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A domanda della difesa sul perché le lastre fossero quindi divenute da ‘necessarie’ a ‘superflue’, la risposta di Porro, Bulgheroni e Santambrogio è stata un coro a una voce sola: non stavamo valutando l’operato di un medico ma il rispetto di percorsi diagnostici/terapeutici, e per far questo era sufficiente quanto presente in cartella. Come giustificazione pare un po’ debole. Ora: nel momento in cui sto valutando un caso clinico, è ovvio che sto implicitamente valutando anche l’operato del medico che quel caso clinico ha seguito; e nel momento in cui sto valutando il rispetto di un percorso diagnostico/terapeutico, quel percorso lo devo capire nella sua interezza, e non è possibile senza la visione delle lastre precedenti l’intervento ‘incriminato’. Infine, ci perdoneranno Bulgheroni e Santambrogio se insistiamo, ma se la cartella era sufficiente, doveva esserlo fin dalla prima riunione: perché chiedere le lastre, quindi?

In merito ai curiosi contatti evidenziati dalle intercettazioni telefoniche ed emersi nel corso dell’ udienza dell’8 maggio, Santambrogio ha affermato di conoscere il dottor Legnani da molti anni, di avere un rapporto amicale e professionale contraddistinto da confronti quasi giornalieri, ma di non aver mai discusso con lui delle valutazioni date all’interno della commissione Asl; ha confermato di aver sentito il dottor Prati, radiologo della Santa Rita, in più occasioni, ma di non essere mai entrato, nemmeno con lui, nel merito del lavoro svolto in commissione. Prendiamo atto e vedremo cosa avranno da dichiarare in merito Legnani e Prati, se e quando saranno chiamati in aula a deporre.

Per chiudere, evidenziamo in questa occasione – e una volta per tutte – che in queste controcronache non entreremo negli aspetti medico-scientifici dei casi clinici oggetto del dibattimento, non possedendo, con tutta evidenza, la competenza per farlo, nemmeno per limitarsi a riportare quanto espresso in aula; ci limiteremo quindi, quando possibile, a evidenziare le contraddizioni e le incongruità, e a mettere a disposizione la documentazione. Una decisione che ha caratterizzato anche la stesura del libro inchiesta, e della cui bontà abbiamo avuto oggi l’ennesima conferma. Quando infatti si è entrati nel merito clinico di un caso – ogni capo di imputazione sarà analizzato nel dettaglio dai consulenti di procura e difesa in successive udienze, Bulgheroni e Santambrogio oggi hanno deposto in qualità di testimoni sulla loro partecipazione alla commissione Asl, non sono consulenti di questo processo – l’impossibilità di confronto alla pari tra medico e, nella situazione odierna, avvocato, è stata evidente; nel momento in cui il primo approccia l’ambito scientifico, non esiste possibilità per il secondo di controbattere; per quanto possa aver studiato il caso, infatti, un avvocato non ha il bagaglio medico-scientifico necessario a uscire dai ristretti binari delle domande preparate, e nemmeno per comprendere quanto sia corretto quel che il medico sta affermando in quel momento.

Chi scrive è nella stessa posizione degli avvocati, e vale la pena ricordare che il gruppetto è nutrito: vi appartengono anche i giudici, togati e popolari, e i pubblici ministeri. È per questa ragione che durante il primo processo, a fronte di consulenze medico-scientifiche dell'accusa caratterizzate dai seri problemi di professionalità che abbiamo più volte analizzato (leggi qui ), la difesa del dottor Brega ha chiesto al tribunale, senza riuscire a ottenerla, una perizia super partes. E per inciso, se Brega fosse dolosamente consapevole di aver effettuato interventi inutili, come afferma la procura, è logico supporre che cercherebbe in tutti i modi di tenersi alla larga da una perizia fatta con tutti i crismi. Vedremo se questa Corte riterrà necessario disporla.

L’udienza è aggiornata al 20 maggio.

