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CALENDARIO TESI e PROVE FINALI MARZO 2018 E' stato pubblicato nella pagina Prove finali e tesi il Calendario delle sedute delle Tesi Magistrali/VO e delle Prove Finali di Marzo 2018.

30/01/2018.

APPELLO SINGOLO PER LAUREANDI MARZO 2018.

21/12/2017.

CHIUSURA EDIFICIO E SEGRETERIE In occasione delle Festività Natalizie, la sede della Facoltà di Medicina e Psicologia di via dei Marsi 78 resterà chiusa al pubblico dal 23/12/17 al 02/01/18. La segreteria didattica e l'ufficio internazionalizzazione (tirocinio ed Erasmus) saranno chiusi dal 23/12/17 al 07/01/18. La segreteria amministrativa studenti sarà chiusa solo nei seguenti giorni: 22 dicembre 2017, 27 dicembre 2017 e il 2 gennaio 2018.

07/12/2017.

Bando borse di collaborazione studenti A.A. 2017-2018.

06/11/2017.

INCONTRO DI INIZIO DELL'ANNO ACCADEMICO Il corso di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche inizierà l’anno accademico con un incontro in presenza venerdì 10 novembre dalle ore 10 alle ore 13 presso l’aula 3 (piano terra) della Facoltà di Medicina e Psicologia, via dei Marsi 78 Roma. In quell’occasione verrà presentato il corso di laurea e i docenti del primo semestre illustreranno i loro programmi e le modalità di studio e fruizione del corso.

30/10/2017.

LEZIONI PROF.SSA TAFA' Si comunica che le lezioni di "Psicodinamica delle Relazioni" della Prof.ssa Tafà riprenderanno il 9 novembre 2017 ore 16.30.

09/10/2017.

APPELLO SINGOLO PER LAUREANDI DICEMBRE 2017.

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Il tempo massimo della prova è di 3 ore.

Il voto finale deriverà dalla media - ponderata in base ai CFU - dei tre moduli:

- voto di Biochimica Metabolica I: 20% del voto totale;

- voto di Biochimica Metabolica II: 40% del voto totale;

- voto di Biochimica Metabolica III: 40% del voto totale.

La votazione di 30/30 con lode sarà assegnata a coloro che hanno ottenuto punteggio pieno in tutti e tre i moduli.

Per il superamento dell'esame è necessaria la sufficienza in tutti e tre i moduli; in caso di insufficienza in un modulo, l'esito globale sarà considerato insufficiente e lo studente dovrà sostenere nuovamente tutti e tre i moduli.

VARIAZIONE ORARIO RICEVIMENTO STUDENTI.

SI COMUNICA CHE A DECORRERE DAL 21 AGOSTO 2017 IL RICEVIMENTO STUDENTI PER I TIROCINI CURRICULARI DEL CORSO DI LAUREA IN MEDICINA E CHIRURGIA POLO DI TORINO AVRA’ IL SEGUENTE ORARIO:

LUNEDI’ DALLE ORE 13:00 ALLE 15:00.

GIOVEDI’ DALLE ORE 13:00 ALLE 15:00.

PROPEDEUTICITA'

A seguito della delibera assunta dal Consiglio di Corso di Laurea del 26/1/2017 e della decisione della Commissione Consultiva Paritetica del Corso di Laurea riunitasi in data 06/03/2017, si comunica che a partire dal 1/10/2017 non sarà più possibile frequentare ADE e tirocini se non si sono sostenuti gli esami ad essi propedeutici, così come previsto dal Regolamento didattico del Corso di Studi.

Si ricorda, infatti, che per esami si intendono tutte le attività didattiche, anche quelle che prevedono il conseguimento di un giudizio di idoneità e non di una votazione.

Avviso per gli studenti frequentanti il tirocinio presso le strutture dell'ASO Mauriziano.

Si avvisano gli studenti che dovranno frequentare il tirocinio presso le strutture dell'ASO Mauriziano che, in relazione all'intercorrente EPIDEMIA DI MORBILLO, è necessario che TUTTI I FREQUENTATORI A VARIO TITOLO dell'Azienda siano immuni nei confronti di MORBILLO, ROSOLIA, PAROTITE e VARICELLA (per la Varicella è sufficiente l'attestazione verbale dell'interessato mentre per Morbillo, Parotite e Rosolia è necessaria l'attestazione di avvenuta vaccinazione tramite CERTIFICATO VACCINALE dell'ASL di competenza o una TITOLAZIONE ANTICORPALE che dimostri il superamento della malattia). A tal proposito si precisa che gli studenti dovranno recarsi il primo giorno di inizio del tirocinio (il lunedì dalle ore 08:00 alle ore 13:00) dal Sig. Gian Mario Milano, presso la Segreteria Scientifica Ginecologia Ostetricia, sita all'interno del padiglione verde 5d, al terzo piano dell'ASO Mauriziano (Via Magellano N.1 Torino), che effettuerà la verifica del possesso del certificato vaccinale rilasciato dall'ASL di competenza o della titolazione anticorpale che dimostri il superamento delle malattie, nonchè prenderà atto dell'autodichiarazione in merito alla varicella. Si specifica che in caso di mancanza di tali documenti il tirocinio non potrà iniziare. Laurea medicina e chirurgia.

