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Chiunque si occupi di malattie reumatiche non ha difficoltà a riconoscere che la FM è la patologia che si incontra più frequentemente, soprattutto nell’attività ambulatoriale. Ciò nonostante non ci sono dati attendibili sulla reale frequenza della FM in quanto tale malattia continua ancora oggi ad essere ampiamente sottostimata e raramente diagnosticata. Basti pensare all’ambulatorio del medico di medicina generale e a quanti pazienti ogni giorno visita in quanto lamentano uno o più di questi sintomi: dolori muscolari, cefalea, vertigini, epigastralgie, insonnia, dolori addominali, astenia, parestesie, tachicardia. Una buona parte è certamente affetta da FM senza saperlo. I dati epidemiologici di cui disponiamo sono relativi a valutazioni eseguite in:

studi su popolazione sana, di cui alcuni recentissimi, che documentano una prevalenza compresa tra il 2 e il 4% (con valori notevolmente più elevati se si scorporano i dati per la sola popolazione femminile: 8-10% circa) studi su pazienti ricoverati in ambiente internistico che evidenziano prevalenze nell’ordine del 10% studi su pazienti valutati in ambiente reumatologico dove la prevalenza raggiunge il 25%

Tra gli ultimi lavori di tipo epidemiologico, due rivestono particolare interesse:

1- Il primo è uno studio di popolazione, pubblicato nel 1999, che ha coinvolto 3395 abitanti della cittadina canadese di London (The London Fibromyalgia Epidemiology Study). Sono stati individuati 100 casi di FM (86 femmine e 14 maschi: rapporto F/M=3:1), con una prevalenza quindi del 3.3%. La prevalenza nel sesso femminile era pari al 4.9% per salire al 8% nella classe d’età 55-64 anni. Sono stati individuati una serie di fattori di rischio per la FM: oltre al sesso femminile, età media, livello di istruzione inferiore, reddito basso, essere divorziati. A tutt’oggi questo rimane lo studio più ampio e rigoroso effettuato. 2- Il secondo è uno studio pubblicato nel 2005 che rientra in un progetto iniziato nel 2003 con uno studio a livello europeo (The Feel Study: Fibromyalgia Epidemiology European Large Scale Survey) per valutare la prevalenza “possibile” della FM nella popolazione generale. La metodologia utilizzata è quella delle interviste telefoniche per raggiungere il maggior numero possibile di individui: il numero dei pazienti “possibili” veniva poi corretto con un coefficiente calcolato dallo studio canadese di cui sopra (rapporto tra FM teoriche e FM confermate dalla visita reumatologica). In tale modo è stato possibile calcolare la prevalenza possibile della FM in: a) Francia (su campione di 1000 abitanti): 4,3% della popolazione generale (6,1% delle donne e 0,5% degli uomini) – b) Portogallo (su campione di 500 abitanti): 6,1% della popolazione generale (8,8% delle donne e 0,7% degli uomini) – c) Italia (su campione di 1000 abitanti): 4,1% della popolazione generale (6,9% delle donne e 0,3% degli uomini).

PATOGENESI.

La patogenesi della FM resta senza dubbio l’argomento più controverso e sul quale sono state spese più parole, paradossalmente non perché ci siano pochi dati a disposizione, ma piuttosto perché ce ne sono troppi. Infatti, da quando sono stati introdotti i criteri diagnostici ACR, si sono moltiplicati gli studi su gruppi omogenei di pazienti con lo scopo di determinare i meccanismi eziopatogenetici alla base della FM. Sono così emersi numerosi dati di tipo anatomopatologico, neurochimico, endocrinologico a volte addirittura contrastanti tra loro e comunque non definitivi, nel senso che nessun rilievo è stato in grado di offrire una ipotesi eziopatogenetica completa ed esauriente della FM. L’unica possibilità per fare chiarezza è individuare quelli che possiamo definire i “ Fatti ” della FM, e sulla base di questi cercare di delineare un possibile percorso eziopatogenetico.