1) Chiara Porro de Somenzi, all’epoca dei fatti direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Asl città di Milano; Paolo Bulgheroni, responsabile del reparto di broncopneumologia dell’Azienda ospedaliera Niguarda-Villa Marelli; Luigi Santambrogio, responsabile dell’Unità di chirurgia toracica della Fondazione ospedale maggiore Policlinico di Milano; Aldo Bellini, all’epoca dei fatti dirigente responsabile dei Noc 2) Commissione Asl, relazione conclusiva del 5 novembre 2007 3) Ibidem 4) Cfr. La tubercolosi in Italia. Rapporto 2008, Ministero della Salute 5) Commissione Asl, verbale del 7 settembre 2007; il corsivo è dell’Autore 6) Commissione Asl, verbale del 14 settembre 2007.

Udienza 13 maggio 2013.

La valorizzazione della presunta truffa e la 'sparizione' del consulente medico-scientifico, Paolo Squicciarini.

Oggi è stata la volta di Luca Merlino e di Antonino Michele Privitera. Il primo è vice direttore generale all’assessorato alla Sanità della Regione Lombardia, ed è consulente tecnico per la procura per la valorizzazione economica di quella che l’accusa considera la truffa correlata al presunto reato di lesioni dolose: dato che gli interventi sono ‘inutili’ da un punto di vista medico – affermano i ppmm – l’équipe di chirurgia toracica li ha effettuati al solo scopo di incassare la propria parte sui Drg (il 9%). Il denaro, in pratica, è il movente, desunto attraverso evidenti forzature interpretative delle conversazioni telefoniche intercettate – o meglio degli stralci delle conversazioni! – di cui avremo modo di parlare più avanti (un assaggio lo si è già avuto con la telefonata della ‘mammella novantenne’, smontata senza troppa difficoltà dalla difesa di Brega e riportata nella controcronaca precedente).

Che Merlino si intenda di Drg, non ci sono dubbi, ed era stato consulente dei ppmm, con lo stesso incarico, anche per il primo processo Santa Rita. Tuttavia sorprende rivederlo in aula – almeno sorprende noi – dato che nel frattempo sono esplosi gli scandali Maugeri e San Raffaele, che vedono indagati per corruzione Carlo Lucchina, ex direttore generale Sanità, e Roberto Formigoni, e nei quali il dottor Merlino è teste-chiave per la procura; ha infatti dichiarato: «I soldi pubblici erogati al San Raffaele e alla Maugeri? I criteri delle delibere erano ispirati in modo da aiutare i due ospedali» (qui) e anche: «Daccò indicava la somma di cui [Maugeri e San Raffaele, n.d.a. ] avevano necessità e poi i tecnici dovevano dare una veste formale all’erogazione» (qui). Ora: quel che viene spontaneo chiedersi è perché Merlino non abbia denunciato tutto questo a suo tempo – e sottolineiamo che in Regione siede ancora sulla stessa poltrona – e per quanto la sua consulenza in questo processo sia tecnica e non abbia nulla a che vedere con quelle vicende, la sua testimonianza risuona un po’ stonata quando traccia il quadro del sistema sanitario regionale, pubblico e accreditato, del meccanismo dei Drg e dei controlli (!).

La sua valorizzazione si è basata sulle valutazioni dei consulenti medico-scientifici della procura, e a domanda della difesa di indicarli nello specifico, i ppmm hanno risposto: Sartori, Greco, Olivieri (1). Colpisce che non sia stato citato anche Paolo Squicciarini (2), primo consulente a essere nominato dalla procura e ‘grande accusatore’ di Brega Massone, il quale, pur non possedendo alcuna competenza in chirurgia toracica, ha ‘scremato’ le quasi 600 cartelle cliniche sequestrate e segnalato i casi da contestare. Non essendo stato indicato tra i consulenti medico-scientifici, non ci aspettiamo dunque di vederlo testimoniare in aula sugli aspetti medico-scientifici dei capi di imputazione, né di vedere depositata una sua consulenza. Anche perché, a questo punto, diventa ancora più difficile capire la ragione della sua nomina e della conseguente presenza in questo processo: non è consulente tecnico sui Drg, che come medico di base nemmeno utilizza – ruolo rivestito da Merlino – e pare, per quanto dichiarato oggi, che non sia nemmeno consulente medico-scientifico.

