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Psicologia umanistica: storia, principi, contenuti, metodo. I padri della psicologia umanistica: Maslow, May, Rogers. La piramide dei bisogni di Maslow Il modello di personalità matura ed equilibrata secondo Maslow Gli stili di pensiero La motivazione, l’atteggiamento. Piacere e bisogni primari e secondari Introduzione alla psicologia delle emozioni Empatia, partecipazione e identificazione, costruzione di senso e significato La psicobiologia applicata al Counseling: il cervello uno e trino, le organizzazioni di significato, i mandati evolutivi, il ruolo dell’attaccamento di Bowlby.

5° lezione: Counseling, psicologia evoluzionistica e scienza.

Evoluzionismo e creazionismo, biologia e psicobiologia, Etologia e psicobiologia genetica, epigenetica, rapporti individuo/ambiente, evoluzione genetica e culturale Antropodiniego e antropocentrismo. La sociobiologia e il counseling psicobiologico Evoluzione genetica ed evoluzione culturale: da Darwin ai memi di Dawkins La teoria del gene egoista Rapporti tra fisica e psicobiologia Il principio di indeterminazione di Heisenberg, il teorema di Bell, principi e significato della meccanica quantistica Breve storia della scienza La scienza e l’antica Grecia.

6° lezione Il Counseling, le neuroscienze: come funziona la mente.

Elementi di neuroscienze: Il sistema nervoso, rapporti con la sfera emozionale secondo la neuropsicologia. Cenni di anatomia del sistema nervoso centrale La plasticità neuronale La teoria del darwinismo neuronale La mente e gli stati mentali La coscienza e il libero arbitrio Gli esperimenti di Libet Identità, autostima, autoefficacia Il pensiero analogico, il pensiero magico-infantile, la metafora Stili di pensiero Test di ricostruzione mentale.

7° lezione Il Counseling terapeutico e formativo.

Manuale di counseling terapeutico e formativo Il ruolo del Counselor e quello del cliente La terapia centrata sul cliente ma basata sul Counselor La diagnosi e la terapia in Counseling: la predisposizione di un programma di salute naturale senza fare riferimento a patologie, ma allo stile di vita, alla struttura della personalità, al tipo di organizzazione mentale ed emozionale del cliente, secondo l’analisi psicobiologica. Approfondimento del setting, del significato del colloquio e della relazione. Guida alla salute consapevole: Attività fisica, invecchiamento, menopausa Artrosi e disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico Attività mentale e spirituale Ricerca della salute e del benessere naturale Relazioni umane, socialità, ruolo della condivisione.

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8. Il Counseling e il Metodo scientifico.

Elementi di filosofia della scienza e metodologia della ricerca scientifica, che consentano di riconoscere la validità e l’affidabilità di studi, ricerche e sperimentazioni a supporto di strumenti e rimedi a sostegno dell’attività del counselor. Evidence Based medicine La cattiva scienza indagini, studi e ricerche scientifiche, come si valuta la validità ed efficacia di cure e rimedi, pubblicità ingannevole di cure, rimedi e alimenti dietetici. Cosa significa esperimento in doppio cieco, randomizzato e contro placebo. Elementi di statistica e valutazione dei test e trials scientifici Elementi di base di statistica e di calcolo delle probabilità applicati alle ricerche scientifiche e in metamedicina psicosomatica. Gli errori cognitivi L’interpretazione della realtà circostante attraverso gli organi di senso e il sistema nervoso. Esercizi e dimostrazioni di erronee interpretazioni della realtà. Il procedimento logico induttivo e deduttivo (introduzione). Esercitazioni di tirocinio pratico supervisionato su casi reali.

9.Counseling e cambiamento.

Basi filosofiche e psicologiche del trattamento e del cambiamento in psicobiologia Elementi di terapia del cambiamento La terapia dell’accettazione e del cambiamento La formula algebrica del cambiamento La resistenza al cambiamento Il cambiamento in senso evolutivo Entropia e vita Guida al cambiamento Il coping e la mastery Metacognizione e metacambiamento Il disagio della civiltà secondo Freud Dove nasce la sofferenza psicologica. Perché non basta sapere che esiste e da dove viene. Esercitazioni di tirocinio pratico supervisionato su casi reali.

