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Appare infatti plausibile quanto da lui stesso dichiarato nel corso del primo processo, ossia che il passaggio amministrativo in riabilitazione fosse un input della proprietà della clinica: “[. ] Nel 2004 o siamo lì insomma, io fui chiamato [da Pipitone, n.d.a ] e mi fu detto che praticamente la nostra chirurgia, siccome io facevo i grossi interventi, le pleuropneumonectomie [. ] troppo grossi e non redditizi fondamentalmente per la clinica […] per cui mi fu ventilata l’ipotesi o di non proseguire una collaborazione oppure di produrre eventualmente dei correttivi e i correttivi mi furono proposti da loro, cioè. suggeriti. direi mi fu detto: «Ma lei la riabilitazione la fa?», io ho detto sì e allora mi fu detto: «Facciamo che il paziente viene passato in riabilitazione». Quando poi io ebbi dei casi, perché poi ognuno, voglio dire, io le posso dire che non ero a conoscenza perché non le sapevo queste cose, se le avessi sapute ovviamente magari le avrei fatte anche dal primo giorno voglio dire, se mi fossero state dette di farle, a me fu detto che, utilizzando la riabilitazione, la riabilitazione andava data; all’inizio non mi diedero penso neanche niente, poi un giorno mi chiamarono e mi dissero: «Sì, per l’équipe è 10 euro e 33 al giorno», per cui le ripeto che per me la cosa non era certo la riabilitazione un problema, il mio problema fu quello di, come dire, seguire determinate regole che lì erano state dette e mi fu detto: «Lo fa la medicina, lo fa l’ortopedia, lo faccia anche la chirurgia» (4).

In controesame, la difesa della (ex) Santa Rita ha innanzitutto rilevato come tra le cartelle analizzate ve ne siano alcune già inserite nel precedente dibattimento, e dunque da eliminare dal capo di imputazione – evidentemente la procura non se n’è accorta. Poi ha evidenziato come molte cartelle fossero già state oggetto di annullamento da parte dei Noc (5), e dunque il relativo Drg sia già stato rimborsato alla Regione – questione importante sotto l’eventuale profilo risarcitorio, dato che Regione Lombardia e Asl si sono costituite parte civile nel processo. Infine ha contestato la modalità di valorizzazione utilizzata dal dottor Privitera, che ha abbattuto non solo le cartelle di riabilitazione ma anche i ricoveri in acuto relativi a interventi chirurgici effettivamente e correttamente effettuati e non oggetto di contestazione, e dato che la consulenza è stata stilata per numeri complessivi, sono stati depositati anche gli appunti dello stesso Privitera contenenti i dettagli dell’analisi, cartella per cartella. E su questo, in una prossima udienza, accusa e difesa si confronteranno.

Una nota a margine. Un anestesista esce dal processo, per sopraggiunta prescrizione del reato.

L’udienza è aggiornata al 15 maggio.

1) Francesco Sartori, direttore del Dipartimento di Scienze Cardiologiche Toraciche e Vascolari dell'Università di Padova; Marco Greco, direttore del Dipartimento di senologia dell'ospedale San Gerardo di Monza; Dario Olivieri, direttore della Scuola di specializzazione di pneumologia dell'Università di Parma 2) Paolo Squicciarini: laurea in chirurgia generale, dal 1984 al 1991 ha collaborato con la divisione di chirurgia generale dell'Istituto dei tumori di Milano, prima come medico frequentatore e poi come ricercatore associato, dal 1993 risulta titolare di una borsa di studio, sempre all'Istituto dei tumori, che nel 1997 abbandona volontariamente; dal 1991 svolge principalmente l'attività di medico di base 3 ) Antonino Michele Privitera: professore associato di Medicina Fisica e Riabilitaliva, facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Milano; direttore Unità Operativa di Riabilitazione Specialistica, Azienda Ospedaliera San Paolo, Milano 4) Cfr. Proc. Pen. n. 12570/08, udienze del 7 luglio 2009 5) Nuclei operativi di controllo, funzionari regionali che hanno il compito di verificare a campione – all’epoca dei fatti, un 5% – la codifica delle cartelle cliniche.

Udienza 8 maggio 2013.