Il dottor Merlino ha poi affrontato la questione del Drg 075, il codice ‘incriminato’ correlato al reato di presunte lesioni dolose. Occorre subito sottolineare, per chiarezza, che il codice indicato è corretto, corrisponde infatti all’intervento effettuato dall’équipe di chirurgia toracica della Santa Rita (la Vats, o video-toracoscopia, un intervento di chirurgia mini-invasiva); la presunta truffa quindi non consiste nell’aver indicato falsi codici di diagnosi e/o di interventi chirurgici non realizzati, ma si lega alla mancanza di indicazione chirurgica espressa nelle relazioni dei consulenti medico-scientifici della procura.

Il dottor Privitera (3) è invece consulente dell'accusa in merito all’ipotesi di truffa sui cosiddetti ‘ricoveri ripetuti’, ossia quei ricoveri caratterizzati da passaggi tra reparti per acuti e il reparto di riabilitazione della Santa Rita, reato di cui è imputato Brega Massone e un altro medico. Privitera ha prima fatto una panoramica su che cosa si intenda per ‘riabilitazione’ e le caratteristiche che un ricovero deve presentare per essere considerato tale – indicativamente e non esaustivamente: valutazione specialista pre ricovero, progetto riabilitativo, programma redatto da un fisioterapista con gli obiettivi da raggiungere – e ha poi espresso la propria valutazione sulle cartelle cliniche analizzate oggetto della sua consulenza. Su 721 cartelle relative al periodo 2004-2006 (pari a 166 pazienti, provenienti da diversi reparti, non solo la chirurgia toracica), il dottor Privitera ne ha ritenute 431 “gravemente irregolari” sotto diversi aspetti – si tratta di una valutazione puramente amministrativa, non sono contestate le cure riabilitative correttamente somministrate ai pazienti.

Il punto della questione sta nel fatto che il Drg della riabilitazione non paga a forfait, come il Drg per acuti, ma a giornata: all’epoca dei fatti, circa 200 euro al giorno in capo alla clinica, mentre l’équipe di chirurgia toracica percepiva 10,33 euro giornalieri (lordi di imposte). Al di là della valutazione che sarà data dalla Corte sul presunto reato di truffa, appare evidente come l’irrisorietà della cifra non possa ragionevolmente far supporre che Brega Massone, primario e chirurgo toracico, abbia intenzionalmente creato questa situazione.

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La Laurea in Medicina e Chirurgia offre differenti sbocchi professionali, ed in particolare quelli del Medico di Medicina Generale, del Medico Specialista, del Ricercatore Biomedico.

Le scelte di fondo e i programmi della nostra Facoltà sono finalizzati a fornire a tutti i nostri laureati un’eccellente preparazione teorica nelle discipline cliniche e di base nonché significative abilità pratiche, adatte a farne dei medici con solide competenze in tutti i campi della medicina, pronti a perfezionarsi nei differenti corsi di specializzazione successivi alla laurea.

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Il fisioterapista cura le patologie della funzione motoria e le sintomatologie dolorose dell’apparato locomotore attraverso l’esercizio terapeutico, l’applicazione di mezzi fisici e le tecniche manuali.

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Il giorno 8 ottobre 2015 si terra' l'accoglimento degli studenti immatricolati nella coorte 2015/2016 di tutte le sedi secondo il seguente calendario ( click here ) Corso Full Time.

Post Graduate.

Vieni a conoscere i nuovi corsi Post Graduate in AIMO, da marzo 2018.

University College of Osteopathy (UCO)

Vieni a conoscere la nuova proposta formativa di AIMO.

Nuovo percorso accademico grazie alla collaborazione con il BSO British School of Osteopathy di Londra.

