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Questi piccoli cambiamenti comprendono:

Dimagrimento: la maggior parte dei pazienti gode di notevoli benefici dopo aver perso qualche chilo.

Bere Molto; Non Fumare; Non Abusare Di Alcuni Farmaci.

Farmacologia.

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Sindrome da Reflusso Gastro-Esofageo.

Patogenesi.

Riduzione della forza di contrazione dello sfintere esofageo inferiore (LES) che normalmente si chiude con una pressione di 15-20 mmHg.

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Sintomatologia.

SRGE – Complicanze Esofagee.

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Ogni studente è convocato nel giorno e nell’orario prescelto (per controllare le convocazioni potete visitare il nostro sito nella sezione Ammissioni ).

Per eventuali chiarimenti è possibile contattare il seguente indirizzo mail: ammissioni@unisr.it.

Come prepararsi al meglio per la prova d’ammissione? Usa il simulatore!

Il Simulatore è un sistema di test preparatori alle prove di ammissione: le domande che verranno presentate sono estratte, mediante procedura randomizzata, da un archivio storico di quesiti di proprietà dell’Università.

Il sistema è stato studiato per simulare il più accuratamente possibile la prova di ammissione: non sono possibili interruzioni. La correzione verrà mostrata direttamente sul compito.

Inoltre verrà prodotta, ad ogni simulazione, una statistica di risposte corrette suddivise per area tematica, in modo da dare al candidato un’indicazione su quali tematiche andare a ripassare per raggiungere il punteggio desiderato.

Come funziona il Simulatore online?

UniSR offre la possibilità di accedere gratuitamente a una prova dimostrativa generica di 20 domande, sempre scelte tramite procedura randomizzata, che replica appunto un test generico, non specifico per singole facoltà o corsi. Fai una prova sul SISTEMA DEMO.

È inoltre possibile registrarsi ed accedere alla versione completa del simulatore. Al primo accesso, con un contributo di 20 €, pagabili tramite carta di credito, è possibile svolgere 3 simulazioni da 100 domande ciascuna. Dalla terza simulazione in poi ogni simulazione da 100 domande costerà 5€ sempre pagabili tramite carta di credito.

Il candidato, che ha acquistato almeno una simulazione, potrà scegliere per quale corso di laurea effettuare il test prova. Da quest’anno sarà presente anche la nuova modalità, prevista dal bando, per il test di Medicina e Chirurgia in lingua italiana, per cui la prova simulata durerà 90 minuti, a differenza di quella reale che ne durerà 60, al fine di facilitare la gestione del tempo in sede d’esame.

Allo scadere del tempo concesso la prova si chiude in automatico se non chiusa dall’utente, come accade durante la reale esecuzione del test.

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3. Interdisciplinarità e unità del sapere. La tensione verso il vero va di pari passo con la tensione verso il tutto: l’università deve pertanto essere il luogo dell'umiltà, dell'ascolto, dell'interdisciplinarità, il luogo dove il riduzionismo è riconosciuto come un errore e il desiderio di unità del sapere come un valore. Lo sforzo che la ricerca di questa unità comporta, rappresenta in fondo uno dei compiti formativi dell'università, che deve formare uomini aperti, che non scambiano la specificità per settorializzazione. Di per sé la specializzazione non si oppone all'unità del sapere. Ma vi si può opporre la persona, quando fa di quella metodologia specializzata l'unica chiave per accedere alla conoscenza delle cose. In una università così, la teologia ha un posto che le spetta di diritto. «Ora, è proprio caratteristica dell'università, che è per antonomasia universitas studiorum a differenza di altri centri di studio e di ricerca, coltivare una conoscenza universale, nel senso che in essa ogni scienza dev'essere coltivata in spirito di universalità, cioè con la consapevolezza che ognuna, seppure diversa, è così legata alle altre che non è possibile insegnarla al di fuori del contesto, almeno intenzionale, di tutte le altre. Chiudersi è condannarsi, prima o dopo, alla sterilità, è rischiare di scambiare per norma della verità totale un metodo affinato per analizzare e cogliere una sezione particolare della realtà» ( Incontro con i docenti e con gli studenti dell'Ateneo torinese, 3.9.1988, n. 3). Lavorare ad una disciplina «nel contesto almeno intenzionale delle altre» non vuol dire essere dei “tuttologi”, ma essere, in continuità con l’idea newmaniana, degli uomini colti.