È iniziato il secondo processo in Corte di Assise, in aula l'ufficiale di polizia giudiziaria che ha eseguito le indagini coadiuvandosi con la procura. Una testimonianza faticosa, scandita da “non ricordo”, “non so” e “non abbiamo indagato in quella direzione”, e una difesa incalzante. Per decisione della Corte non saranno ascoltati stralci di telefonate.

Quella che si può considerare la prima udienza del processo – le precedenti avevano semplicemente registrato rinvii di natura tecnica – è stata lunga (è terminata alle 18.00) e particolarmente interessante. Primo testimone della procura il colonnello Cesare Maragoni della Guardia di finanza, che ha eseguito l’indagine giudiziaria coordinandosi con le ppmm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano. Oggetto dell’udienza è stata la ricostruzione dell’attività investigativa che ha portato alla formulazione dei capi di accusa e all’arresto, il 9 giugno 2008, di diverse persone tra cui il dottor Brega Massone e i due aiuti dell’equipe di chirurgia toracica. Occorre fare una premessa, ovvia per chi ha a che fare con le aule giudiziarie, meno per chi non le frequenta: il colonnello Maragoni è un testimone di parte. L’opinione pubblica tende infatti a percepire le persone che coadiuvano la procura nelle indagini – polizia giudiziaria e consulenti tecnici di vario genere – come figure super partes; non è così. E nulla lo rende più evidente dell’assistere alla loro testimonianza in aula.

Quella di oggi del colonnello Maragoni è stata a tratti faticosa, scandita da “non ricordo”, “non so” e “non abbiamo indagato in quella direzione”. Il pubblico ufficiale ha iniziato dichiarando che le indagini sulla clinica Santa Rita sono state avviate all’interno di un’attività tesa a investigare diverse cliniche private accreditate dell’area milanese, con lo scopo di verificare se vi fossero state truffe ai danni del Sistema sanitario nazionale; sono dunque stati analizzati i dati relativi ai rimborsi DRG inviati alla Regione Lombardia da parte della Santa Rita, e alcuni di essi sono stati ritenuti “anomali” rispetto ai dati forniti dagli altri ospedali regionali, e quindi potenzialmente truffaldini. In aggiunta, la Guardia di finanza aveva precedentemente ricevuto una lettera anonima che denunciava attività illecite all’interno di alcuni reparti della clinica (non la chirurgia toracica), denuncia che, a seguito delle relative indagini, si è scoperta del tutto infondata. Anche alcuni dati ritenuti inizialmente anomali, ha dichiarato il colonnello Maragoni, alla verifica delle cartelle cliniche sequestrate il 20 luglio 2007 si sono rivelati, al contrario, corretti.

Continuando nella ricostruzione dell’attività investigativa, il colonnello ha ricordato che in questa prima fase di indagine il reparto di chirurgia toracica del dottor Brega non era sotto inchiesta, perché l’analisi sui dati non aveva riscontrato alcuna anomalia. Solo alla fine di settembre, e precisamente il 29, la procura ha sequestrato le cartelle del reparto e messo sotto controllo le utenze telefoniche di Brega, a seguito di una relazione ricevuta dalla Asl Città di Milano stilata da una commissione interna, istituita 20 giorni prima, il 5 settembre, per valutare l’operato del chirurgo su 7 casi di pazienti affetti da TBC; le conclusioni della commissione erano state negative – non sono stati rispettati i protocolli di prevenzione e si ravvisa una inappropriatezza diagnostica e terapeutica, si legge nel verbale del 25 settembre. Il 26 dello stesso mese la direzione Asl aveva sospeso l’operatività del reparto della Santa Rita e inviato copia della relazione alla procura di Milano.

Ed è da qui, dall’operato della Asl – tutt’altro che cristallino e da cui tutto è partito – che l’udienza ha iniziato a farsi interessante: la difesa di Brega Massone, in fase di controesame del teste, ha sottolineato gli aspetti poco chiari che l’hanno caratterizzato e colpevolmente ignorati dalle indagini della procura, e la testimonianza del colonnello Maragoni ha iniziato a registrare i “non ricordo”, “non so”, “non abbiamo indagato in quella direzione”. Gli avvocati hanno innanzitutto evidenziato come in due telefonate intercettate si riveli più di un contatto tra il dottor Gianluigi Prati, radiologo della clinica Santa Rita, il professor Legnani, primario dell’ospedale Sacco che su richiesta del notaio Pipitone, proprietario della Santa Rita, ha analizzato le cartelle oggetto della commissione Asl (dandone anch’esso valutazione negativa) e il professor Luigi Santambrogio, membro della commissione Asl.