As a result of the partnership with the British School of Osteopathy (BSO) in London the Italian Academy of Osteopathic Medicine (AIMO) is pleased to announce a new academic pathway from September 2017 leading to a three year Bachelor in Osteopathic Sciences (BSc (Hons) Ost Sc) (Subject to validation). This degree will give 360 UK credits (180 ECTS: European Credit Transfer System). This degree is the first stage of a planned 3 year Bachelor plus 2 year Masters (Master in Osteopathy, M.Ost giving 120 ECTS) after five years of study leading to osteopathic professional status and counting 300 ECTS. The whole programme will be taught and assessed in Italian at the Italian Academy Osteopathic Medicine (AIMO) in Saronno (VA) with its excellent teaching and clinical (CFTO) facilities which meets the highest European standards of student:patient experience.

ORIENTAMENTO.

Giornate in Accademia AIMO Lunedì 16 aprile 2018 lunedì 21 maggio 2018.

Mattina h 9.30-13 Pomeriggio h 14.30-18.

Per Info e iscrizioni: 366-6971775 oppure via mail a orientamento@aimo-osteopatia.it.

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Si precisa quanto segue:

l’iscrizione avviene attraverso la piattaforma uni-studium ( per problemi tecnici contattare il seguente indirizzo mail: unistudium@unipg.it )

l’iscrizione viene fatta per ambito è possibile, all’interno dello stesso ambito, sostenere la prova d’esame dei diversi moduli in sessioni diverse (ovvero disgiungere le prove finali dei diversi moduli) è possibile iscriversi fino a due giorni prima della prova d’esame. Non saranno ammessi a sostenere la prova iscrizioni pervenute successivamente. In tale caso, si va alla sessione successiva MA è necessario fare l’iscrizione.

Al momento dell’esame il candidato potrà scegliere di sostenere una prova (n.1 modulo), oppure due prove (n.2 moduli) oppure tre prove (n. 3 moduli) dell’ambito, conformemente ai moduli prescelti in fase di iscrizione al percorso. Per ciascuna prova riferita a ogni singolo modulo sarà attribuita la votazione con le modalità indicate nel documento “Calendario degli esami finali”.

se la prova non viene superata ad un appello, potrà essere sostenuta all’appello successivo non sono previste simulazioni delle prove d’esame (se non, eventualmente, quelle già presenti in piattaforma) non sono previsti momenti di preparazione alle prove supervisionati dall’Università le prove d’esame vertono sui contenuti del programma indicato dai docenti e sui materiali presenti in piattaforma i docenti hanno inserito nella piattaforma tutte le indicazioni bibliografiche e il materiale di studio necessario per la preparazione alle prove d’esame il sito contiene tutte le informazioni necessarie per chiarimenti ulteriori potete rivolgervi ai tutor del percorso:

Sarà presto indicata una ulteriore (e ultima) sessione per tutti e tre gli ambiti per il mese di Luglio 2018.

AVVISO DEL 5 MARZO 2018.

Si comunica che la scadenza per il pagamento della tassa di frequenza al percorso 24 CFU è prorogata al 23 marzo 2018.

Gli uffici stanno procedendo all'inserimento dei piani di studio pervenuti con le domande di iscrizione: considerato che tale operazione è fondamentale per generare il bollettino di pagamento con l’importo effettivo, si raccomanda, prima di scaricare il bollettino di pagamento medesimo di verificare l’avvenuto inserimento del piano di studio richiesto.

AVVISO DEL 27 FEBBRAIO 2018.

Si ricorda che in data 28 febbraio scade l’inserimento del protocollo INPS dell’ISEE Università per coloro che intendono avvalersene.

L’inserimento del suddetto protocollo è possibile anche se non è visualizzabile l’immatricolazione perfezionata: gli uffici stanno lavorando sul sistema per inserire i numeri di matricola e i piani di studio scelti con le domande di iscrizione il cui completamento è previsto per il 6 marzo 2018.

Dal 7 marzo 2018 sarà possibile scaricare dal SOL il bollettino per il pagamento della tassa di frequenza del corso che dovrà essere effettuato entro e non oltre il 16 marzo 2018.