Nel pomeriggio del 9 maggio la Ministra Valeria Fedeli ha firmato il Decreto che norma il Nuovo Esame di Stato abilitante alla professione di Medico Chirurgo, caratterizzato dalla diretta connessione con la tempistica della Laurea. Il nuovo esame di stato, infatti, abbrevierà di molti mesi l’attesa della Abilitazione post-laurea includendo … Continua a leggere.

Saluto del Prof. Giovanni Danieli al Prof. Andrea Lenzi.

Video.

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Nel bando di Medicina 2018-2019 il Miur ha precisato anche i criteri per la valutazione delle risposte:

1,5 punti per ogni risposta esatta; meno 0,4 (-0,4) punti per ogni risposta sbagliata; 0 punti per ogni risposta non data.

Gli studenti del test Medicina 2018 potranno visionare il proprio punteggio a partire dal 28 settembre 2018 sul portale Universitaly.

GRADUATORIA TEST MEDICINA 2018.

Così come il test Medicina 2018, anche la graduatoria è nazionale. Ogni candidato, in fase di iscrizione al test d'ingresso, dovrà esprimere le proprie preferenze, cioè indicare dalla prima università in cui vorrebbe iscriversi all'ultima sede in cui vorrebbe andare. Spesso gli studenti, per avere maggiore possibilità, indicano tutte le sedi e solo in fase di uscita della graduatoria valutano se aspettare per una sede migliore o iscriversi in quella in cui sono entrati. Proprio perché la graduatoria è nazionale, si premiano gli studenti che ottengono i punteggi più alti. Per scoprire funzionamento, news e differenze tra posto assegnato e posto prenotato della graduatoria di Medicina leggete qui la nostra guida. La graduatoria del test d'ingresso verrà pubblicata il 2 ottobre 2018, nell'area riservata agli studenti del portale Universitaly.

News sul test Medicina: altri 100 ricorrenti vincono contro il numero chiuso.

TEST MEDICINA SIMULAZIONI.

Molti sono gli studenti e aspiranti tali che si stanno già iniziando a preparare per la prova d'ammissione a Medicina 2018: noi vi consigliamo di affiancare sempre, alla preparazione teorica, un po' di allenamento pratico fatto con le simulazioni del test d'ingresso, le domande degli anni precedenti e i quiz gratuiti online per mettervi alla prova e valutare la vostra preparazione:

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Registrazione dei dati anagrafici, di residenza e contatti Accesso ai Servizi online, iscrizione ai concorsi, immatricolazione.

Ammissione al Corso di Laurea in Filosofia (I livello) - Iscrizioni online dal 10 luglio al 28 settembre 2018.

E’ stato pubblicato il Bando di Concorso per l’ammissione al Corso di Laurea in Filosofia per l’anno accademico 2018/2019. Per tutte le informazioni di dettaglio è necessario leggere attentamente quanto pubblicato nel Bando.

Le iscrizioni online saranno aperte dal 10 luglio a partire dalle ore 9.00 e fino al 28 settembre 2018. I posti disponibili sono 80.

Procedura di Immatricolazione Effettuare l’Immatricolazione online cliccando sul link sottoriportato dopo aver effettuato la procedura di Registrazione (Scarica la Guida alla Registrazione nel Box a sinistra).

Prima di procedere è consigliato leggere attentamente la “Guida all’Immatricolazione online”

ISCRIZIONI E IMMATRICOLAZIONI ONLINE (dal 10 luglio 2018)

Titoli di studio: Per effettuare l’Immatricolazione online e il relativo perfezionamento occorre essere in possesso delle informazioni riguardanti il titolo di studio conseguito: le informazioni saranno richieste online.

Data di scadenza del Bollettino MAV online: La data di scadenza presente sul Bollettino si riferisce all’inizio dell’anno accademico e non è vincolante per il pagamento: il termine ultimo per il pagamento è strettamente dipendente dalla data dell’iscrizione online.

Immatricolazione e iscrizione ai test: E’ possibile partecipare a test di ammissione presso diversi Atenei, in qualsiasi momento, anche se si è già provveduto ad immatricolarsi ad un corso di laurea. Se poi si decide di iscriversi ad un altro corso di laurea allora occorrerà fare Rinuncia agli Studi. E’ fatto divieto secondo l’articolo 142 del T.U. sull’istruzione superiore la contemporanea iscrizione a diverse Università e/o corsi di studio.

Immatricolazione e rinuncia: Se si effettua l’immatricolazione presso UniSR e poi si decide di iscriversi ad un altro corso di laurea sempre UniSR, si fa richiesta di passaggio di corso e l’importo versato per il corso precedente viene tenuto valido per il nuovo corso di laurea con le relative eventuali compensazioni. Se si decide di iscriversi presso un altro corso di laurea in altro ateneo, è necessario fare rinuncia al corso in cui si è iscritti e chiedere formalmente il rimborso che è in ogni caso parziale. Il termine entro il quale presentare richiesta di rimborso è il 30 novembre 2018: per le rinunce che intervengono dopo tale data non è previsto il rimborso.