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Tabella 1.

I maggiori studi epidemiologici sulla FM evidenziano una frequenza nella popolazione generale compresa fra il 3 e il 4%, che aumenta progressivamente con l’età e nel sesso femminile fino a raggiungere l’8-9%: si tratta però di studi americani e canadesi, quindi su popolazioni con caratteristiche demografiche differenti da quelle europee. Di grande interesse è poi uno studio pilota europeo che nel 2003 ha valutato la prevalenza “possibile” (ricavata mediante interviste telefoniche e rapporti matematici) della FM nella popolazione generale in Francia e Portogallo, paesi molto simili all’Italia, risultata del 7,4 e del 10,4% rispettivamente. Recentemente tale tipo di studio è stato esteso ad una popolazione italiana di 1000 soggetti, ricavando una prevalenza possibile del 4,1% nella popolazione generale e del 6,9% nelle sole donne. Vista l’esiguità del campione e la metodologia utilizzata tali dati sono solo indicativi, verosimilmente comunque sottostimati; si potrebbe dunque ipotizzare una prevalenza in Italia nella popolazione generale intorno al 6-7% (che significa tra i 3 e i 4 milioni di individui affetti). La FM sarebbe quindi confrontabile per frequenza alla artrosi che da anni viene considerata la più diffusa malattia reumatica con importanti implicazioni socio-economiche. La frequenza di FM nei pazienti che si rivolgono allo specialista reumatologo per dolore osteo-articolare è di circa il 20-25%. La FM è molto più frequente nel sesso femminile rispetto a quello maschile (da 5 a 20 volte) e l’esordio dei sintomi si verifica più spesso nella classe di età compresa tra i 20 e i 30 anni, ma poiché la progressione è lenta, spesso i pazienti si abituano ai sintomi finché questi diventano difficilmente sopportabili e si rivolgono pertanto al medico in età più avanzata.

SINTOMATOLOGIA.