In una telefonata del 2 ottobre 2007, parlando con un collega della Santa Rita, Prati afferma: Prati - Io ho parlato con. con Santambrogio però, eh? Luca - Ah sì? Prati - Col professor Santambrogio. Luca - Eh, sì. Prati - Tu non dirlo però, a Brega, che ho parlato, hai capito? Luca - Mhm. Ma tu. tu c’hai parlato? Prati - Eh, certo che c’ho parlato. Luca - Ma sembra che lui sia proprio all’interno della commissione Asl, eh? Cioè. Prati - Eh, cazzo, lui è p… numero uno, non… lui è il numero uno, è quello che deciderà; però mi ha detto… poi, sai, lui è uno molto furbo, è uno molto diploma… mi ha detto: «Sai, Gigi, non ti… non si devono preoccupare più di tanto, soprattutto – dice – la struttura non si deve preoccupare più di tanto».

La telefonata si conclude così: Luca - Il fatto che noi… noi dobbiamo difendere la posizione nostra, mica dobbiamo difendere Brega. Cioè, adesso… voglio dire, cerchiamo di… di distinguere questa posizione […] Dico, noi dobbiamo difendere… dobbiamo difendere la Santa Rita, non lui. Prati - Eh. Certo. Ma lui [Santambrogio, n.d.a. ] mi ha detto che quei problemi… mah, t’ho detto, non lo so se l’ha detto pour parler com’è… comunque io da lui so tutto da lui, piano piano, però… abbiate tempo. Ma lui non l’ha vista così tragica, sulla struttura, la cosa. Luca - Sì, ma poi, guarda, alla fine, voglio dire… Prati - Eh? Luca - … alla fine è… è… è relativamente importante. Cioè, la cosa importante adesso è ripartire e… e… e… Prati - E l’immagine… eh, e l’immagine. Eh. Luca - … e cercare di ricostruirci, dal punto di vista dell’immagine. Prati - Eh, lo so. Luca - Capito? Questa è la cosa più importante. Prati - Eh. Luca - E questa non possiamo farla con Brega.

In una telefonata successiva del 15 ottobre, sempre Prati parla con il professor Legnani: Legnani - [. ] Però mi dicevano una cosa, che non so se sia vero o no. non so se me l’hai detto tu, perché io poi non ho potuto parlare al volo con Luigi. Prati - Eh, dimmi. Legnani -. ma lo vedo per fine settimana. Che pare che, invece. ah, sei tu che me l’hai detto. Prati - Mhm. Legnani -. che, quelle [cartelle cliniche, n.d.a. ] che io avevo criticato aspramente invece Mezzetti. Prati - Sì. Legnani -. le aveva assolutamente approvate.

Quel “Luigi” che Legnani deve vedere per il fine settimana è Luigi Santambrogio, ha affermato la difesa di Brega senza essere smentita – anche perché, ascoltando la conversazione, è una conclusione ovvia. “Luigi” che compare poi nuovamente nella stessa telefonata: Legnani - Voglio solo capire che la cosa. perché mi sembra che, invece, Luigi vada avanti sulle altre [cartelle, n.d.a. ], quelle dopo, non. è un po’ un poco chia. Prati - Eh, lo so. Legnani - È un po’ poco chiaro, perché non parla molto, Luigi, vuol dire che non ha voglia o che non gli piace. Prati - Sì. no, no, non gli piace. Anch’io. infatti sono stato molto riservato. Legnani - Dice poco, dice e non dice. Eh? Prati - Secondo me tu. Sì, sì. Infatti secondo me. siccome a me non torna in tasca niente, io faccio. Legnani - Sì, infatti, infatti. Sì. Prati -. quello che [. ]. Ho contattato te e lui in amicizia. Legnani - Sì, sì. Prati - Ho visto che anche lui è molto restio. probabilmente avrà i suoi giusti motivi, perché lui è una persona corretta, eh? Legnani - Sì, eh, che non lo so, non me li ha detti quali sono. Però. meglio così. Prati - No, no, ma s. per cui io non ho. Legnani - Va beh. Prati -. non ho insistito. Legnani - Va bene. Prati - Anch’io mi sono un po’ fermato.