La pubblicazione dell’avviso prevista per il 28 febbraio 2018 inerente il riconoscimento totale dei 24 CFU desumibile dalle classi pubblicate e comunque per tutti coloro che hanno presentato il modello A1, è rinviata al 20 Marzo 2018. In pari data sarà pubblicato l’avviso concernente le modalità di rilascio delle certificazioni.

AVVISO DEL 13 FEBBRAIO 2018.

- sarà possibile iscriversi al Percorso Formativo 24 CFU fino al 20 febbraio 2018.

- saranno esaminate solo eventuali osservazioni che perverranno entro e non oltre il 15/02/2018.

E' disponibile il calendario degli esami finali (aggiornato al 21 febbraio) con le indicazioni delle modalità di verifica.

Nel caso in cui la prova non venga superata sarà possibile sostenerla negli appelli successivi.

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Esami di Stato di abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo.

L'Ordinanza Ministeriale n. 51 del 31 gennaio u.s. indice per l'anno 2018 la prima e la seconda sessione degli Esami di Stato di abilitazione all'esercizio della professione di medico-chirurgo.

Alle predette sessioni posssono partecipare i candidati che, entro il termine stabilito per ciascuna sessione dai bandi emanati delle singole Università inrelazione alle date fissate per le sedute di laurea, hanno conseguito il diploma di laurea ai sensi dell’ordinamento previgente alla riforma di cui all’art.17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n.127 e successive modificazioni ovvero diploma di laurea specialistica afferente alla classe 46/S ovvero diploma di laurea magistrale afferente alla classe LM- 41, ovvero analogo titolo di studio conseguito all’estero, riconosciuto idoneo ai sensi della normativa vigente. [ Segue. ]

Appelli - General English e Biomedical English.

Tutti gli studenti, immatricolati fino all'A.A. 2016-17, che devono ancora sostenere l'esame di inglese, potranno sostenere l'esame in occasione dei prossimi appelli previsti per la sessione di giugno e di settembre.

Prossimi appelli:

General English - 21 giugno 2018 - ore 9.00 - Aula MG via Mangiagalli, 32; General English - 18 settembre 2018 - ore 14.30; Biomedical English - 21 giugno 2018 - ore 10.30 Aula MG via Mangiagalli, 32; Biomedical English - 18 settembre 2018 - ore 16.00.

Campionati di Facoltà 2018.

la Seconda Edizione dei Campionati di Facoltà andrà in scena dal 16 aprile al 26 maggio 2018. La Facolta di Medicina e chirurgia si presenterà al via quale campione uscente 2017.

Le discipline su cui si misureranno i partecipanti saranno quattro: Basket 3vs3 - Calcio 5vs5 - Volley 4vs4 - Atletica (Staffetta 4x800).

Le iscrizioni sono aperte (previo tesseramento al CUS) fino all' 11 aprile 2018. Bandi di concorso 2018: Medicina-Odontoiatria.

I bandi di concorso saranno disponibili in questa pagina non appena pubblicati dai singoli Atenei.

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Nondimeno i criteri ACR sono comunque criticabili sotto diversi aspetti:

oltre ai 18 descritti esistono nei singoli pazienti molti altri tender points ed in generale ogni inserzione tendinea e ogni muscolo sono potenzialmente dolenti la dolorabilità dei vari tender points varia spontaneamente anche da un giorno all’altro e stabilire un limite netto negli 11 tender points può comportare che un giorno il paziente rientri nei criteri ed il giorno dopo non sia più così non sempre i pazienti manifestano dolore in tutti i 4 quadranti del corpo ed è anzi frequente che il paziente descriva il dolore diffuso come “mi fa male tutta la parte destra del corpo” oppure “ho dolore alla schiena e a tutte e due le gambe” quando la ricerca dei tender points viene eseguita da personale inesperto sono frequenti errori diagnostici (pressione su punti anatomici sbagliati oppure pressione troppo lieve o troppo intensa).