Oltre ai due sintomi principali, dolore e stanchezza, molte altre manifestazioni cliniche possono far parte del quadro della FM e, come detto, la varia associazione di tali multiformi sintomi può in parte spiegare le difficoltà nel diagnosticare tale malattia. Di seguito vengono elencati i sintomi più spesso riferiti dai pazienti. 1) Rigidità: sensazione di rigidità generalizzata oppure localizzata al dorso o a livello lombare, soprattutto al risveglio, ma anche se si resta per qualche tempo fermi nella stessa posizione (seduti o in piedi). 2) Astenia e disturbi del sonno: Circa il 90% dei pazienti affetti da sindrome fibromialgica riferisce astenia (affaticamento) moderata o severa, ridotta resistenza alla fatica o una specie di stanchezza che ricorda quella normalmente riferita in corso di influenza o in mancanza di sonno. Qualche volta la stanchezza è più importante della sintomatologia dolorosa muscolo-scheletrica. I pazienti con fibromialgia possono avere una stanchezza simile a quella riscontrata in un’altra patologia correlata denominata sindrome da affaticamento cronico (CFS) INSERIRE LINK. Alcuni pazienti con fibromialgia hanno sintomi da sindrome da affaticamento cronico e viceversa. Le due sindromi spesso si sovrappongono e può essere impossibile distinguerle. La maggior parte dei pazienti affetti da sindrome fibromialgica riferisce disturbi del sonno: più che difficoltà ad addormentarsi si tratta di frequenti risvegli notturni e sonno non ristoratore; la fase profonda del sonno è spesso disturbata. Il sonno può essere leggero con continui risvegli notturni. Solitamente il paziente al risveglio si sente ancora affaticato come se non avesse dormito affatto. Alcune volte si associano disturbi del sonno quali la “ Sleep Apnea “. Viene considerata specifica della FM la cosiddetta “ anomalia alfa-delta “: non appena viene raggiunto il sonno “profondo” (caratterizzato da onde delta all’elettroencefalogramma) si ha un brusco ritorno verso il sonno “superficiale” (caratterizzato da onde alfa). La ricerca ha evidenziato che l’interruzione della fase profonda del sonno può alterare importanti funzioni del corpo e la percezione del dolore. La mancanza di sonno profondo, fase nella quale i muscoli si rilassano e recuperano la stanchezza accumulata durante il giorno, spiega molti dei sintomi della FM (stanchezza persistente, risvegli notturni, sonno non ristoratore). Può pertanto essere necessario assumere farmaci che migliorino la qualità del sonno. 3) Mal di testa o dolore al volto: la cefalea, specialmente di tipo muscolotensivo, o l’emicrania sono comuni nel paziente fibromialgico. Il mal di testa si caratterizza come cefalea nucale, temporale o sovraorbitaria oppure emicrania, molto spesso ad andamento cronico (cioè il paziente riferisce di soffrire di mal di testa “da sempre”). Frequentemente i pazienti con FM presentano dolore a livello mascellare o mandibolare e in questi casi la sintomatologia viene confusa con una artrosi o una disfunzione della articolazione temporo-mandibolare. Tale diagnosi, soprattutto in pazienti giovani, deve fare sospettare una FM. 4) Acufeni: fischi o vibrazioni all’interno delle orecchie. Possono essere originati da spasmi dei muscoli tensivi del timpano. 5) Disturbi della sensibilità: in particolare formicolii, diffusi a tutto il corpo oppure limitati ad un emisoma (cioè la metà destra o la metà sinistra del corpo) o ai soli arti. Inoltre diminuzione della sensibilità, senso di intorpidimento o di “addormentamento” con la stessa distribuzione. 6) Disturbi gastrointestinali: difficoltà digestive, acidità gastrica, dolori addominali spesso in relazione ai cambiamenti climatici o a fattori stressanti, e quindi classificate come “gastrite da stress”. Nel 60% dei pazienti con FM si associa una sindrome del colon irritabile (la cosiddetta “colite spastica”): alternanza di stipsi e diarrea con dolori addominali e meteorismo. 7) Disturbi urinari: caratteristica della FM è una aumentata frequenza dello stimolo ad urinare o una vera e propria urgenza minzionale in assenza di infezione delle urine. Più raramente si può sviluppare una condizione cronica con dolore a livello vescicale, definita “cistite interstiziale”. 8) Dismenorrea: molte delle dismenorree di notevole entità e scarsamente responsive alla terapia sono giustificate da una FM non diagnosticata. Anche il vaginismo (dolore durante il rapporto sessuale) è caratteristico della FM. 9) Alterazioni della temperatura corporea: alcuni pazienti riferiscono sensazioni anomale (non condivise dalle altre persone che stanno intorno a loro) di freddo o caldo intenso diffuso a tutto il corpo o agli arti. Non è rara una eccessiva sensibilità al freddo delle mani e dei piedi, con cambiamento di colore delle dita che possono diventare inizialmente pallide e quindi scure, cianotiche: tale condizione è nota come fenomeno di Raynaud. 10) Alterazioni dell’equilibrio: senso di instabilità, di sbandamento, vere e proprie vertigini spesso ad andamento cronico e che vengono erroneamente imputate all’artrosi cervicale o a problemi dell’orecchio. Poiché la FM coinvolge anche i muscoli oculari e pupillari i pazienti possono presentare nausea e visione sfuocata quando leggono o guidano l’automobile. 11) Tachicardia: episodi di tachicardia con cardiopalmo che portano spesso i pazienti con FM al Pronto Soccorso per paura di una malattia cardiaca, soprattutto se si associa dolore nella regione sternale (costo-condralgia), molto frequente nella FM. 12) Disturbi cognitivi: difficoltà a concentrarsi sul lavoro o nello studio, “testa confusa”, perdita di memoria a breve termine (in inglese tali manifestazioni vengono definite “fibro-fog”, cioè annebbiamento fibromialgico). Non esiste alcuna evidenza che questi problemi possano divenire più seri con il passar del tempo. Simili riscontri clinici sono stati notati in molte persone con alterazioni del tono dell’umore, disturbi del sonno o altre patologie croniche. 13) Sintomi a carico degli arti inferiori: sono rappresentati più spesso da crampi e meno frequentemente da movimenti incontrollati delle gambe che si manifestano soprattutto di notte (“Restless leg Syndrome” o “Sindrome delle gambe senza riposo”). 14) Allergie: una buona parte dei pazienti fibromialgici riferisce ipersensibilità a numerosi farmaci, allergie alimentari di vario tipo, allergie stagionali. Pur essendo queste manifestazioni comuni nella popolazione generale, in un sottogruppo di pazienti affetti da FM le allergie sono molteplici e rappresentano un aspetto preminente della malattia tale da impedire la normale alimentazione, lo svolgimento della attività lavorativa, ecc. In questi casi viene a configurarsi il quadro della cosiddetta “ Multiple Chemical Sensitivity Sindrome “, o Sindrome delle Intolleranze Chimiche Multiple, nella quale i pazienti risultano ipersensibili a moltissime sostanze, dai farmaci ai cibi a sostanze chimiche di vario tipo, con gravi limitazioni nella vita quotidiana. 15) Ansia e depressione: i cambiamenti del tono dell’umore o del pensiero sono comuni nella fibromialgia. Molti individui si “ sentono giù ” sebbene solo il 25% dei pazienti siano dei reali depressi o possano riferire disturbi d’ansia. Molti pazienti affetti da FM riferiscono manifestazioni ansiose (a volte con attacchi di panico) e/o depressive. Questa associazione ha fatto sì che in passato la FM venisse considerata come un processo di somatizzazione in soggetti ansiosi o depressi e purtroppo ancora oggi molti medici sono legati a questa ormai superata definizione. I numerosi studi sul rapporto tra ansia/depressione e FM hanno dimostrato inequivocabilmente che la FM non è una malattia psicosomatica e che gli eventuali sintomi depressivi o ansiosi sono un effetto piuttosto che una causa della malattia. Una reazione depressiva è infatti comune a tutte le malattie che comportano un dolore cronico, come ad esempio la artrite reumatoide o l’artrosi.