Presso UniSR non sono previste le fasce di reddito per il pagamento delle rette universitarie.

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SEGNI CLINICI.

I soggetti colpiti sono spesso condotti a visita quando la neoplasia è già ad un avanzato stadio di sviluppo in quanto, in fase iniziale, sono spesso asintomatici e non visibili, specie se aborali. L’alitosi (da necrosi ed ulcerazione ed infezione locali) è intensa specie nel MM, meno nel CS; il sanguinamento, franco o misto a saliva (scialorrea), è rilevabile sia in caso di MM sia di CS e di altri tumori ulcerati; in taluni tumori mascellari, si osserva anche epifora per coinvolgimento del condotto naso lacrimale. Talvolta il rilievo clinico della lesione è casuale, in occasione ad esempio di una procedura di pulizia dentale; in altri casi per caduta spontanea di uno o più denti. Quest’ultima evenienza deve essere considerata con sospetto (specie in caso di assenza di evidente paradontopatia in altre sedi) ed obbligare al prelievo bioptico sin da subito. In fase più avanzata la gravità dei segni clinici in presentazione dipende dalla localizzazione: ad esempio, difficoltà di apertura della bocca, dolore e gradi diversi di esoftalmo e/o di deviazione del bulbo oculare sono caratteristici di invasione dello spazio retro-bulbare. Possono inoltre risultare evidenti deformazioni facciali di grado diverso. Disfagia o rinorragia e/o rumori respiratori (faringei o nasali) sono talvolta segnalati in caso di localizzazione aborale della neoplasia o per invasione endonasale (parametro prognostico negativo ai fini del solo trattamento chirurgico – Figg. 18A, B, C e D; 20A, B, C, D e E; 26); a volte invece i proprietari segnalano difficoltà nella prensione degli alimenti (tumori linguali o lesioni di grande dimensioni). Può infine rendersi evidente una linfoadenopatia regionale omolaterale o, in caso di lesioni aborali, anche bilaterale. I linfonodi possono risultare lisci e mobili (compatibilmente con un quadro di reattività) oppure già con i caratteri evidenti di colonizzazione tumorale (superficie irregolare, dura e fissità di vario grado). La linfadenopatia cervicale può rappresentare il primo segno clinico evidente di CS tonsillare.

DIAGNOSI.

La valutazione del paziente prevede:

*Granuloma eosinofilico del cane: colpisce in genere cani giovani di razza Siberian husky o Cavalier King Charles spaniel. Forse è su base ereditaria. La malattia è simile a quella più nota del gatto. La lesione, spesso ulcerata, compare in genere sulla parte laterale e ventrale della lingua (Fig. 41). Il trattamento con corticosteroidi o l’escissione chirurgica è solitamente curativa. 1,34-36.

Esami ematologici, ematochimici e dell’urina. Nel gatto è sempre opportuno valutare anche lo stato FIV e FeLV. Biopsia incisionale della lesione orale. Si può eseguire in semplice sedazione se il soggetto è collaborativo e in caso di lesioni esofitiche già ulcerate, oppure (preferibile) in narcosi. Il prelievo può essere eseguito al centro od anche ai limiti della lesione (senza però modificare la pianificazione del successivo trattamento); deve inoltre essere sufficientemente profondo (la parte superficiale è infatti spesso infetta, necrotica ed ulcerata). Il campione così prelevato può essere immediatamente sottoposto ad esame citologico (per impronta o scarificazione) e poi avviato alla valutazione istologica. La biopsia ad ago sottile delle lesioni orali non è di norma eseguita a motivo dell’imponente contaminazione ematica e della infiammazione/infezione/necrosi che complicano spesso l’interpretazione citologica del campione; va inoltre sottolineato che alcuni tumori esfoliano solo minimamente (FSA, sarcomi in genere, epulidi, etc). Per alcune lesioni (ad esempio epulidi fibromatose, papillomi, etc) la biopsia escissionale può già corrispondere al trattamento definitivo. Biopsia ad ago sottile dei linfonodi regionali/satelliti (mandibolari, parotidei, retrofaringei mediali) 1, specie se ingranditi. Non necessariamente, comunque, all’ingrandimento linfonodale corrisponde un coinvolgimento metastatico; allo stesso modo, la negatività citologica non esclude il loro coinvolgimento metastatico e, ai fini soprattutto della stadiazione tumorale, il/i linfonodo/i va/vanno rimossi contestualmente all’escissione del tumore primario. Esame radiografico del torace (in proiezione latero-laterale destra e sinistra e DV, in inspirazione): eseguito per escludere la possibile disseminazione metastatica polmonare (più probabile in caso di MM) Esame radiografico dell’area sede della lesione primaria nelle opportune proiezioni (DV, laterale, obliqua, a “bocca aperta”, intraorale, etc) al fine di valutare l’eventuale interessamento osseo in forma litica od osteoproduttiva. Il coinvolgimento osseo è evidente radiograficamente quando l’erosione interessa almeno il 40% della corticale. 1 Questo implica che, se la diagnosi istologica è di tumore maligno, l’escissione chirurgica deve comunque comprendere anche l’osso sottostante, anche in assenza di erosione già evidente. Ne lla maggior parte dei casi, al fine di pianificare in modo più corretto l’intervento chirurgico, è opportuno ricorrere a TAC o RMN. Queste ultime sono molto più sensibili nel definire l’eventuale invasione retrobulbare, endonasale, etc rispetto all’esame radiografico. La valutazione è a quel punto estesa al collo (linfoadenopatie - Fig. 48) e al torace (metastasi polmonari), specie in caso di tumori biologicamente aggressivi Esame ecografico dell’addome. Solo in casi selezionati e per neoplasie particolarmente maligne. Esame cardiologico fino alla ecocardiografia (soggetti anziani, specie se di grossa taglia).

