oggetto della valutazione Asl al professor Mezzetti (1) (citato da Legnani nella telefonata con Prati) e al professor Ernesto Pozzi (2), per una valutazione, ed entrambi avevano prodotto due relazioni con conclusioni esattamente opposte a quelle elaborate dalla commissione, affermando che i pazienti erano stati trattati in modo corretto e non vi era stato pericolo per la salute pubblica; aveva fatto ricorso al Tar – udienza fissata per il 19 giugno 2008 e poi decaduta a seguito degli arresti avvenuti dieci giorni prima – aveva scritto alla Regione, all’Ordine dei medici e alla Asl chiedendo un confronto con i membri della commissione per poter esporre il suo operato relativo ai sette pazienti – confronto che gli è sempre stato negato. Tutte azioni che la procura seguiva ‘in diretta’, grazie alle intercettazioni telefoniche. Inoltre, aggiungiamo noi, durante le udienze in primo grado del primo processo, ben due persone (Fabio Presicci, primo aiuto dell’équipe di Brega Massone, e Gianluca Merlano, direttore sanitario della clinica) hanno affermato che la Asl “voleva la testa di Brega” – al primo è stato detto dal notaio Pipitone, il secondo era presente quando il direttore generale Asl, dottor Mobilia (quello poi sostituito dalla dottoressa Cantù) lo diceva allo stesso notaio (3). Forse in questo secondo processo sarà fatta un po’ di luce sulla nebulosa questione Asl; da parte nostra l’abbiamo sollevata più di un anno fa, nel libro inchiesta.

Vi è poi la questione lastre (RX, TAC, PET), altro aspetto importante ritenuto marginale da parte della procura e del tribunale del dibattimento precedente e ieri evidenziato dalla difesa di Brega Massone. Le cartelle cliniche relative al reparto di chirurgia toracica sequestrate dalla Guardia di Finanza il 29 settembre 2007, non le contenevano; era infatti prassi della clinica consegnare gli originali ai pazienti, e tenerne solo copia digitale su un server a parte. I consulenti medici della procura, quindi, hanno fatto le loro valutazioni basandosi solo sui referti scritti dal radiologo e non visionando direttamente le lastre – al contrario, per inciso, dei consulenti di Brega Massone, Mezzetti e Pozzi compresi, che invece per scrivere le loro perizie ne hanno preso visione. Questione di non poco conto per valutare l’esistenza o meno dell’indicazione chirurgica (e dunque l'accusa di lesioni dolose. ), poiché ogni chirurgo decide se procedere o meno all’operazione visionando direttamente le immagini e non appoggiandosi al referto: non è infatti detto che il radiologo e il chirurgo siano d’accordo nella valutazione, spesso si consultano a voce e particolari che possono sembrare normali o irrilevanti agli occhi del radiologo possono invece apparire significativi a quelli del chirurgo, come ha dovuto riconoscere nel precedente dibattimento anche il professor Sartori, consulente della procura (che ha steso la propria valutazione sulla base dei soli referti presenti nelle cartelle sequestrate): “[Il chirurgo toracico] è in grado di interpretare una radiografia del torace spesso come e meglio di un radiologo perché il chirurgo generalmente poi vede quello che c’è dentro dopo aver visto dopo quello che c’è fuori” (4).