disturbi del sonno (sonno notturno poco profondo e non ristoratore) cefalea muscolotensiva o emicranica sensazione di stanchezza (astenia) rigidità mattutina (specie al collo e alle spalle) colon irritabile (stipsi e/o diarrea) parestesie (costituite da formicolii e sensazioni simili a punture) bruciore a urinare sensazione di gonfiore alle mani dolori al torace perdita di memoria difficoltà di concentrazione disturbi della sfera affettiva (ansia e/o depressione)

EPIDEMIOLOGIA.

Chiunque si occupi di malattie reumatiche non ha difficoltà a riconoscere che la FM è la patologia che si incontra più frequentemente, soprattutto nell’attività ambulatoriale. Ciò nonostante non ci sono dati attendibili sulla reale frequenza della FM in quanto tale malattia continua ancora oggi ad essere ampiamente sottostimata e raramente diagnosticata. Basti pensare all’ambulatorio del medico di medicina generale e a quanti pazienti ogni giorno visita in quanto lamentano uno o più di questi sintomi: dolori muscolari, cefalea, vertigini, epigastralgie, insonnia, dolori addominali, astenia, parestesie, tachicardia. Una buona parte è certamente affetta da FM senza saperlo. I dati epidemiologici di cui disponiamo sono relativi a valutazioni eseguite in:

studi su popolazione sana, di cui alcuni recentissimi, che documentano una prevalenza compresa tra il 2 e il 4% (con valori notevolmente più elevati se si scorporano i dati per la sola popolazione femminile: 8-10% circa) studi su pazienti ricoverati in ambiente internistico che evidenziano prevalenze nell’ordine del 10% studi su pazienti valutati in ambiente reumatologico dove la prevalenza raggiunge il 25%

Tra gli ultimi lavori di tipo epidemiologico, due rivestono particolare interesse:

1- Il primo è uno studio di popolazione, pubblicato nel 1999, che ha coinvolto 3395 abitanti della cittadina canadese di London (The London Fibromyalgia Epidemiology Study). Sono stati individuati 100 casi di FM (86 femmine e 14 maschi: rapporto F/M=3:1), con una prevalenza quindi del 3.3%. La prevalenza nel sesso femminile era pari al 4.9% per salire al 8% nella classe d’età 55-64 anni. Sono stati individuati una serie di fattori di rischio per la FM: oltre al sesso femminile, età media, livello di istruzione inferiore, reddito basso, essere divorziati. A tutt’oggi questo rimane lo studio più ampio e rigoroso effettuato. 2- Il secondo è uno studio pubblicato nel 2005 che rientra in un progetto iniziato nel 2003 con uno studio a livello europeo (The Feel Study: Fibromyalgia Epidemiology European Large Scale Survey) per valutare la prevalenza “possibile” della FM nella popolazione generale. La metodologia utilizzata è quella delle interviste telefoniche per raggiungere il maggior numero possibile di individui: il numero dei pazienti “possibili” veniva poi corretto con un coefficiente calcolato dallo studio canadese di cui sopra (rapporto tra FM teoriche e FM confermate dalla visita reumatologica). In tale modo è stato possibile calcolare la prevalenza possibile della FM in: a) Francia (su campione di 1000 abitanti): 4,3% della popolazione generale (6,1% delle donne e 0,5% degli uomini) – b) Portogallo (su campione di 500 abitanti): 6,1% della popolazione generale (8,8% delle donne e 0,7% degli uomini) – c) Italia (su campione di 1000 abitanti): 4,1% della popolazione generale (6,9% delle donne e 0,3% degli uomini).

PATOGENESI.

La patogenesi della FM resta senza dubbio l’argomento più controverso e sul quale sono state spese più parole, paradossalmente non perché ci siano pochi dati a disposizione, ma piuttosto perché ce ne sono troppi. Infatti, da quando sono stati introdotti i criteri diagnostici ACR, si sono moltiplicati gli studi su gruppi omogenei di pazienti con lo scopo di determinare i meccanismi eziopatogenetici alla base della FM. Sono così emersi numerosi dati di tipo anatomopatologico, neurochimico, endocrinologico a volte addirittura contrastanti tra loro e comunque non definitivi, nel senso che nessun rilievo è stato in grado di offrire una ipotesi eziopatogenetica completa ed esauriente della FM. L’unica possibilità per fare chiarezza è individuare quelli che possiamo definire i “ Fatti ” della FM, e sulla base di questi cercare di delineare un possibile percorso eziopatogenetico.

I “Fatti” della FM:

1- La FM non è una malattia ad origine “periferica”, in quanto non sono mai state dimostrate alterazioni muscolari o tendinee significative. 2- Nella quasi totalità dei casi all’esordio della FM può essere individuato un evento scatenante: trauma fisico o psichico, malattia febbrile spesso ad eziologia virale (in particolare da EBV), altro evento stressante (es. intervento chirurgico). Anche quando tale evento apparentemente non si è verificato, un’attenta indagine riesce a documentare un trauma psichico più o meno recente che si può dimostrare correlato all’insorgenza della FM. 3- Esiste certamente una familiarità per FM, anche se non sono noti i precisi meccanismi di trasmissione; alcuni lavori hanno documentato la maggiore prevalenza di alcuni alleli del sistema HLA. 4- La FM non è una malattia psicosomatica: numerosi lavori hanno dimostrato che i tratti psicopatologici dei pazienti fibromialgici sono del tutto sovrapponibili a quelli di pazienti con altre patologie caratterizzate da dolore cronico (es. artrite reumatoide) e sono quindi da considerare reattivi alla malattia di base. 5- Una delle caratteristiche della FM è l’iperattività simpatica che si traduce in particolare in alterazioni della microcircolazione periferica e centrale: alterata distribuzione dei capillari a livelllo del tessuto muscolare con ipervascolarizzazione dei tender points, fenomeno di Raynaud, alterazioni del flusso cerebrale con diminuzione del flusso in particolari aree cerebrali (nucleo caudato e talamo) responsabili della trasmissione e della modulazione del dolore. Ciò rende ragione della caratteristica fondamentale della FM e cioè della iperalgesia, in quanto il malfunzionamento di queste aree cerebrali porta ad una errata interpretazione degli stimoli dolorosi. 6- Nella FM sono state dimostrate e più volte confermate alterazioni di numerosi neurotrasmettitori, a riprova della origine “centrale” della FM: ridotta concentrazione di serotonina e 5-idrossi-triptofano nel liquor e nel plasma, ridotta produzione di melatonina, aumento di oltre 3 volte delle concentrazioni di sostanza P nel liquor. Tutti questi neurotrasmettitori sono coinvolti nella modulazione del dolore e nella regolazione del sonno. 7- Tutti i farmaci che hanno dimostrato di essere efficaci nella FM agiscono a livello del sistema nervoso centrale.