TRATTAMENTO.

I principali fattori prognostici pre-trattamento da considerare sono:

Le procedure terapeutiche più spesso utilizzate sono la chirurgia e la radioterapia. La criochirurgia è storicamente indicata per i CS di meno di 1-2 cm ma oggi è molto raramente adottata.

La chirurgia “en bloc” è consigliabile per tutte le neoplasie maligne che risultino asportabili; rappresenta inoltre una valida opzione, tra l’altro meno costosa dell’irradiazione, per le lesioni benigne di grandi dimensioni. In caso di neoplasia maligna, indipendentemente dall’evidenza o meno di coinvolgimento osseo, quest’ultimo piano è da comprendere sempre nell’escissione “en bloc ” (Altri trattamenti). Se la chirurgia rischia di determinare un’inaccetabile perdità di funzionalità, le alternative possono essere radioterapia (più spesso) e/o chemioterapia (più raramente), in forma palliativa (Figg. 49A, B e C) o adiuvante.

La chemioterapia classica, così come anche l’uso di anti-Cox2 (da soli o in associazione a sali di platino, sia per CS e MM) non ha fino ad ora trovato un ruolo preciso. 15,18,22,23,28 In caso di MM è inoltre possibile la vaccinazione. 24-27.

CHIRURGIA.

Gli interventi eseguibili sono la mandibolectomia e la maxillectomia; inoltre chirurgie diverse a carico dei soli tessuti molli (tonsille, lingua, labbra, guancia, etc). Lo strumentario chirurgico essenziale prevede, oltre al normale corredo per tessuti molli, martello e scalpelli, pinze ossivore e sega oscillante. In caso di tumore maligno, i margini di escissione dovrebbero essere di almeno 2 cm; questo è difficilmente proponibile nel gatto (lesione troppo avanzata). Qualora si abbia il dubbio o si possa anticipare un problema di prensione dell’alimento e/o di complicanze di vario genere nell’immediato post-operatorio è bene concludere l’intervento con l’applicazione di un sondino esofageo (Figg. 51A e B) al fine di gestirle più agevolmente e consentire all’animale di imparare ad alimentarsi per os. adattandosi alla nuova situazione.

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Immatricolazione e rinuncia: Se si effettua l’immatricolazione presso UniSR e poi si decide di iscriversi ad un altro corso di laurea sempre UniSR, si fa richiesta di passaggio di corso e l’importo versato per il corso precedente viene tenuto valido per il nuovo corso di laurea con le relative eventuali compensazioni. Se si decide di iscriversi presso un altro corso di laurea in altro ateneo, è necessario fare rinuncia al corso in cui si è iscritti e chiedere formalmente il rimborso che è in ogni caso parziale. Il termine entro il quale presentare richiesta di rimborso è il 30 novembre 2018: per le rinunce che intervengono dopo tale data non è previsto il rimborso.

Presso UniSR non sono previste le fasce di reddito per il pagamento delle rette universitarie.

Premi di merito UniSR Per gli studenti che si immatricolano al I anno del corso di Laurea in Filosofia e del corso di Laurea Magistrale in Filosofia del Mondo contemporaneo sono messi a disposizione dei Premi di merito. Per maggiori informazioni vai alla pagina dedicata: http://www.unisr.it/borse-di-studio/#agevolazioni-premi-di-meriti.

Borse di Studio: I Bandi relativi a Borse di studio e Agevolazioni per gli studenti vengono annualmente pubblicati sul sito all’indirizzo.unisr.it/borse-di-studio. Il Bando generalmente viene pubblicato nel mese di Luglio.

DISABILITA’ E DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO.

I candidati disabili, ai sensi della legge 5 febbraio 1992 n. 104, così come modificata dalla legge n.17/1999 ammessi all’immatricolazione dovranno fare esplicita richiesta di poter fruire degli eventuali provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica. I candidati rientranti nell’ambito di applicazione della legge 8 ottobre 2010, n. 170 recante Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico, potranno richiedere le agevolazioni previste dal D.M. del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca n. 5669 del 12 luglio 2011.

Per presentare le richieste occorre scaricare e consegnare unitamente alla documentazione necessaria per l’immatricolazione (seguendo le indicazioni inviate dalla Segreteria Studenti) il modulo disponibile online completo di Allegati come previsto nel modulo stesso.

Per ulteriori informazioni: Numero verde: 800 339033.

Ufficio Ammissioni 0291751.564 – 0291751.563 (dalle 9.30 alle 12.00) 0291751.589 (dalle 14.30 alle 16.00) Fax 0291751.453 e-mail: ammissioni@unisr.it.