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Si comunica che la lezione di Bioetica del Prof. Tagliabracci di giovedì 17 maggio sarà anticipata a lunedì 14 maggio ore 9.00/10.40 in aula T.

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Qualcuno che sa bene il francese può gentilmente tradurre in italiano questa parte della poesia?

Grazie in anticipo.

« Ô temps, suspends ton vol! et vous, heures propices, Suspendez votre cours! Laissez-nous savourer les rapides délices Des plus beaux de nos jours!

« Assez de malheureux ici-bas vous implorent; Coulez, coulez pour eux; Prenez avec leurs jours les soins qui les dévorent; Oubliez les heureux.

« Mais je demande en vain quelques moments encore, Le temps m'échappe et fuit; Je dis à cette nuit: « Sois plus lente »; et l'aurore Va dissiper la nuit.

« Aimons donc, aimons donc! de l'heure fugitive, Hâtons-nous, jouissons! L'homme n'a point de port, le temps n'a point de rive; Il coule, et nous passons! »

Temps jaloux, se peut-il que ces moments d'ivresse, Où l'amour à longs flots nous verse le bonheur, S'envolent loin de nous de la même vitesse Que les jours de malheur?

Hé quoi! n'en pourrons-nous fixer au moins la trace? Quoi! passés pour jamais? quoi! tout entiers perdus? Ce temps qui les donna, ce temps qui les efface, Ne nous les rendra plus?

Éternité, néant, passé, sombres abîmes, Que faites-vous des jours que vous engloutissez? Parlez: nous rendrez-vous ces extases sublimes Que vous nous ravissez?

Ô lac! rochers muets! grottes! forêt obscure! Vous que le temps épargne ou qu'il peut rajeunir, Gardez de cette nuit, gardez, belle nature, Au moins le souvenir!

Qu'il soit dans ton repos, qu'il soit dans tes orages, Beau lac, et dans l'aspect de tes riants coteaux, Et dans ces noirs sapins, et dans ces rocs sauvages Qui pendent sur tes eaux!

Qu'il soit dans le zéphyr qui frémit et qui passe, Dans les bruits de tes bords par tes bords répétés, Dans l'astre au front d'argent qui blanchit ta surface De ses molles clartés!

Que le vent qui gémit, le roseau qui soupire, Que les parfums légers de ton air embaumé, Que tout ce qu'on entend, l'on voit et l'on respire, Tout dise: « Ils ont aimé! » Miur AFAM.

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TITOLO DI STUDIO RICHIESTO Laurea in Medicina e chirurgia. E' inoltre richiesto il possesso del diploma di abilitazione all'esercizio della professione.

SEDE Policlinico San Donato - Dip. di Scienze biomediche per la salute Via Morandi, 30 - 20097 San Donato Milanese (MI) Tel. 02/52774432 Segreteria Didattica: direzione.ortopedia@unimi.it.

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Prof. Lorenzo Pignataro Durata: 4 anni.

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Prof. Andrea Mosca Durata: 4 anni.

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SEDE L.I.T.A. - Dip. di Fisiopatologia medico-chirurgica e dei trapianti Via F.lli Cervi, 93 - Segrate (MI) Tel. 02/50330405.

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(Domanda di ammissione al concorso nazionale)

1. Ciascun candidato si iscrive al concorso per l'ammissione alle scuole di specializzazione in Medicina esclusivamente in modalità on - line attraverso il portale Universitaly (www.universitaly.it ). L'iscrizione on line è attiva dal giorno 1 settembre 2014 e si chiude inderogabilmente alle ore 15.00 (GMT+1) del giorno 30 settembre 2014.