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Corso di Laurea in Biotecnologie per la Salute.

Il Corso di Laurea (CdL) in Biotecnologie per la Salute, insieme al Corso di Laurea Magistrale in Biotecnologie Mediche, e' inserito nell'ambito dei corsi di Biotecnologie di Area Medica, cui si rinvia per l'inquadramento del piano formativo complessivo.

A chi si rivolge.

Il Corso si rivolge a studenti interessati a conoscere i meccanismi molecolari coinvolti nel funzionamento di cellule, tessuti e organismi, a studiare le loro alterazioni in situazioni patologiche e ad applicare queste conoscenze nella produzione di beni e servizi diretti al mantenimento della salute. Per maggiori informazioni vai ai contenuti del Corso.

Il corso si propone di rendere i laureati capaci di operare come biotecnologo in diversi contesti, come laboratori di ricerca di base e applicata, centri diagnostici e industria biotecnologica. La figura professionale del biotecnologo è relativamente nuova, ma ormai ben definita a livello internazionale, e con caratterizzazioni diverse per area culturale.

Curricula.

Il corso e' articolato in quattro curricula, che si differenziano per alcune attività formative che si sviluppano negli ultimi tre cicli (o semestri) dei sei complessivi che costituiscono il piano di studio:

Curriculum Medico, centrato su applicazioni delle biotecnologie in fisiopatologia umana, nella diagnostica di laboratorio, nello sviluppo di trattamenti; Curriculum Farmaceutico, che si occupa di problematiche relative allo sviluppo e alla produzione di farmaci; Curriculum Alimentare, che studia metodiche per la selezione degli alimenti e per lo studio dei loro effetti sull'uomo e sugli animali; Curriculum Veterinario, che approfondisce problematiche biotecnologiche in campo di medicina veterinaria.

Accesso al Corso.

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CALENDARIO DIDATTICO A.A. 2017/2018 CALENDARIO DIDATTICO 2016/2017.

PRIMO SEMESTRE.

1° anno di corso: dal 16/10/2017 al 02/02/2018; dal 2°al 6° anno di corso lezioni dal 02/10/2017 al 02/02/2018.

Sospensioni accademiche 1° semestre: 01/11/2017; 08/12/2017; dal 23/12/2017 al 05/01/2018.

SECONDO SEMESTRE: dal 05/03/2018 al 08/06/2018.

Sospensioni accademiche 2° semestre: dal 29/03/2018 al 03/04/2018; 25/04/2018; 30/04/2018-01/05/2018.

SESSIONI ESAMI.

Finestra di Natale (a.a. 2016/2017): 18-22 dicembre 2017 (già deliberata)

Invernale: dal 05/02/2018 al 02/03/2018 - Finestra di Pasqua: 26/27/28 marzo 2018 - Estiva: dall'18/06/2018 al 31/07/2018 - Autunnale: dal 03/09/2018 al 28/09/2018 - Finestra Natale: dal 17 al 21 dicembre 2018.

I semestre 1° ANNO: 17/10/2016-30/01/2017; 2°-6° ANNO: 03/10/2016-20/01/2017.

II semestre 27 febbraio 2017 - 9 giugno 2017 (per tutti gli anni di corso)

INVERNALE - 1° anno: 31/01/2017-24/02/2017; 2°-6° ANNO: 25/01/2017-24/02/2017 - STRAORDINARIA PASQUA: 10-12/04/2017 - ESTIVA: dal 19/06/2017 al 31/07/2017 - AUTUNNALE: dal 01/09/2017 al 29/09/2017 - STRAORDINARIA NATALE 2017: 18-22 dicembre 2017.