Ammissione al Corso di Laurea Magistrale in Filosofia del Mondo Contemporaneo (II livello) - Ammissioni online dal 10 luglio 2018 al 29 marzo 2019.

E’ stato pubblicato il bando per l’ammissione al Corso di Laurea magistrale in Filosofia del Mondo Contemporaneo per l’anno accademico 2018/2019.

Le iscrizioni a concorso sono aperte dal 10 luglio 2018 fino al 29 marzo 2019 o fino a copertura dei posti disponibili (60). Per essere ammessi al Corso è necessario accedere, tramite al link evidenziato, alla Registrazione (Scarica la Guida nel Box a sinistra) e all’Iscrizione online: prima di procedere è consigliabile leggere attentamente la Guida all’Iscrizione a Concorso.

Prima di procedere all’iscrizione al concorso si deve essere in possesso dei seguenti documenti in formato pdf:

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Tel. 041 5295630.

Tel. 0445 389576 Fax: 0445 389579.

Segreteria del Corso: Sig.ra Francesca Ponticelli.

Tel. 0445 389575 Fax: 0445 389579.

Sede di Padova: Palazzina dei Servizi, Az. Ospedaliera di Padova, 35128 PADOVA.

Sede di Conegliano: Ist. La Nostra Famiglia, Via costa alta 33, 31015 Conegliano (TV) (mappa)

Sede di Venezia: Polo Didattico Canal al Pianto, Osp. Civile SS. Giovanni e Paolo, Castello 6600, 30122 Venezia.

Sede di Santorso: Lesina di Sopra 111, 36014 Santorso (VI)

Sede di Rovigo: Viale Tre Martiri 89 (Cittadella Socio sanitaria), Rovigo.

"Casa Grimani" Lungargine del Piovego 2/3, 35129 Padova.

tel. 049 827 6436 - 37.

fax 049 827 6447.

Sito dell' Universita' di Padova: www.unipd.it.

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la specificità dell’allenamento il carico massimale la progressione del lavoro.

Per specificità di allenamento si intende la necessità di allenare il tendine proprio nel gesto sportivo che l’ha messo in difficoltà: l’unità muscolo-tendinea deve essere sottoposta alle stesse sollecitazioni in cui viene normalmente a confrontarsi durante il gesto motorio (ad esempio allenamento nei balzi per sport quali pallavolo o basket). Dal momento che la massima tensione a carico dell’unità miotendinea si verifica durante la fase eccentrica della contrazione, esercizi specifici eseguiti in modalità eccentrica rappresentano la chiave per un ottimale recupero funzionale e un corretto rimodellamento della struttura alterata dai processi degenerativi. L’efficacia del potenziamento eccentrico è stata ormai dimostrata in numerosi studi per il trattamento delle tendinosi achillea, rotulea e del tendine epicondiloideo dell’omero. Per le sue stesse caratteristiche, tale tipo di rinforzo prevede la necessità di un adeguato tempo di recupero tra le serie e tra le sedute, ma riproduce moltissimi movimenti che effettuiamo durante la vita quotidiana e l’attività sportiva ( Fig. 9 ). Come possibile spiegazione degli effetti benefici di tale modalità di potenziamento è stato ipotizzato, innanzitutto, proprio il concetto dell’allenamento gesto-specifico, un effetto di elasticizzazione (oltre che di rinforzo) dell’unità muscolo-tendinea e lo sviluppo di un certo grado di ipertrofia del tessuto tendineo come reazione biologica diretta a questo tipo di lavoro. Ovviamente questo tipo di allenamento deve avvenire in progressione, consentendo al tendine un adattamento nel tempo a una maggiore capacità di resistenza. Soprattutto in una prima fase, allorquando l’esercizio provoca ancora dolore (se non addirittura lo esacerba) è necessario che tempi e carichi vadano “dosati” in maniera appropriata, rispettando i sintomi e le sensazioni del paziente. In questa fase di riparazione, infatti, la resistenza del tendine potrebbe non essere ancora in grado di sopportare grandi sollecitazioni e una forte contrazione muscolare potrebbe causarne anche la rottura. Il punto strategico di un appropriato recupero funzionale risiede dunque nella capacità da parte del riabilitatore di non eccedere i fisiologici limiti di adattamento e di proporre carichi crescenti, nel rispetto della capacità di sopportazione del tendine in quel momento; il sintomo dolore agisce da feedback per la progressione dei carichi (Fig. 10). È opportuno sottolineare come i tempi di reazione e adattamento biomeccanico a questo tipo di lavoro siano comunque lunghi, ed è necessario spiegare al paziente (in particolare agli atleti e ai loro allenatori!) che, molto spesso, i “frutti di tanta sofferenza” si renderanno realmente effettivi solo a distanza di mesi, sconsigliando quindi di interrompere prima di 12 settimane il programma di riabilitazione, anche quando sia scomparsa la sintomatologia. Inutile sottolineare come un recupero affrettato o inadeguato sia il principale fattore di rischio per una recidiva. Nelle fasi finali dell’iter riabilitativo, è opportuno completare il recupero muscolare con l’impiego di un dinamometro isocinetico (vedi Approfondimento); tale metodica è in grado di offrire almeno 2 diversi vantaggi:

fornire una sollecitazione massimale ma “controllata” sul tendine (la velocità del movimento rimane infatti costante) possibilità di quantificare il deficit di forza e monitorare i guadagni ottenuti mediante l’esecuzione del test e l’allenamento isocinetico.