Gli avvocati di Brega hanno precisato che la questione era stata sollevata anche all’interno della commissione Asl – nel verbale del 7 settembre 2007, di cui la procura aveva ricevuto copia a fine settembre, si legge: “Il Dr. Bulgheroni e il Prof. Santambrogio sottolineano la necessità di poter esaminare la lastre effettuate nei pazienti in questione, per meglio analizzare i casi” (le lastre non saranno poi reperite dalla commissione) – e si era mostrata pregnante anche nella telefonata intercettata del 7 ottobre 2007 tra il dottor Legnani e il notaio Pipitone, nella quale lo stesso Legnani, spiegando la propria valutazione negativa sui casi Asl, afferma: “Io… è una situazione molto difficile, perché… io, ho premesso, non ho visto le radiografie, eh? Mi sono basato solo sui referti che sono allegati alle cartelle, non ho visto dal vivo le radiografie perché ci vogliono… centinaia di ore, ecco, per vedere tutto assieme, capisce? Quindi mi sono basato solo sulla cartella clinica con i referti allegati”. A domanda se questi elementi non avessero spinto l’attività investigativa a cercare di acquisire anche le lastre, da mettere a disposizione dei consulenti della procura per le loro valutazioni, il colonnello Maragoni ha risposto semplicemente che loro avevano chiesto la documentazione alla clinica Santa Rita e quello gli era stato consegnato. Avremo modo finalmente in questo dibattimento di assistere a un serio confronto tra i consulenti della procura e quelli delle difesa, basato sull’intera cartella clinica, lastre comprese? (Nel limite del possibile in quanto assisteremo, nuovamente, all’imbarazzante e anomalo confronto – da noi denunciato più volte – tra un medico di base, il dottor Paolo Squicciarini, principale consulente della procura, e due primari di chirurgia toracica, consulenti della difesa di Brega Massone.)

Un altro aspetto importante che si è evidenziato nel corso dell’udienza riguarda la modifica di ipotesi di reato verificatasi nel corso delle indagini. L’avviso di garanzia recapitato al dottor Brega a fine settembre 2007, in concomitanza con il sequestro delle cartelle cliniche, era relativo al solo reato di truffa e falso. Quali elementi hanno spostato il fuoco dell’indagine sul presunto reato di lesioni dolose?, ha chiesto la difesa di Brega al colonnello Maragoni. Qui la testimonianza si è fatta un po’ vaga. Quando, durante la mattinata, la questione era stata sollevata in fase di esame dal pubblico ministero, il teste aveva risposto che l’ascolto di telefonate nelle quali il chirurgo si confrontava con i due aiuti per costruire una “linea difensiva” relativa all’iter diagnostico e terapeutico applicato ai pazienti aveva insospettito gli investigatori, che si erano chiesti se vi fosse anche altro oltre l’ipotetica truffa. Una risposta generica che il pm non aveva approfondito ulteriormente. Alla stessa domanda posta dagli avvocati nel pomeriggio, il colonnello ha ribadito il dubbio innescato dalle intercettazioni telefoniche; incalzato dalla richiesta di fornire maggiori dettagli, ha aggiunto il fatto che il dottor Brega fosse stato licenziato dalla clinica; poi che fosse morto un paziente, citando un capo di imputazione del processo, relativo a un caso clinico del febbraio 2006, presente tra le cartelle sequestrate a fine settembre. Ulteriormente incalzato perché indicasse almeno l’arco temporale intercorso tra l’ipotesi di mera truffa e la decisione di nominare un consulente per la valutazione delle cartelle cliniche dal punto di vista medico-scientifico – aspetto curioso e non secondario per la sua eccezionalità, e che ha portato in campo il medico di base Squicciarini: nel filone di indagine in cui si inseriva la clinica Santa Rita, infatti, le cartelle erano normalmente valutate solo dal punto di vista amministrativo – il colonnello Maragoni ha risposto: “Qualche settimana”.