Sospensioni didattiche: 31/10/2016; 09/12/2016; 19/12/2016-06/01/2017; 13/04/2017-18/04/2017; 24/04/2017.

AVVISO PER GLI STUDENTI DEL 3�ANNO CAN A / B.

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Segreteria Studenti – Campus di Ravenna Tel. 0544.936251 E-mail: segravenna@unibo.it lunedì, martedì, mercoledì, venerdì 9.00 - 11.15 martedì, giovedì 14.30 - 15.30.

Nel Campus di Ravenna (sede didattica di Faenza) sono presenti i corsi di.

laurea in Logopedia laurea in Infermieristica (tre sezioni formative: Ravenna, Forlì, Cotignola)

Sede di Rimini.

Via Cattaneo 17 - 47921 Rimini.

Ufficio Relazioni con il Pubblico Tel. 0541.434234 fax 0541.434164 E-mail: urp.rimini@unibo.it lunedì, martedì, mercoledì, venerdì 9.00 - 12.30 martedì, giovedì 14.30 - 16.30.

Segreteria Amministrativa Studenti Tel. 0541.434234 fax 0541.4 34348 E-mail: campusrn.studenti@unibo.it lunedì, martedì, mercoledì, venerdì 9.00 - 11.15 martedì, giovedì 14.30 - 15.30.

Nel Campus di Rimini sono presenti i Corsi di. Università medicina e chirurgia.

ISCRIZIONI AGLI STUDENTI DEL 2° E 3° ANNO DI CORSO.

INSERIMENTO EDIZIONI (APPELLI) 5 E 26 MAGGIO 2018.

Per le modalità d'iscrizione allo stage, gli obiettivi formativi e il relativo calendario, consultare il programma dettagliato collegandosi al seguente link:

Si ricorda agli studenti che l'iscrizione ad una attività elettiva e la non partecipazione senza darne tempestiva comunicazione al responsabile della stessa, comporta la sospensione da tutte le attività elettive per un semestre come previsto dall'art.6 del Regolamento delle attività formative a scelta dello studente.

ISCRIZIONI AGLI STUDENTI DEL 2° e 3° ANNO DI CORSO.

Per le modalità d'iscrizione agli stage, gli obiettivi formativi e il relativo calendario, consultare il programma dettagliato collegandosi al seguente link:

N° Edizioni 3 per studenti secondo anno:

1° Edizione Data 16-17-18 Aprile 2018 Orario 8:30 -16:30.

2° e 3° Edizione Data 2-3-4 Maggio 2018 e 7-8-9 Maggio 2018 Orario 8:30 -16:30.

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By Marcello Pamio – 5 giugno 2017.

Dal 29 maggio al 1 giugno 2017 si è tenuto a Napoli il 73° Congresso Nazionale di Pediatria organizzato dalla SIP, la Società Italiana di Pediatria. Al congresso si sono visti passeggiare tranquillamente medici tra gli stand delle case farmaceutiche accorse per promuovere i loro prodotti e tra queste ci sono anche le aziende che producono vaccini pediatrici…

Nel documento del «Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale» del Ministero della Salute datato 17 gennaio 2017 si legge alla fine che è stato formulato con il contributo di quattro società scientifiche: SItI (Società Italiana di Igiene), FIMMG (Federazione Italiana di medici di famiglia), FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) e la SIP (Società Italiana di Pediatria).

vedi questo video sulle "sponsorizzazioni" (pagamenti) di Big Pharma alle associazioni mediche di categoria. http://vodpmd.la7.it.edgesuite.net/content/entry/data/0/296/0_5xo7uqhc_0_9zr4dygf_1.mp4?_=1 Fin qui nulla di strano se non fosse che 3 su 4 di queste associazioni prendono fondi dalle 4 più grandi multinazionali produttrici di vaccini: Glaxo Smith Kline, Pfizer, Sanofi e Merck. Un conflitto d’interessi molto preoccupante!

La FIMMG nel 2015 ha preso ma 750.000 euro da Merck per corsi di formazione.

La FIMP ha preso 94.000 euro da Glaxo Smith Kline e Pfizer.