2. L'iscrizione al concorso dovrà essere corredata dal pagamento del contributo di 30,00 euro per ciascuna Scuola di specializzazione. Il pagamento dovrà essere effettuato esclusivamente tramite bonifico bancario sul conto intestato a:

Tesoreria provinciale di Roma succursale Via dei Mille 52, 00185 - ROMA.

IBAN: IT 48T 01000 03245 348 0 13 2411 00.

Causale: "codice di iscrizione - nome e cognome del candidato"

La Causale è generata in automatico dal sistema di iscrizione on line e va fedelmente riportata nel bonifico bancario. Si ricorda che nel caso di iscrizione a più scuole il sistema genera una causale per ogni Scuola.

In mancanza dell'indicazione della causale secondo quanto sopra specificato, l'iscrizione non sarà considerata valida e quindi non sarà consentita la partecipazione alla prova di ammissione della Scuola.

3. Al momento dell'iscrizione on line il candidato, attraverso l'apposita procedura informatica e a seguito di registrazione, fornisce le seguenti informazioni (tutti i dati con asterisco* sono obbligatori):

Cognome *, Nome *, Paese di nascita *, Provincia di nascita *, Città di nascita *, Data Nascita *, Sesso*, Cittadinanza *, Codice Fiscale *, email *, Tipo Documento di identità*, Numero Documento *, Rilasciato da *, Valido dal al*, Residenza: Paese * Provincia * Località * C.A.P. * Indirizzo *, Telefono cellulare.

4. I candidati, riconosciuti portatori di handicap ai sensi della legge n. 104/1992 e della legge n. 17/99, o dislessici ai sensi della legge n. 170/2010 possono richiedere l'utilizzo di ausili e/o prove individualizzate per sostenere le prove di accesso in relazione alla propria disabilità. Tale richiesta deve essere indicata nella compilazione della domanda on line. In relazione alla suddetta richiesta e dopo la chiusura delle domande sarà richiesto al candidato di presentare la certificazione relativa allo specifico handicap rilasciata dalla commissione medica competente per territorio (in originale o copia autenticata in carta semplice) ai fini dell'organizzazione della prova.

5. All'atto dell'iscrizione on line il candidato che si è laureato in Italia deve contestualmente autocertificare per ciascuna Scuola per cui intende concorrere le seguenti informazioni:

a) l'Università presso cui ha ottenuto la laurea in Medicina e Chirurgia, indicando altresì il numero di matricola (facoltativo), l'anno accademico di conseguimento del titolo, l'ordinamento didattico di riferimento e il voto di laurea, il possesso o meno dell'abilitazione all'esercizio della professione di medico chirurgo, l'eventuale iscrizione ad altra Scuola di specializzazione e anno di corso;

b) gli esami sostenuti nel corso di laurea di Medicina e Chirurgia indicando per ciascuno: la denominazione dell'esame, i CFU, il voto conseguito e il settore o i settori scientifico disciplinari inclusi nell'insegnamento (o corso integrato). Considerata la diversa denominazione degli esami tra gli atenei e tenuto conto della diversa struttura degli stessi nei diversi ordinamenti didattici (ante DM 509/99, DM 509/99, DM 270/04), si prevede che:

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In questa pagina vengono messe on line, seguendo la pubblicazione all'Albo Ufficiale, le graduatorie iniziali e le possibilità di ripescaggio, vale a dire il numero di posti eventualmente ancora disponibili dopo l’uscita di tutte le graduatorie previste.

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Solo per il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione primaria le graduatorie di riassegnazione saranno consultabili in questa pagina.

Per immatricolarsi è necessario attenersi strettamente alle indicazioni riportate nell' avviso di ammissione del corso scelto rispettando le scadenze, pena la perdita della possibilità di immatricolarsi al corso prescelto. Nella pagina Preimmatricolazioni e immatricolazioni è possibile leggere un riepilogo sintetico della procedura.

Gli studenti che, una volta immatricolati, scegliessero successivamente un altro corso di studi dell'Università di Padova (in seguito, ad es., alla pubblicazione di un'altra graduatoria in cui risultassero vincitori del posto), possono seguire l'apposita procedura, attenendosi alle scadenze previste dall’avviso di ammissione. La prima rata delle tasse, già versata al momento dell'immatricolazione, resterà valida anche per il nuovo corso.

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