Se così fosse stato, per quanto ancora incomprensibile nelle ragioni, potrebbe avere avuto almeno una giustificazione dal punto di vista temporale. Ma così non è stato. La risposta data dal colonnello infatti non corrisponde al vero. La nomina del dottor Paolo Squicciarini è del 2 ottobre 2007, appena tre giorni dopo il sequestro delle cartelle cliniche; ovvero, antecedente al licenziamento (avvenuto il 6 ottobre, e sfugge comunque la logica per cui avrebbe potuto essere rilevante sotto il profilo medico-scientifico) e antecedente a qualsiasi valutazione sul decesso del paziente citato, si suppone effettuata dal consulente della procura una volta avuta in mano la relativa cartella, non prima. Per quanto riguarda le "telefonate" (al plurale, secondo il teste) tra il dottor Brega e la sua équipe, ve ne è una sola nell’arco di quei tre giorni, datata 30 settembre, nella quale i tre medici parlano dei casi relativi alle sette cartelle di TBC, certamente dal punto di vista di indicazione chirurgica, diagnostica e terapeutica, poiché questo era l'aspetto valutato dalla commissione Asl – e quindi non si capisce perché avrebbe dovuto insospettire gli investigatori. Subito dopo, i tre chirurghi allargano la questione a tutte le cartelle sequestrate nel loro complesso, parlandone in linea generale, in un’ansia ‘difensiva’ assolutamente comprensibile data l’improvvisa e inaspettata situazione che si era venuta a creare – vale la pena contestualizzare e ricordare che, nel giro di tre giorni, si sono visti prima chiudere il reparto (la commissione Asl ha valutato senza chiedere alcun confronto né con la clinica né con il dottor Brega, che hanno dunque ricevuto la delibera di chiusura immediata senza averne avuto prima alcun sentore) e poi sequestrare le cartelle cliniche. Anzi, due passaggi della telefonata evidenziano quanto Brega ragionasse sull’accusa di truffa (“dal punto di vista ‘indicazione’ io sono tranquillo” afferma, e “ci analizzeranno il buco del culo per cercare di farci passare come dei truffatori”).

Durante l’udienza è stata anche citata la famosa telefonata del 25 gennaio 2008 relativa alla ‘mammella novantenne’, che all’epoca degli arresti ha fatto il giro dei giornali e dei programmi televisivi (in versione stralcio, ovviamente. ). Non rientra tra i capi di imputazione del processo ma ha avuto (ed evidentemente ha tuttora, dato che è tornata a fare capolino anche in questo secondo dibattimento) una forte (e strumentale) risonanza mediatica. Il colonnello Maragoni ha affermato che Brega Massone “era abituato in Santa Rita in cui poteva fare tutto quello che voleva” (valutazione personale da parte dell’ufficiale di polizia giudiziaria che si commenta da sé) e, arrivato alla clinica San Carlo, si vede invece bocciare un intervento da parte dell’anestesista. Il pm ha convenientemente lasciato cadere nell’aula anche questo ‘passaggio investigativo’ evocato dal colonnello – che implicitamente sostiene la tesi accusatoria, ossia che Brega operasse solo per far soldi, senza che vi fossero indicazioni chirurgiche. In fase di controesame la difesa di Brega ha preso in mano il testo della telefonata ed evidenziato come, innanzitutto, l’anestesista dichiari che l’insufficienza respiratoria pregressa che si era evidenziata all’ultimo momento nella paziente, e che mutava la valutazione in merito all’operabilità, non era stata fino a quel momento conosciuta ed era ancora da verificare, e dunque Brega non poteva esserne a conoscenza nel momento in cui aveva dato l’indicazione chirurgica; in seconda battuta, sempre testo della telefonata alla mano, gli avvocati hanno sottolineato il fatto che l’anestesista affermi: “Non discuto l’indicazione. l’indicazione chirurgica è fuori discussione”. Davanti a questa evidenza, il colonnello non ha potuto fare altro che confermare. Paradossalmente, quindi, questa telefonata tanto enfatizzata dalla procura e dai media come esempio di quelle ‘inutili operazioni’ fatte da Brega al solo fine di guadagno, evidenzia al contrario che l’operazione non era affatto inutile perché l’indicazione chirurgica c’era eccome. Anche questo, lo avevamo scritto a suo tempo nel libro inchiesta.