Giovanni Paolo II chiarirà infine che l’unità del sapere si costruisce attorno all'unità della persona, non attorno alla semplice multidisciplinarità. La frammentazione più pericolosa non è quella della specializzazione disciplinare ma la frattura fra cultura dei mezzi e cultura dei fini. L'unità del sapere è un habitus intellettuale. È far dialogare all'interno dell'unità dell'esperienza intellettuale del soggetto tutte le fonti e le forme di conoscenza in ordine alla soluzione degli interrogativi che più contano, quelli esistenziali: cosa è il mondo, cosa è l'uomo, qual è il posto dell'uomo nel mondo. Rinunciare a porsi questi interrogativi o non ritenerli significativi preclude qualsiasi unità del sapere nonostante la ricchezza di fonti o di dati cui si accede. Occorre il coraggio di interrogarsi sulle cause ultime e fondanti, sui perché che contano (cfr. Allocuzione all’UNESCO, 2.6.1980; Al Corpo Accademico dell'Università di Padova, 12.9.1982).

Documenti della Chiesa Cattolica correlati: Giovanni Paolo II: Allocuzione all'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO), 2.6.1980, Insegnamenti III,1 (1980), pp. 1636-1655; Incontro con scienziati e studenti nella cattedrale di Colonia, 15.11.1980, Insegnamenti III,2 (1980), pp. 1200-1211; Ai docenti dell'Università di Bologna, 18.4.1982, Insegnamenti V,1 (1982), pp. 1223-1231; Al Corpo Accademico dell'Università di Padova, 12.9.1982, Insegnamenti V,3 (1982), pp. 412-417; Al la comunità accademica di Lovanio Nuova, 21.5.1985, Insegnamenti VIII,1 (1985), pp. 1598-1605; Incontro con i docenti e con gli studenti dell'Ateneo torinese, 3.9.1988, Insegnamenti XI,3 (1988), pp. 548-556; Incontro con la comunità universitaria di Uppsala, 9.6.1989, Insegnamenti XII,1 (1989), pp. 1608-1615; Allocuzione al Giubileo Mondiale dei Docenti Universitari, Roma, 9.9.2000, OR 10.9.2000, p. 7. Pontificio Consiglio per la Cultura, Chiesa e cultura universitaria, 25.3.1988, EV 11, 325-377; Giovanni Paolo II, Ex corde Ecclesiae, 15.8.1990, EV 12, 414-492; Congregazione per l'Educazione Cattolica, Presenza della Chiesa nell'università e nella cultura, 22.5.1994, EV 14, 1349-1405. Medicina università materie.

Lo staff Aulett@'99 vi aspetta tutti i giorni presso la nostra sede al secondo piano del complesso didattico Aule Nuove.

Per diventare soci Aulett@'99 veniteci a trovare presso la nostra sede portando con voi 2 foto formato tessera e copia di un documento. Riceverete la MEDICAL CARD per partecipare a tutte le nostre attività e per usufruire di tutte le nostre convenzioni.

Sono state rese note dal MIUR le date per i test di ammissione ai Corsi di Professioni Sanitarie (4 Settembre) e Medicina e Odontoiatria (8 Settembre)

Per conoscere date e sedi di svolgimento delle ADO vi invitiamo a visionare la sezione ADO ATTIVATE del nostro sito.

Area ADO.

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Ai fini dell'attribuzione del punteggio previsto il sistema calcolerà automaticamente la media aritmetica dei voti ottenuti. Nel calcolo della media aritmetica il voto 30 e lode viene considerato pari al voto 30/30. La media aritmetica semplice è arrotondata alla prima cifra decimale (es. 28,44 = 28,4; 28,45 = 28,5).

2. Voto ottenuto negli esami fondamentali e caratterizzanti la singola scuola - Punteggio massimo 5 punti.

Il punteggio è attribuito sulla base delle modalità indicate nell'Allegato 2 e secondo i seguenti criteri:

Voto ottenuto.

Punteggio per singolo esame.

3. Altri titoli - massimo 3 punti. Tale Punteggio non può essere attribuito a coloro che alla data di presentazione della domanda sono già in possesso di un diploma di specializzazione, ovvero che siano già titolari di un contratto di specializzazione da almeno un anno. Il punteggio è attribuito sulla base dei seguenti criteri: - 1 punto per la tesi sperimentale in una disciplina afferente a uno dei settori scientifico-disciplinari di riferimento della tipologia di scuola; - 2 punti per il titolo di dottore di ricerca in una disciplina afferente a uno dei settori scientifico-disciplinari di riferimento della tipologia di scuola.