Approfondimento: Il test isocinetico La forza dei gruppi muscolari che agiscono su di una articolazione può essere misurata direttamente, mediante un test con dinamometro isocinetico. L’esercizio isocinetico può essere descritto come un movimento che avviene a una velocità angolare costante contro una resistenza accomodante poiché, una volta raggiunta la velocità angolare pre-impostata, l’apparecchio inserisce una resistenza che si mantiene e si adatta alla tensione muscolare prodotta nei vari punti dell’escursione articolare. Il test può essere proposto a livello di diverse articolazioni (ginocchio, caviglia, spalla, gomito), con lo scopo di valutare i livelli di forza dei muscoli antagonisti e antagonisti, confrontandoli con quelli dell’arto contro-laterale. L’interpretazione del test viene effettuata considerando i valori di picco di momento di forza, il rapporto tra i gruppi muscolari e la presenza di eventuali deficit di forza (nel confronto con l’arto sano), condizione che predispone allo sviluppo di lesioni muscolo-tendinee. I dati raccolti possono inoltre fungere per un confronto con i valori di riferimento e allo stesso tempo non devono essere considerati un momento isolato nella valutazione di un atleta/paziente poiché assumono particolare significato quando vengono ricontrollati nel tempo, permettendo di monitorare gli effetti dell’allenamento muscolare. Parallelamente al recupero delle qualità organiche e biomeccaniche, il progetto rieducativo non deve dimenticare il recupero delle qualità neuromuscolari mediante esercizi progressivi di ginnastica propriocettiva: un tendine non va infatti considerato come una struttura inerte avente una funzione esclusivamente meccanica (trasferire cioè energia dai muscoli alle leve ossee), ma possiede anche una importante funzione sensoriale. Inoltre, rimarchiamo l’importanza di un programma di ricondizionamento dell’organismo in toto, alle volte fermo da settimane. L’attività aerobica deve costituire il substrato di tutto l’iter riabilitativo: indispensabile, negli atleti, per un più rapido rientro all’agonismo e necessario nell’ottica di mantenere (se non addirittura migliorare!) il metabolismo e la funzione del sistema cardiocircolatorio. Inizialmente l’attività aerobica potrà essere fatta in acqua, oppure con ergometri a braccia o su cyclette (principio del lavoro aerobico alternativo); per quanto riguarda il rotuleo o l’achilleo, l’attività di corsa verrà concessa solo se non produce dolore (al massimo un lieve disagio). Per chi pratica attività sportiva, l’allenamento tecnico di base sport-specifico seguirà la fase di recupero neuromuscolare e di ricondizionamento, mentre il ritorno allo sport agonistico prevede il raggiungimento di tutti gli obiettivi riabilitativi: completo ripristino delle qualità muscolari di forza, resistenza ed elasticità, corretta esecuzione del gesto-tecnico atletico fuori dal dolore.