Questi gli aspetti, a nostro avviso salienti, dell’udienza. Giusto una nota a margine, che ha il suo peso. Nel momento in cui la procura si è apprestata a fare ascoltare in aula il primo stralcio di intercettazione telefonica, ritenuto rilevante nella tesi accusatoria, la difesa del dottor Presicci ha fatto opposizione, dichiarando che ascoltare solo stralci (opportunisticamente selezionati, aggiungiamo noi) non fosse corretto poiché molte telefonate contenevano, prima o dopo lo stralcio, frasi che lo contestualizzavano, modificandone il senso. La Corte ha accolto l’opposizione. Dunque, in questo processo, le telefonate che saranno ritenute rilevanti saranno ascoltate integralmente. Finalmente, diciamo noi. Il dibattimento precedente ha registrato abbondanza di stralci telefonici sapientemente scelti dalla procura – e rimbalzati sui media da ‘giornalismo degli orrori’ – e poco importa se i giudici avevano a disposizione gli atti in cui la trascrizione delle telefonate è completa. Per come è andato il primo processo e per il contenuto delle motivazioni della sentenza di primo grado, c’è da aver dubbi sul fatto che il collegio presieduto dalla dottoressa Balzarotti si sia preso la briga di leggere interamente le telefonate, mentre non vi sono dubbi che abbia ascoltato gli stralci scelti durante le udienze.

In conclusione, una buona prima udienza, a nostro avviso. Certo il processo è lungo, ma forse questa volta assisteremo a un dibattimento caratterizzato da un equilibrio tra accusa e difesa e terzietà della Corte; e magari sarà anche sbrogliata qualche matassa, aggrovigliata ormai da cinque anni. L'udienza è aggiornata al 13 maggio.

1) Maurizio Mezzetti, direttore della Divisione di chirurgia toracica all'Istituto europeo di oncologia (IEO) di Milano dal 1994 al 1997, direttore della Divisione di chirurgia toracica all’ospedale San Paolo di Milano dal 1997 al 2007, direttore della Scuola di specialità in chirurgia toracica dell'Università degli studi di Milano dal 1999 al 2005, attuale Presidente FONICAP (Forza Imperativa Nazionale Interdisciplinare Contro il Cancro del Polmone) – e a suo tempo insegnante, tra l’altro, dello stesso Santambrogio, membro della commissione Asl 2) Cattedratico di Malattie dell’apparato respiratorio dell’Università di Pavia e direttore di Malattie dell’apparato respiratorio del Policlinico San Matteo di Pavia 3) Cfr. Proc. Pen. n. 12570/08, udienze del 23 giugno 2009 e del 17 marzo 2009 4) Cfr. Proc. Pen. n. 12570/08, udienze del 19 maggio 2009.

La vicenda in breve.

L’8 maggio 2013, davanti alla prima Corte di Assise di Milano, è iniziato il secondo processo Santa Rita: imputati il chirurgo toracico Pier Paolo Brega Massone e i due aiuti dell’équipe di chirurgia toracica (con l’accusa di lesioni dolose per 46 casi, omicidio volontario aggravato per 4 casi, truffa e falso), cinque anestesisti (omicidio colposo), un’infermiera (favoreggiamento e appropriazione indebita) e un altro medico (truffa e falso). Si tratta di uno stralcio di un procedimento precedente che ha già visto, a carico dell’équipe di chirurgia toracica, una condanna in primo grado, confermata in appello, per lesioni dolose, truffa e falso per una novantina di capi di imputazione. La tesi della procura è la medesima anche in questo secondo processo: i tre chirurghi hanno inutilmente operato i pazienti per ricavarne un profitto personale, comprese le quattro persone poi decedute. Il primo dibattimento è stato caratterizzato da un impianto accusatorio teorematico, imbarazzante e inspiegabile per chiunque abbia letto le carte processuali: consulenze mediche dell’accusa che presentano lacune e scelte metodologiche dubbie; rifiuto del tribunale a disporre una perizia super partes; intercettazioni telefoniche che, ben lontane dal fornire prove di reato, sono servite a tracciare una disamina psicologica negativa dell’imputato, con evidenti forzature interpretative; e una commissione Asl, che ha dato l’avvio alle indagini, fortemente contraddittoria, nebulosa e anch’essa inspiegabile nei suoi successivi sviluppi.

Ne abbiamo scritto in un libro inchiesta, E se il mostro fosse innocente?, pubblicato a febbraio 2012, e abbiamo seguito il successivo processo di appello, scrivendone qui.