Occorre sottolineare inoltre l’importanza della diagnosi differenziale in considerazione del fatto che la FM è una sindrome e molti dei sintomi sono aspecifici, così come l’importanza della individuazione di una eventuale patologia associata alla FM. Per tale ragione si consiglia di sottoporre il paziente nel quale si fa una nuova diagnosi di FM ad un controllo laboratoristico che preveda gli esami seguenti:

VES, PCR, ANA test Emocromo con formula CPK, transaminasi Anticorpi anti-EBV e anti-HCV TSH, FT4.

TERAPIA.

La terapia della FM è radicalmente cambiata negli ultimi 15 anni. Fino a circa 10 anni fa la FM veniva raramente diagnosticata, anche perché si riteneva che tale diagnosi non fosse di alcuna utilità, in quanto si considerava la FM una patologia di natura psicogena e pertanto difficilmente curabile. Negli ultimi anni le cose sono radicalmente cambiate e oggi si può affermare che la FM si può curare con successo. Grazie alla scoperta dei meccanismi alla base della FM possiamo oggi utilizzare farmaci in grado di correggere i deficit alla base della malattia (in particolare il deficit di serotonina). Oltre ai nuovi farmaci disponiamo di alcuni trattamenti non farmacologici estremamente efficaci in grado di modificare l’iperattività neurovegetativa presente nella FM.

Terapia Farmacologica.

Possiamo distinguere fondamentalmente due classi di farmaci utilizzati per il trattamento della FM: i farmaci miorilassanti, che agiscono sulla manifestazione “periferica” della FM cioè sulla contrattura muscolare, e i farmaci che potenziano l’attività della serotonina che agiscono invece su uno dei meccanismi “centrali” della malattia. Generalmente questi farmaci vengono associati nello stesso paziente. La grande novità è stata l’introduzione dei Farmaci Inibitori della Ricaptazione della Serotonina (SSRI), utilizzati primariamente come antidepressivi, ma che si è poi visto essere estremamente efficaci su alcune delle manifestazioni della FM, in particolare sulla astenia e sulla insonnia. Oggi il “gold standard” della terapia farmacologica della FM è considerato l’uso di uno dei più recenti SSRI (paroxetina o sertralina), da assumere al mattino, in associazione alla ciclobenzaprina, da assumere in unica dose serale. Da ricordare anche l’importanza dei sali di magnesio che rivestono un ruolo essenziale nel metabolismo muscolare, non tutti i prodotti in commercio sono però ugualmente efficaci in quanto alcuni hanno uno scarso assorbimento. Altri farmaci che vengono correntemente utilizzati nella terapia della FM sono gli antiepilettici, gli analgesici centrali, alcuni antiparkinsoniani. Grande interesse sta poi suscitando una nuova classe di farmaci antidepressivi, i Farmaci Inibitori della Ricaptazione della Serotonina e della Noradrenalina (SNRI), i quali agiscono su di un più ampio spettro di neurotrasmettitori rispetto agli SSRI. I farmaci anti-infiammatori utilizzati per trattare molte patologie reumatiche non mostrano importanti effetti nella fibromialgia. Tuttavia, a basse dosi, possono dare qualche sollievo al dolore. I cortisonici sono inefficaci e dovrebbero essere evitati per i loro potenziali effetti collaterali. I farmaci che facilitano il sonno profondo e il rilassamento muscolare aiutano molti pazienti affetti da fibromialgia a riposare meglio. Questi farmaci comprendono gli antidepressivi triciclici e gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) ed altri farmaci ad azione prevalentemente miorilassante, simili strutturalmente agli antidepressivi. Sebbene questi farmaci abbiano come principale indicazione la depressione, essi vengono abitualmente prescritti ai pazienti affetti da fibromialgia a bassi dosaggi, di solito prima di andare a letto. Nei pazienti fibromialgici, questi farmaci sono principalmente utilizzati per lenire il dolore, rilassare i muscoli e migliorare la qualità del sonno piuttosto che per il loro effetto antidepressivo. Sebbene molti pazienti dormano meglio e abbiano meno fastidi quando assumono questi farmaci, il miglioramento varia molto da persona a persona. In aggiunta, i farmaci hanno effetti collaterali come sonnolenza diurna, costipazione, bocca asciutta e aumento dell’appetito. Gli effetti collaterali sono raramente severi, ma possono essere disturbanti. È quindi consigliabile limitarne l’uso.