I “Fatti” della FM:

1- La FM non è una malattia ad origine “periferica”, in quanto non sono mai state dimostrate alterazioni muscolari o tendinee significative. 2- Nella quasi totalità dei casi all’esordio della FM può essere individuato un evento scatenante: trauma fisico o psichico, malattia febbrile spesso ad eziologia virale (in particolare da EBV), altro evento stressante (es. intervento chirurgico). Anche quando tale evento apparentemente non si è verificato, un’attenta indagine riesce a documentare un trauma psichico più o meno recente che si può dimostrare correlato all’insorgenza della FM. 3- Esiste certamente una familiarità per FM, anche se non sono noti i precisi meccanismi di trasmissione; alcuni lavori hanno documentato la maggiore prevalenza di alcuni alleli del sistema HLA. 4- La FM non è una malattia psicosomatica: numerosi lavori hanno dimostrato che i tratti psicopatologici dei pazienti fibromialgici sono del tutto sovrapponibili a quelli di pazienti con altre patologie caratterizzate da dolore cronico (es. artrite reumatoide) e sono quindi da considerare reattivi alla malattia di base. 5- Una delle caratteristiche della FM è l’iperattività simpatica che si traduce in particolare in alterazioni della microcircolazione periferica e centrale: alterata distribuzione dei capillari a livelllo del tessuto muscolare con ipervascolarizzazione dei tender points, fenomeno di Raynaud, alterazioni del flusso cerebrale con diminuzione del flusso in particolari aree cerebrali (nucleo caudato e talamo) responsabili della trasmissione e della modulazione del dolore. Ciò rende ragione della caratteristica fondamentale della FM e cioè della iperalgesia, in quanto il malfunzionamento di queste aree cerebrali porta ad una errata interpretazione degli stimoli dolorosi. 6- Nella FM sono state dimostrate e più volte confermate alterazioni di numerosi neurotrasmettitori, a riprova della origine “centrale” della FM: ridotta concentrazione di serotonina e 5-idrossi-triptofano nel liquor e nel plasma, ridotta produzione di melatonina, aumento di oltre 3 volte delle concentrazioni di sostanza P nel liquor. Tutti questi neurotrasmettitori sono coinvolti nella modulazione del dolore e nella regolazione del sonno. 7- Tutti i farmaci che hanno dimostrato di essere efficaci nella FM agiscono a livello del sistema nervoso centrale.

Basandosi su questi “fatti” si può quindi immaginare che in un soggetto predisposto (che verosimilmente ha ereditato un sistema neurovegetativo sbilanciato verso una iperattività simpatica forse per un deficit metabolico del sistema serotoninergico) agisca un fattore scatenante (trauma, infezione, forse anche alcuni farmaci) in grado di slatentizzare la FM. Tutti i fattori scatenanti descritti hanno in comune probabilmente la capacità di agire a livello midollare o cerebrale: per esempio è stato dimostrato che un trauma cervicale (colpo di frusta) è in grado di scatenare la FM molto più frequentemente di un trauma lombare. Si realizza quindi una redistribuzione del flusso cerebrale con ischemia relativa di alcune aree deputate al controllo delle vie del dolore con progressivo peggioramento nel tempo della sintomatologia. È probabile che alcune delle alterazioni dei neurotrasmettitori documentate siano l’effetto di questi meccanismi piuttosto che la causa. Le manifestazioni muscolari della malattia (rigidità, dolore, tender points) derivano verosimilmente da una sregolazione delle vie simpatiche midollari, secondaria alle alterazioni centrali, che controllano la vascolarizzazione e la contrazione muscolare. Tali meccanismi vengono poi potenziati e mantenuti da numerosi eventi collaterali, tutti orientati verso un mantenimento dello squilibrio neurovegetativo, che complicano lo scenario patogenetico (variazioni climatiche, alterazioni ormonali, ecc.); probabilmente in alcuni pazienti resta comunque fondamentale il meccanismo serotoninergico, mentre in altri, nel tempo, possono prevalere altri meccanismi. Importante è comunque sottolineare come queste alterazioni siano potenzialmente correggibili e reversibili. Lo dimostra il fatto che in corso di infezione da EBV sono state descritte delle classiche FM completamente regredite con la guarigione della malattia virale e che la terapia di rilassamento, verosimilmente in grado di modificare la distribuzione del flusso cerebrale, può portare a completa regressione della FM. Proprio la risposta alla terapia di rilassamento ed ai farmaci Inibitori della Ricaptazione della Serotonina(SSRI) fa ritenere che il deficit predominante nella FM sia quello delle vie serotoninergiche in grado di modulare le attività neurovegetative e che tale deficit sia correlato alla redistribuzione del flusso cerebrale.

Figura 3.

DIAGNOSI E TERAPIA.