3. Per la prova di cui all'articolo 7 è attribuito un punteggio massimo 120 punti così suddivisi:

a) 70 punti per la prima parte della prova, costituita da 70 quesiti con 4 opzioni di risposta di cui 1 sola corretta; b) 30 punti per la seconda parte della prova specifica di Area, costituita da 30 quesiti con 4 opzioni di risposta di cui 1 sola corretta; c) 20 punti per la seconda parte della prova specifica di Scuola, costituita da 10 quesiti con 4 opzioni di risposta di cui 1 sola corretta;

4. Ai fini dell'attribuzione dei punteggi della prova si tiene conto dei seguenti criteri:

Prova.

Risposta esatta.

Risposta errata.

Risposta non data.

Prima parte comune (70 quesiti)

Seconda parte specifica di Area (30 quesiti)

Seconda parte specifica di Scuola (10 quesiti)

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Basandosi su questi “fatti” si può quindi immaginare che in un soggetto predisposto (che verosimilmente ha ereditato un sistema neurovegetativo sbilanciato verso una iperattività simpatica forse per un deficit metabolico del sistema serotoninergico) agisca un fattore scatenante (trauma, infezione, forse anche alcuni farmaci) in grado di slatentizzare la FM. Tutti i fattori scatenanti descritti hanno in comune probabilmente la capacità di agire a livello midollare o cerebrale: per esempio è stato dimostrato che un trauma cervicale (colpo di frusta) è in grado di scatenare la FM molto più frequentemente di un trauma lombare. Si realizza quindi una redistribuzione del flusso cerebrale con ischemia relativa di alcune aree deputate al controllo delle vie del dolore con progressivo peggioramento nel tempo della sintomatologia. È probabile che alcune delle alterazioni dei neurotrasmettitori documentate siano l’effetto di questi meccanismi piuttosto che la causa. Le manifestazioni muscolari della malattia (rigidità, dolore, tender points) derivano verosimilmente da una sregolazione delle vie simpatiche midollari, secondaria alle alterazioni centrali, che controllano la vascolarizzazione e la contrazione muscolare. Tali meccanismi vengono poi potenziati e mantenuti da numerosi eventi collaterali, tutti orientati verso un mantenimento dello squilibrio neurovegetativo, che complicano lo scenario patogenetico (variazioni climatiche, alterazioni ormonali, ecc.); probabilmente in alcuni pazienti resta comunque fondamentale il meccanismo serotoninergico, mentre in altri, nel tempo, possono prevalere altri meccanismi. Importante è comunque sottolineare come queste alterazioni siano potenzialmente correggibili e reversibili. Lo dimostra il fatto che in corso di infezione da EBV sono state descritte delle classiche FM completamente regredite con la guarigione della malattia virale e che la terapia di rilassamento, verosimilmente in grado di modificare la distribuzione del flusso cerebrale, può portare a completa regressione della FM. Proprio la risposta alla terapia di rilassamento ed ai farmaci Inibitori della Ricaptazione della Serotonina(SSRI) fa ritenere che il deficit predominante nella FM sia quello delle vie serotoninergiche in grado di modulare le attività neurovegetative e che tale deficit sia correlato alla redistribuzione del flusso cerebrale.

Figura 3.

DIAGNOSI E TERAPIA.

La diagnosi di FM è a tutt’oggi basata sui criteri dell’American College of Rheumatology (ACR) del 1990 (Wolfe F. et al.: “The American College of Rheumatology 1990 criteria for the classification of fibromyalgia”. Arthritis Rheum, 1990; 2: 160-172) che prevedono la presenza di dolore muscolo-scheletrico diffuso (cioè che interessa entrambi i lati del corpo sia nella parte superiore che inferiore e che coinvolge tutta la colonna vertebrale) da almeno 3 mesi associato a dolorabilità di almeno 11 dei 18 tender points illustrati nella Figura 2. L’utilizzo di tali criteri ha costituito un importantissimo passo in avanti nella comprensione della FM consentendo di standardizzare la diagnosi e di potere confrontare i lavori scientifici, in particolare quelli di tipo epidemiologico, non essendovi alcun esame di laboratorio o radiologico che possa diagnosticare la fibromialgia. I test di laboratorio e gli esami strumentali possono essere utili per escludere la presenza di altre patologie, come ad esempio l’ipotiroidismo, che può causare segni e sintomi simili alla fibromialgia. Una attenta anamnesi e un esame obiettivo accurato possono escludere altre condizioni cliniche di dolore cronico e di astenia. Poiché i sintomi di fibromialgia sono così generici e spesso sono simili a quelli di altre malattie, molti pazienti vanno incontro a complicate e a volte ripetitive valutazioni prima che venga diagnosticata tale patologia ( Figura 4 ).