La SIP circa 64.000 euro da Glaxo Smith Kline, Pfizer e Sanofi per organizzazione di eventi e sponsorizzazioni.

Secondo il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone: «c’è un conflitto d’interesse che stiamo cercando in qualche modo di risolvere». Speriamo qualcuno riesca a fare un po’ di luce nell’oscuro e inquietante intrigo tra industria farmaceutica, associazioni mediche e partiti politici.

Ebbene sì, a beneficiare dei soldi di Big Pharma ci sarebbero anche le FONDAZIONI POLITICHE legate a PARTITI…

Ma di queste, oltre il 90% non hanno MAI reso pubblica l’entità e la provenienza dei propri fondi, anche perché il vuoto legislativo italiano glielo permette. Tra miliardi di euro, intrallazzi, corruzione, comparaggio, congressi e corsi di formazione ricordiamo sempre che di mezzo c’è la salute dei nostri bambini!

Tratto dalla trasmissione «GabbiaOpen» La7.

Denunciate all’ANANC le società scientifiche italiane vicine alle case farmaceutiche produttrici di vaccini.

Chi volesse può adeguare e inoltrare la denuncia che riporto (a: protocollo@pec.anticorruzione.it oppure vada sul sito ANAC) sotto per combattere questa mancanza di trasparenza affinché non collaborino più ai piani vaccinali nazionali. Vi terrò aggiornati. Grazie.

Oggetto: conflitto interessi tra vaccini e case farmaceutiche Da: ROBERTO IONTA Data: Lun 05/06/2017 11:23 A: protocollo@pec.anticorruzione.it.

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Calendario delle prove di ammissione ai Corsi di Laurea e di Laurea Magistrale programmati a livello nazionale a.a. 2018/2019.

Si informa che sul sito web del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca è stato pubblicato, con avviso del 5 febbraio 2018, il calendario delle prove di ammissione ai Corsi di Laurea e di Laurea Magistrale ad accesso programmato a livello nazionale per l'a.a. 2018/2019.

MARTEDI' 4 SETTEMBRE 2018 è prevista la prova per i Corsi di Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e Protesi Dentaria erogati in lingua italiana.

modalit� d'esame moduli di biochimica metabolica - canale B.

a partire da febbraio 2018 l'esame di biochimica metabolica - canale B - CdL in Medicina e Chirurgia si effettuerà secondo le seguenti modalità:

- Modulo Biochimica Metabolica I: 8 domande a scelta multipla (1 punto/domanda corretta; 0 punti per domanda non data o errata) + 1 domanda aperta (2 punti massimo)

- Modulo Biochimica Metabolica II: 8 domande a scelta multipla (1 punto/domanda corretta; 0 punti per domanda non data o errata) + 1 domanda aperta (2 punti massimo)

Modulo Biochimica Metabolica III: 8 domande a scelta multipla (1 punto/domanda corretta; 0 punti per domanda non data o errata) + 1 domanda aperta (2 punti massimo).

Il tempo massimo della prova è di 3 ore.

Il voto finale deriverà dalla media - ponderata in base ai CFU - dei tre moduli:

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GLI EVENTI COLLATERALI ALLA MOSTRA FIRMATI DALL'ATENEO.

Dal 2 al 22 maggio "Adotta un'opera" - Dal 17 maggio al 7 giugno il "Caffè scientifico"

"Cosa dicono oggi gli antropologi?"

Il 17 maggio alle17 in via Del Prato Mara Benadusi parla di "Culture bambine a scuola"

QUATTRO APPUNTAMENTI AL PALAZZO DEL GOVERNATORE.

Martedì 22 maggio si parla di violenza sulle donne. Università facoltà di medicina.

la Prof.ssa S.Fortuna annulla la lezione del 3 maggio.

Il recupero è previsto per giovedì 17 maggio dalle 10.30 alle 13.30 in aula Biblioteca.

variazione orario CdLMCU Medicina 3°anno (Prof. D'Errico-Prof. Ghiselli)

Si comunica il seguente scambio di lezioni tra il Prof. D'Errico ed il Prof. Ghiselli:

14 maggio ore 14.30/17.00 Semeiotica Chirurgica con il Prof. Ghiselli in aula S.

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