Terapia Non Farmacologica.

Si può affermare che tutte le terapie non farmacologiche note, più o meno ortodosse, sono state utilizzate nel trattamento della FM. Non è pertanto semplice districarsi nell’ambito di un campo nel quale molto spesso risulta difficoltoso separare la reale efficacia di un trattamento dalla semplice suggestione. È quindi necessario basarsi solo sui dati dimostrati che derivano dagli studi scientifici. Il primo punto da chiarire è relativo alle terapie fisiche (TENS, ionoforesi, termoterapia, ecc.) che vengono spesso consigliate ai pazienti con FM: a parte la TENS che risulta efficace fino al 70% dei casi, nessuna altra terapia fisica ha dimostrato risultati superiori al placebo. Per quanto riguarda il massaggio, è stato utilizzato in pochi studi: è comunque comune esperienza dei pazienti con FM che il massaggio può fare peggiorare nettamente la sintomatologia. Anzi si può affermare che, in generale, qualora un paziente trattato con massaggio per una contrattura muscolare riferisca un peggioramento dei sintomi si deve sospettare una FM. Almeno due studi hanno documentato l’efficacia del biofeedback elettromiografico, metodica che ha il limite di essere poco diffusa e quindi per lo più sconosciuta ai pazienti. Un altro argomento che suscita interesse e quello della omeopatia che, negli ultimi anni, anche in Italia è andata sempre più diffondendosi. Alcuni studi hanno studiato l’effetto di uno specifico rimedio omeopatico il “Rhus Tox” con risultati variabili: è necessario però chiarire che tale trattamento non è adatto a tutti i pazienti, ma solo ad una piccolo sottogruppo con caratteristiche ben definite. La terapia non farmacologica che negli ultimi anni ha però radicalmente cambiato l’approccio terapeutico e la prognosi della FM è certamente la Terapia di Rilassamento Muscolare Profondo: Training Autogeno di Schultz, Terapia Cognitivo-Comportamentale, Terapia di Rilassamento basata su Tecniche Ericksoniane. Le prime due tecniche di rilassamento hanno un limite nella scarsa adesione dei pazienti al programma terapeutico a causa della lunga durate dello stesso e della complessità dell’approccio. La terapia di rilassamento di tipo ericksoniano (definita “a breve termine”) è invece preferibile per la rapidità dell’effetto terapeutico, per l’efficacia su tutti i parametri esaminati (numero di punti tender, disturbi del sonno, astenia, dolore globale) e per la durata dell’effetto almeno fino al 6° mese dal termine del trattamento. Sono tecniche di derivazione psicologica che inducono il rilassamento muscolare riducendo l’iperattività neurovegetativa alla base della FM. Sono basate sull’uso di un linguaggio “analogico” (cioè un linguaggio suggeritivo in grado di attivare ricordi e sensazioni) che ha lo scopo di attivare le funzioni neuropsicologiche tipiche dell’emisfero cerebrale destro. Nel corso del trattamento si conduce il paziente a valutare eventuali tensioni intrapsichiche per poi applicare tecniche verbali di programmazione neurolinguistica al fine di rimuovere le cause di tensione. Il numero di sedute necessarie è generalmente compreso tra 3 e 5 con frequenza settimanale o bisettimanale. Se il paziente riesce ad ottenere un buon rilassamento muscolare, il risultato è solitamente duraturo e non sono richiesti ulteriori trattamenti. L’effetto sulla sintomatologia della FM è progressivo e comporta una attenuazione delle principali manifestazioni (in particolare della astenia e del dolore) ed un miglioramento della qualità del sonno.