Figura 4.

Nondimeno i criteri ACR sono comunque criticabili sotto diversi aspetti:

oltre ai 18 descritti esistono nei singoli pazienti molti altri tender points ed in generale ogni inserzione tendinea e ogni muscolo sono potenzialmente dolenti la dolorabilità dei vari tender points varia spontaneamente anche da un giorno all’altro e stabilire un limite netto negli 11 tender points può comportare che un giorno il paziente rientri nei criteri ed il giorno dopo non sia più così non sempre i pazienti manifestano dolore in tutti i 4 quadranti del corpo ed è anzi frequente che il paziente descriva il dolore diffuso come “mi fa male tutta la parte destra del corpo” oppure “ho dolore alla schiena e a tutte e due le gambe” quando la ricerca dei tender points viene eseguita da personale inesperto sono frequenti errori diagnostici (pressione su punti anatomici sbagliati oppure pressione troppo lieve o troppo intensa).

Occorre sottolineare inoltre l’importanza della diagnosi differenziale in considerazione del fatto che la FM è una sindrome e molti dei sintomi sono aspecifici, così come l’importanza della individuazione di una eventuale patologia associata alla FM. Per tale ragione si consiglia di sottoporre il paziente nel quale si fa una nuova diagnosi di FM ad un controllo laboratoristico che preveda gli esami seguenti:

VES, PCR, ANA test Emocromo con formula CPK, transaminasi Anticorpi anti-EBV e anti-HCV TSH, FT4.

TERAPIA.

La terapia della FM è radicalmente cambiata negli ultimi 15 anni. Fino a circa 10 anni fa la FM veniva raramente diagnosticata, anche perché si riteneva che tale diagnosi non fosse di alcuna utilità, in quanto si considerava la FM una patologia di natura psicogena e pertanto difficilmente curabile. Negli ultimi anni le cose sono radicalmente cambiate e oggi si può affermare che la FM si può curare con successo. Grazie alla scoperta dei meccanismi alla base della FM possiamo oggi utilizzare farmaci in grado di correggere i deficit alla base della malattia (in particolare il deficit di serotonina). Oltre ai nuovi farmaci disponiamo di alcuni trattamenti non farmacologici estremamente efficaci in grado di modificare l’iperattività neurovegetativa presente nella FM.

Terapia Farmacologica.

Possiamo distinguere fondamentalmente due classi di farmaci utilizzati per il trattamento della FM: i farmaci miorilassanti, che agiscono sulla manifestazione “periferica” della FM cioè sulla contrattura muscolare, e i farmaci che potenziano l’attività della serotonina che agiscono invece su uno dei meccanismi “centrali” della malattia. Generalmente questi farmaci vengono associati nello stesso paziente. La grande novità è stata l’introduzione dei Farmaci Inibitori della Ricaptazione della Serotonina (SSRI), utilizzati primariamente come antidepressivi, ma che si è poi visto essere estremamente efficaci su alcune delle manifestazioni della FM, in particolare sulla astenia e sulla insonnia. Oggi il “gold standard” della terapia farmacologica della FM è considerato l’uso di uno dei più recenti SSRI (paroxetina o sertralina), da assumere al mattino, in associazione alla ciclobenzaprina, da assumere in unica dose serale. Da ricordare anche l’importanza dei sali di magnesio che rivestono un ruolo essenziale nel metabolismo muscolare, non tutti i prodotti in commercio sono però ugualmente efficaci in quanto alcuni hanno uno scarso assorbimento. Altri farmaci che vengono correntemente utilizzati nella terapia della FM sono gli antiepilettici, gli analgesici centrali, alcuni antiparkinsoniani. Grande interesse sta poi suscitando una nuova classe di farmaci antidepressivi, i Farmaci Inibitori della Ricaptazione della Serotonina e della Noradrenalina (SNRI), i quali agiscono su di un più ampio spettro di neurotrasmettitori rispetto agli SSRI. I farmaci anti-infiammatori utilizzati per trattare molte patologie reumatiche non mostrano importanti effetti nella fibromialgia. Tuttavia, a basse dosi, possono dare qualche sollievo al dolore. I cortisonici sono inefficaci e dovrebbero essere evitati per i loro potenziali effetti collaterali. I farmaci che facilitano il sonno profondo e il rilassamento muscolare aiutano molti pazienti affetti da fibromialgia a riposare meglio. Questi farmaci comprendono gli antidepressivi triciclici e gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) ed altri farmaci ad azione prevalentemente miorilassante, simili strutturalmente agli antidepressivi. Sebbene questi farmaci abbiano come principale indicazione la depressione, essi vengono abitualmente prescritti ai pazienti affetti da fibromialgia a bassi dosaggi, di solito prima di andare a letto. Nei pazienti fibromialgici, questi farmaci sono principalmente utilizzati per lenire il dolore, rilassare i muscoli e migliorare la qualità del sonno piuttosto che per il loro effetto antidepressivo. Sebbene molti pazienti dormano meglio e abbiano meno fastidi quando assumono questi farmaci, il miglioramento varia molto da persona a persona. In aggiunta, i farmaci hanno effetti collaterali come sonnolenza diurna, costipazione, bocca asciutta e aumento dell’appetito. Gli effetti collaterali sono raramente severi, ma possono essere disturbanti. È quindi consigliabile limitarne l’uso.