Il dottor Brega è stato condannato a 15 anni e 6 mesi, i due aiuti rispettivamente a 9 anni e 9 mesi e 4 anni e 4 mesi. Il chirurgo è in carcere, in custodia cautelare, dal 9 giugno 2008, giorno dell’arresto; ha goduto della libertà per soli 6 mesi, dal 5 novembre 2009 al 30 aprile 2010. A oggi – data di avvio del secondo processo – ha ‘scontato’ 4 anni e 5 mesi di custodia cautelare (!). Secondo la Costituzione, è in carcere da innocente, poiché si è colpevoli solo dopo il terzo grado di giudizio – e, per inciso, dopo aver limitato fortemente il suo diritto alla difesa nel primo processo, questa situazione lo limita ancor più per questo secondo dibattimento:i capi di imputazione sono relativi a casi degli anni 2005/2006/2007/2008, ed è evidente la necessità del chirurgo di poter consultare liberamente cartelle cliniche e ogni documentazione necessaria per ricostruire iter diagnostici e terapeutici effettuati 8, 7, 6, 5 anni fa. Seguiremo tutte le udienze di questo secondo processo, leggeremo tutte le carte, e ne scriveremo. Invitiamo tutta la stampa a fare altrettanto. Ha l’occasione di ‘riscattarsi’ da quel ‘giornalismo degli orrori’ che ha caratterizzato il primo dibattimento, quando fin dal giorno degli arresti ha sbattuto il mostro in prima pagina e si è appiattita sulle veline della procura, colpevolmente dimentica non solo della presunzione di innocenza che si deve a chiunque – fino al terzo grado di giudizio, figuriamoci prima ancora della celebrazione del processo di primo grado – ma soprattutto incapace, o più probabilmente non interessata, ad approfondire autonomamente la vicenda per poter svolgere a pieno il proprio ruolo di Quarto potere, che si declina in senso critico e dovere di informazione nei confronti dei cittadini. Anche e soprattutto questa, è libertà di stampa.

22 giugno 2013: la Cassazione, quinta sezione penale, ha confermato la condanna per il dottor Brega Massone e i due aiuti dell’équipe di chirurgia toracica, salvo ridurre le pene per intervenuta parziale prescrizione. Questo il dispositivo: “Annulla la sentenza impugnata senza rinvio nei confronti di tutti gli imputati ricorrenti, limitatamente ai reati a ciascuno rispettivamente ascritti – fatta eccezione per quelli di lesioni gravi – commessi fino al 15 dicembre 2005, per essere gli stessi estinti per intervenuta prescrizione ed elimina la relativa pena; dispone rinvio alla Corte di appello di Milano altra sezione per la rideterminazione del trattamento sanzionatorio”. Qui l'analisi delle motivazioni. Laurea in Scienze della formazione.

La laurea in Scienze della formazione è presente in una quarantina di atenei italiani. Chi si laurea in Scienze della formazione acquisisce competenze nelle scienze pedagogiche e nei settori comunicativo e relazionale. La laurea in Scienze della formazione è solitamente compresa nella facoltà di Scienze della formazione e in alcuni casi in quella di Scienze umanistiche.

Il corso di laurea in Scienze della formazione è spesso affiancato e integrato a quello in Scienze dell’educazione, così da offrire la specializzazione sia nella formazione di lavoratori adulti, sia in quella dei bambini e ragazzi in età scolastica. La maggior parte dei corsi di laurea della facoltà offrono la specializzazione in Scienze della formazione primaria che spesso è suddivisa in due indirizzi uno per la scuola dell’infanzia e uno per quella primaria.

La laurea in Scienze della formazione prevede lo studio di materie come i vari ambiti della pedagogia, psicologia, sociologia e antropologia ma anche lingue straniere, lettere, informatica e diritto. Quasi tutti i corsi di laurea prevedono parecchie ore di laboratorio e di un tirocinio in scuole, istituti o enti dedicati alla formazione, il tutto per mettere da subito in pratica ciò che si è studiato durante l’anno accademico.

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