Esercizio e Terapie Fisiche.

In numerosi testi specialistici, anche recenti, si legge che l’attività fisica e la ginnastica sono fondamentali per la terapia della FM. In realtà molti pazienti fibromialgici hanno riferito un netto peggioramento dei sintomi (dolore e stanchezza) con l’attività sportiva, tale da doverla per lo più sospendere: questo in effetti non stupisce in quanto l’aumentata tensione dei muscoli dei pazienti fibromialgici provoca una diminuzione del flusso sanguigno con conseguente deficit di ossigeno e minore capacità di sopportare lo sforzo. D’altra parte la immobilità, come già ricordato, porta ad un marcato aumento della rigidità muscolare e del dolore. Per tali motivi la raccomandazione da fare ai pazienti con FM è quella di svolgere senza limitazioni le normali attività quotidiane (purché non troppo gravose), evitare prolungati periodi di inattività e dedicarsi ad attività sportive moderate in base all’allenamento del singolo soggetto: occorre in pratica mantenersi in movimento senza raggiungere il limite di affaticabilità del muscolo. Per coloro che ne hanno la possibilità è consigliata l’attività motoria in acqua termale, che aiuta molto a rilassare la muscolatura. Due tra i principali obiettivi del trattamento della fibromialgia sono le tecniche di stiramento muscolare e di allenamento dei muscoli dolenti e l’incremento graduale del fitness cardiovascolare (aerobico). Molte persone possono prendere parte ad un programma di esercizi che determina un senso di benessere, un aumento della resistenza muscolare e una diminuzione del dolore. L’esercizio aerobico si è dimostrato efficace per i pazienti affetti da fibromialgia. Il paziente può essere riluttante ad esercitarsi se ha già dolore e se si sente stanco. Attività aerobica a basso o nullo impatto, come camminare, andare in bicicletta, nuotare o fare esercizi in acqua sono generalmente il modo migliore di iniziare un programma di esercizi. Occorre allenarsi regolarmente, ad esempio a giorni alterni, aumentando gradualmente l’attività fisica per raggiungere un migliore livello di forma fisica. Importante è stirare gentilmente i propri muscoli e muovere le articolazioni attraverso un’adeguata mobilizzazione articolare giornalmente e prima e dopo gli esercizi aerobici. È utile inoltre consultare un terapista della riabilitazione che aiuti a stabilire uno specifico programma di esercizi per migliorare la postura, la flessibilità e la forma fisica.

Terapie alternative.

Anche le terapie cosiddette non convenzionali quali gli integratori dietetici o i trattamenti non farmacologici quali il biofeed-back, l’agopuntura, la ginnastica dolce e lo yoga possono avere effetti positivi sui sintomi del paziente fibromialgico.

FITOTERAPIA E FIBROMIALGIA.

Per chi ama la medicina naturale ed in particolare le erbe medicinali, è stato proposto il seguente infuso che sembra essere efficace su alcune delle manifestazione della FM, e quindi può risultare utile come supporto ad altre terapie:

– Panax quinquefolium 2 parti – Astragalus mongolicus 2 parti – Angelica sinensis (Dong quai) 2 parti – Ginko biloba 1 parte – Cimicifuga racemosa (Black cohosh) 1 parte – Passiflora incarnata (Passion flower)1/2 parte – Betonica officinalis (Wood betony) 1/2 parte – Matricaria chamomila (Chamomile) 1/2 parte – Zizyphus sativa (Jujube red dates) 1/2 parte.

Questa tisana agisce come tonico contro la stanchezza cronica, l’ansia, la cefalea, i disturbi del sonno e ripristina il flusso sanguigno alle estremità. È consigliabile assumerla due volte al giorno lontano dai pasti alla dose di un cucchiaino da tè. Poiché alcuni componenti sono difficili da reperire in Italia (tale formulazione è tratta da un testo americano) è possibile sostituirli con componenti dalle caratteristiche simili.

Come si cura la fibromialgia?

Le opzioni terapeutiche per la fibromialgia comprendono:

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