Terapia Non Farmacologica.

Si può affermare che tutte le terapie non farmacologiche note, più o meno ortodosse, sono state utilizzate nel trattamento della FM. Non è pertanto semplice districarsi nell’ambito di un campo nel quale molto spesso risulta difficoltoso separare la reale efficacia di un trattamento dalla semplice suggestione. È quindi necessario basarsi solo sui dati dimostrati che derivano dagli studi scientifici. Il primo punto da chiarire è relativo alle terapie fisiche (TENS, ionoforesi, termoterapia, ecc.) che vengono spesso consigliate ai pazienti con FM: a parte la TENS che risulta efficace fino al 70% dei casi, nessuna altra terapia fisica ha dimostrato risultati superiori al placebo. Per quanto riguarda il massaggio, è stato utilizzato in pochi studi: è comunque comune esperienza dei pazienti con FM che il massaggio può fare peggiorare nettamente la sintomatologia. Anzi si può affermare che, in generale, qualora un paziente trattato con massaggio per una contrattura muscolare riferisca un peggioramento dei sintomi si deve sospettare una FM. Almeno due studi hanno documentato l’efficacia del biofeedback elettromiografico, metodica che ha il limite di essere poco diffusa e quindi per lo più sconosciuta ai pazienti. Un altro argomento che suscita interesse e quello della omeopatia che, negli ultimi anni, anche in Italia è andata sempre più diffondendosi. Alcuni studi hanno studiato l’effetto di uno specifico rimedio omeopatico il “Rhus Tox” con risultati variabili: è necessario però chiarire che tale trattamento non è adatto a tutti i pazienti, ma solo ad una piccolo sottogruppo con caratteristiche ben definite. La terapia non farmacologica che negli ultimi anni ha però radicalmente cambiato l’approccio terapeutico e la prognosi della FM è certamente la Terapia di Rilassamento Muscolare Profondo: Training Autogeno di Schultz, Terapia Cognitivo-Comportamentale, Terapia di Rilassamento basata su Tecniche Ericksoniane. Le prime due tecniche di rilassamento hanno un limite nella scarsa adesione dei pazienti al programma terapeutico a causa della lunga durate dello stesso e della complessità dell’approccio. La terapia di rilassamento di tipo ericksoniano (definita “a breve termine”) è invece preferibile per la rapidità dell’effetto terapeutico, per l’efficacia su tutti i parametri esaminati (numero di punti tender, disturbi del sonno, astenia, dolore globale) e per la durata dell’effetto almeno fino al 6° mese dal termine del trattamento. Sono tecniche di derivazione psicologica che inducono il rilassamento muscolare riducendo l’iperattività neurovegetativa alla base della FM. Sono basate sull’uso di un linguaggio “analogico” (cioè un linguaggio suggeritivo in grado di attivare ricordi e sensazioni) che ha lo scopo di attivare le funzioni neuropsicologiche tipiche dell’emisfero cerebrale destro. Nel corso del trattamento si conduce il paziente a valutare eventuali tensioni intrapsichiche per poi applicare tecniche verbali di programmazione neurolinguistica al fine di rimuovere le cause di tensione. Il numero di sedute necessarie è generalmente compreso tra 3 e 5 con frequenza settimanale o bisettimanale. Se il paziente riesce ad ottenere un buon rilassamento muscolare, il risultato è solitamente duraturo e non sono richiesti ulteriori trattamenti. L’effetto sulla sintomatologia della FM è progressivo e comporta una attenuazione delle principali manifestazioni (in particolare della astenia e del dolore) ed un miglioramento della qualità del sonno.