La guarigione metabolica Come detto, il tendine, pur poco vascolarizzato, è un tessuto metabolicamente attivo costituito da fibre di collagene (per l’85%) e di elastina che ne garantiscono le proprietà elastiche e meccaniche e gli permettono di reagire agli stimoli esterni, adattandosi ai carichi di lavoro e modificando le proprie caratteristiche, mediante un lento ma costante processo di rinnovamento cellulare. Tuttavia, la resistenza del tendine può essere compromessa in caso di overuse e di stress ripetuti (la cui frequenza superi la velocità di riparazione cellulare del tessuto tendineo); ciò avviene più facilmente in tendini logori per età o usurati da stressanti attività sportive o lavorative. In tali condizioni diventano strutture facilmente vulnerabili agli insulti traumatici o microtraumatici, soprattutto quando l’organismo è carente dei microelementi nutrizionali essenziali per il buon funzionamento e la conservazione del tendine stesso. Il processo di riparazione o di adattamento che si attiva in queste circostanze è normalmente molto lento, ma può essere favorito dalla supplementazione di aminoacidi, vitamine e antiossidanti, mentre un ridotto apporto di micronutrienti sembra possa favorire il rallentamento della loro riparazione intrinseca. Tale evenienza è particolarmente vera in chi pratica sport come il calcio, il basket, lo sci, la pallavolo, che comportano insieme a una forte sollecitazione delle articolazione e dei tendini, anche un più rapido consumo dei micronutrienti necessari al benessere del tendine stesso. Tra i micronutrienti necessari al buon funzionamento del tessuto tendineo e fondamentali nelle sue fasi riparative, sono stati identificati quelli ritenuti essenziali: metilsulfonilmetano (MSM), ornitina alfa-chetoglutarato, lisina, condroitin solfato, glucosamina, vitamine C ed E, biotina. Il MSM è uno dei principali donatori di solfati naturali organici presente in natura ed è indispensabile nell’omeostasi del tendine, contrastandone i processi di invecchiamento. L’ornitina è un aminoacido che blocca la fase catabolica indotta nelle lesioni tendinee, antagonizza i processi flogistici e promuove l’anabolismo del tessuto, accelerando la sintesi di collagene. Anche la lisina è un aminoacido, necessario per la crescita del tessuto tendineo, promuovendo la sintesi di alcune proteine essenziali. Il condroitin solfato e la glucosamina agiscono in sinergia durante i processi riparativi: il primo interviene all’inizio dei processi riparativi, mentre la seconda regola le fasi finali e la stabilizzazione della componente fibrillare. La vitamina C (acido ascorbico) influenza il metabolismo del tessuto connettivo e svolge una azione antinfiammatoria e antiossidante, in sinergia con la Vitamina E, antiossidante e sostanza fondamentale per il mantenimento della integrità delle membrane cellulari. La biotina, infine, svolge un ruolo nell’omeostasi metabolica del tendine. Recentemente è stato osservato che l’apporto di micronutrienti ad azione antiossidante ed antinfiammatoria possa agire sul tessuto connettivo, favorendo e accelerando la riparazione, con benefici in termini di minor tempo di recupero e sollievo del dolore. Poiché il tendine è di per sé scarsamente vascolarizzato, sostanze quali aminoacidi, vitamine e antiossidanti dovrebbero essere assunti costantemente, soprattutto in chi pratica attività fisica. Inoltre, serve una adeguata quantità di collagene poiché la guarigione necessita della riparazione del tessuto danneggiato tramite la neoformazione di tessuto cicatriziale, conservando però le qualità elastiche e di flessibilità del tessuto originario. Allo stesso tempo, una sintesi eccessiva potrebbe rivelarsi controproducente qualora fosse di “impiccio” alla scorrimento del tendine. Per tale motivo, l’apporto di tali aminoacidi, vitamine e antiossidanti è fondamentale per prevenire, mitigare e migliorare il processo di guarigione dei danni tendinei e la loro supplementazione può giocare un ruolo importante nel trattamento di lesioni di lieve entità, soprattutto nella fase cronica.

La scelta chirurgica Come già detto, l’indicazione al trattamento chirurgico viene posta in prima istanza esclusivamente in presenza di completa rottura tendinea. Per le tendinopatie di grado minore, tramite l’impiego di tecniche non invasive sempre più sofisticate ed efficaci, si tenta di ridurre a pochissimi casi selezionati, particolarmente recidivanti, la scelta chirurgica. Certamente se la terapia conservativa, dopo 6-8 mesi, non è ancora in grado di offrire risultati positivi, è ragionevole ricorrere al trattamento chirurgico. Tuttavia anche i risultati di tale soluzione sono variabili, con pochi studi attendibili in letteratura e risultati comunque spesso non univoci, con atleti mai tornati al precedente livello di attività sportiva. Per tale motivo la terapia chirurgica è da considerarsi “l’ultima spiaggia”: risultati tra eccellenti e buoni, raccolti dalle varie casistiche, oscillano tra il 46 e il 100% ma, anche per i casi con evoluzione positiva, il ritorno all’attività agonistica dopo l’intervento è compreso tra i 3 e i 9 mesi. Nelle tendinopatie inserzionali la tecnica più impiegata è di solito la scarificazione del tendine; recentemente alcuni Autori hanno proposto la rimozione di una losanga di tessuto sofferente, con un curretage della restante superficie. Un’altra metodica che sembra offrire risultati incoraggianti è denominata “tenotomia multipla longitudinale”, che viene praticata in anestesia locale e sotto guida ecografica e in particolare con approccio artroscopico: tale chirurgia garantisce risultati sovrapponibili alle altre tecniche chirurgiche ma allo stesso tempo un ritorno più rapido alle attività sportive.

Prevenire è meglio Come abbiamo visto, nonostante negli ultimi anni le metodiche riabilitative e chirurgiche si stiano rapidamente evolvendo, le sofferenze tendinee rappresentano a tutt’oggi un problema importante e spesso irrisolto, mentre la riabilitazione può essere lunga e difficoltosa. Negli ultimi anni si è studiato come le lesioni a carico dei tendini avvengano nelle fasi di lavoro eccentrico del gesto motorio (è noto che in tale condizione si verifichi una maggiore tensione a carico dell’unità muscolo-tendinea) e ciò ha posto le basi per un corretto trattamento e prevenzione delle tendinopatie croniche. In considerazione del grado di incidenza, soprattutto in certe attività sportive, e delle difficoltà di trattamento, la chiave del trattamento delle tendinopatie dovrebbe in realtà essere la prevenzione. Oltre alla identificazione e alla correzione delle anomalie anatomiche e funzionali che ne costituiscono elemento predisponente, è necessaria l’identificazione di fattori di rischio esterni, quali l’impiego di calzature errate, la pratica su terreni non idonei, e, soprattutto un programma di allenamento con graduale progressione dei carichi di lavoro, che costituiscono gli elementi di fondamentale importanza per la prevenzione delle tendinopatie nell’atleta ad ogni livello. Un adeguato programma di prevenzione non può inoltre non tenere in conto gli aspetti “educativi” che riguardano principalmente:

l’educazione degli atleti ad eseguire un programma di riscaldamento e allungamento muscolare prima dell’inizio del­l’allenamento o della competizione l’educazione dell’allenatore o del preparatore a correggere eventuali errori di tecnica e programmazione e del fisioterapista ad agire su squilibri muscolari o vizi posturali l’educazione dei dirigenti a moderare gli impegni sportivi (soprattutto per i bambini e gli atleti amatoriali) e garantire adeguate strutture e materiali di gioco.