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Si riepiloga di seguito il calendario delle tempistiche relative alle fasi di candidatura, selezione e inizio delle attività di tutorato previste:

- candidature: gli studenti interessati dovranno inoltrare la propria domanda di candidatura in forma telematica dalla propria MyUniTo entro il 28 maggio 2018 ore 12.00; Le sedi: Bologna, Imola, Ravenna, Rimini.

Bologna.

Imola.

Ravenna.

Rimini.

Sede di Bologna.

Policlinico S. Orsola-Malpighi (Polo Murri) Via Massarenti, 9 - 40138 Bologna.

Ufficio di Presidenza Tel. 051 2095537 - Fax 051 2086019 E-mail: medicina.staff@unibo.it lunedì, mercoledì, venerdì 8.30 – 15.00 martedì, giovedì 8.30 - 16.30 Come raggiungere gli uffici di Presidenza.

Segreteria Studenti Tel. 051 2094601 - Fax 051 2086018 E-mail: segmed@unibo.it Orari di sportello:

lunedì, martedì, mercoledì, venerdì 9.00 - 11.15; martedì, giovedì 14.30 - 15.30.

Risposta telefonica:

lunedì, martedì, mercoledì, venerdì dalle ore 9:00 alle ore 11:15; giovedì dalle ore 14:30 alle ore 15:30.

Nella sede didattica di Bologna sono presenti i Corsi di:

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Benvenuti.

La Facoltà di Medicina e Chirurgia è la sede della formazione superiore in campo biomedico e sanitario; essa opera nell’ottica della formazione, integrando con questa la ricerca e l’assistenza sanitaria, finalizzata al raggiungimento e al mantenimento dei più elevati livelli qualitativi.

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In evidenza.

Formazione medico-specialistica: la lettera aperta di Carlo Della Rocca.

La Facoltà aderisce alla lettera-appello del presidente della Conferenza permanente delle Facoltà e Scuole di Medicina e Chirurgia verso la decisione del Consiglio dei Ministri dell'8 febbraio, che impugna, per violazione del 3° comma dell’art. 117 della Costituzione, la legge della Regione Lombardia n. 33/2017.

Gentile Presidente del Consiglio,

dopo aver preso atto della decisione del Consiglio dei Ministri dell’8 febbraio 2018 di impugnare, per violazione del terzo comma dell’art.117 della Costituzione, la legge della Regione Lombardia “ Legge regionale 12 dicembre 2017 - n. 33 Evoluzione del Sistema Socio-Sanitario Lombardo: modifiche al Titolo III «Disciplina dei rapporti tra la Regione e le Università della Lombardia con facoltà di medicina e chirurgia per lo svolgimento di attività assistenziali, formative e di ricerca» della legge regionale 30 dicembre 2009, n. 33 (Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità) ”, ed in particolare l’art. 34 in cui si delinea il processo tramite il quale l’assistente in formazione deve acquisire una progressiva autonomia professionale, senza entrare nel merito dell’interpretazione di quanto sancito dall’art. 117 della Costituzione, si ribadisce la condivisione di quanto riportato nell’articolo in questione. Per tale motivo si chiede la rivalutazione della problematica nelle sedi opportune, con l’auspicio che si possa giungere ad una definizione più moderna dei compiti dell’assistente in formazione, in considerazione di quanto previsto dal Decreto Interministeriale 402/2017, affinché acquisisca il titolo di specialista essendo pienamente pronto ad entrare nel complesso e delicato mondo della Sanità. Tali obiettivi si possono raggiungere solo attraverso l’acquisizione e il riconoscimento di una progressiva autonomia nel corso degli anni della formazione specialistica, proprio così come è riportato nell’art.34 della legge n.33 di Regione Lombardia.

Nella certezza della Sua autorevole considerazione, si inviano cordiali saluti.

Il Presidente della Conferenza Permanente delle Facoltà e Scuole di Medicina e Chirurgia.

Prof. Carlo Della Rocca.

Calendario prove di ammissione ai corsi di laurea e laurea magistrale.

L' Avviso Ministeriale n°. 3641 del 6 febbraio 2018 definisce la programmazione del calendario prove di ammissione relative ai corsi di Laurea e Laurea Magistrale ad accesso programmato nazionale per l' Anno Accademico 2018-2019.

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