Prospettive future La necessità di un precoce recupero e di un reinserimento nell’attività lavorativa o sportiva degli atleti induce alla ricerca di metodologie sempre più efficaci nel trattamento delle tendinopatie da overuse. Riscontri istologici nei casi sottoposti a intervento chirurgico hanno dimostrato che la “comune” tendinite è in realtà, nella maggioranza dei casi, una reazione degenerativa (tendinosi), più che di tipo infiammatorio. L’esordio è normalmente caratterizzato da una fase acuta in cui si ha precocemente e transitoriamente infiammazione del tessuto, con microlesioni secondarie, e successivamente degenerazione del tendine, con tentativi di riparazione inadeguata, ed esiti cicatriziali, aderenziali e/o calcifici. I tessuti patologici si distinguono da quelli normali per l’aspetto grigio, opaco ed edematoso, mentre, a livello microscopico, il normale ordine strutturale è sostituito da una invasione di fibroblasti immaturi che inibiscono il normale processo riparativo. Un campo di applicazione terapeutica nell’immediato futuro sembra potere agire a questo livello tramite fattori di crescita e citochine locali, andando a invertire il meccanismo di degenerazione del tessuto e a modulare la proliferazione dei fibroblasti nell’area affetta, la promozione dell’angiogenesi e l’apposizione di collagene, da cui deriva l’organizzazione di tessuto tendineo maturo. Inoltre le piastrine attivate dalla trombina rilasciano ulteriori citochine, in grado di promuovere la proliferazione di cellule tendinee umane in coltura. Questa evidenza suggerisce la necessità di ulteriori indagini sullo sviluppo di tale trattamento.

IL TRATTAMENTO DELLE PATOLOGIE TENDINEE CON ONDE D’URTO.

Introduzione Caratterizzate, dal punto di vista fisico, da una precisa forma d’onda (che le contraddistingue, per esempio, da ultrasuoni e altre forme di energia fisica utilizzata in campo terapeutico), le onde d’urto extracorporee ( Extracorporeal Shock Waves Therapy o ESWT ) sono in grado di produrre effetti profondamente diversi, in funzione del tipo di struttura o tessuto investito dal loro campo d’azione. Le prime applicazioni con onde d’urto in campo medico risalgono all’ambito urologico: è noto che i calcoli renali, concrezioni calcifiche di materiale non vitale, investiti dal fronte di onde d’urto (ad alta energia), si sgretolano progressivamente, per un effetto di tipo meccanico (litico) e grazie alla loro consistenza. Si tratta, pertanto, di un effetto che sottostà esclusivamente alle leggi della fisica. Fu solo dopo la metà degli anni novanta, a seguito di osservazioni cliniche e riscontri di natura occasionale in ambito ortopedico-traumatologico, che si cominciò a sfruttarne anche l’effetto propriamente “biologico”. Dapprima per stimolare la rigenerazione ossea nelle pseudoartrosi e nei ritardi di consolidazione e poi anche per la terapia di patologie tendinee di origine flogistica e/o degenerativa. Gli studi clinici e sperimentali che seguirono alle prime osservazioni occasionali, e che hanno visto un recentissimo e rapido sviluppo, hanno chiarito l’importante potenziale biologico derivante dall’applicazione di tale terapia. In altri termini: a differenza di quanto osservato sulle concrezioni litiasiche, nei tessuti viventi l’energia meccanica trasferita alle cellule e alle strutture correlate (principalmente matrice extracellulare e fluidi extracellulari), opportunamente dosata e applicata secondo standard terapeutici codificati, non produce effetti né litici né lesivi, bensì positive risposte biologiche con proprietà terapeutiche. La chiave di comprensione con cui spiegare come sia possibile ottenere effetti biologici da una stimolazione di tipo fisico (energia meccanica) è stata recentemente individuata, come peraltro già per altre funzioni biologiche, nel fenomeno noto come “meccanotrasduzione”.

Principi di fisica delle onde d’urto L’onda d’urto può essere definita come un impulso acustico, caratterizzato da:

elevato picco pressorio (> 500 bar) breve durata ( FOUNDATION ONE ®

permette di identificare maggiori opzioni di trattamento per pazienti con tumore metastatico o in recidiva.

Che cos’è FoundationOne®? Cosa? Come funziona FoundationOne®? Come? Perché usare FoundationOne? Perché?

FoundationOne è un servizio di analisi genomica del tumore che individua cambiamenti clinicamente rilevanti (alterazioni genomiche) nei geni correlati al tumore e aiuta a identificare le terapie idonee per la malattia di un paziente, associando a ogni alterazione le più recenti evidenze cliniche e scientifiche. 1–3.

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