La diagnosi di FM è a tutt’oggi basata sui criteri dell’American College of Rheumatology (ACR) del 1990 (Wolfe F. et al.: “The American College of Rheumatology 1990 criteria for the classification of fibromyalgia”. Arthritis Rheum, 1990; 2: 160-172) che prevedono la presenza di dolore muscolo-scheletrico diffuso (cioè che interessa entrambi i lati del corpo sia nella parte superiore che inferiore e che coinvolge tutta la colonna vertebrale) da almeno 3 mesi associato a dolorabilità di almeno 11 dei 18 tender points illustrati nella Figura 2. L’utilizzo di tali criteri ha costituito un importantissimo passo in avanti nella comprensione della FM consentendo di standardizzare la diagnosi e di potere confrontare i lavori scientifici, in particolare quelli di tipo epidemiologico, non essendovi alcun esame di laboratorio o radiologico che possa diagnosticare la fibromialgia. I test di laboratorio e gli esami strumentali possono essere utili per escludere la presenza di altre patologie, come ad esempio l’ipotiroidismo, che può causare segni e sintomi simili alla fibromialgia. Una attenta anamnesi e un esame obiettivo accurato possono escludere altre condizioni cliniche di dolore cronico e di astenia. Poiché i sintomi di fibromialgia sono così generici e spesso sono simili a quelli di altre malattie, molti pazienti vanno incontro a complicate e a volte ripetitive valutazioni prima che venga diagnosticata tale patologia ( Figura 4 ).

Figura 4.

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Il corso è articolato nei seguenti curricula:

Ingegneria elettronica (Impartito in lingua italiana) Electronic technologies for Big-Data and Internet of Things (Impartito in lingua inglese) Bioingegneria elettronica (Impartito in lingua italiana) Anni Attivi: I, II Corso con uno o più curricula internazionali Lingua: Italiano, Inglese Informazioni sul Corso Piano didattico: tutti gli insegnamenti del corso Sito del Corso Ingegneria elettronica e telecomunicazioni [L] Scuola di: Ingegneria e Architettura Laurea - A.A.2017/2018 Sede didattica: Bologna Ordinamento D.M. 270 - Codice 0923.

Elettronica Telecomunicazioni Anni Attivi: I, II, III Lingua: Italiano Informazioni sul Corso Piano didattico: tutti gli insegnamenti del corso Sito del Corso Ingegneria elettronica e telecomunicazioni per l’energia [LM] Scuola di: Ingegneria e Architettura Laurea Magistrale - A.A.2017/2018 Sede didattica: Cesena Ordinamento D.M. 270 - Codice 8770.

Il corso è articolato nei seguenti curricula:

Del curriculum "Information and Communication Technology for Climate" è attivo solo il primo anno di corso.

Lingua: Italiano Informazioni sul Corso Piano didattico: tutti gli insegnamenti del corso Sito del Corso Ingegneria elettronica per l'energia e l'informazione [L] Scuola di: Ingegneria e Architettura Laurea - A.A.2017/2018 Sede didattica: Cesena Ordinamento D.M. 270 - Codice 8767 Anni Attivi:

Lingua: Italiano Informazioni sul Corso Piano didattico: tutti gli insegnamenti del corso Sito del Corso Ingegneria energetica [L] Scuola di: Ingegneria e Architettura Laurea - A.A.2017/2018 Sede didattica: Bologna Ordinamento D.M. 270 - Codice 0924.

Il Corso di Studi è articolato nei seguenti curricula:

1) Curriculum 1 2) Curriculum 2.

Anni Attivi: I, II, III Lingua: Italiano Informazioni sul Corso Piano didattico: tutti gli insegnamenti del corso Sito del Corso Ingegneria energetica [LM] Scuola di: Ingegneria e Architettura Laurea Magistrale - A.A.2017/2018 Sede didattica: Bologna Ordinamento D.M. 270 - Codice 0935.

Anni Attivi: I, II Lingua: Italiano Informazioni sul Corso Piano didattico: tutti gli insegnamenti del corso Sito del Corso Ingegneria gestionale [L] Scuola di: Ingegneria e Architettura Laurea - A.A.2017/2018 Sede didattica: Bologna Ordinamento D.M. 270 - Codice 0925 Anni Attivi: I, II, III Lingua: Italiano Informazioni sul Corso Piano didattico: tutti gli insegnamenti del corso Sito del Corso Ingegneria gestionale [LM] Scuola di: Ingegneria e Architettura Laurea Magistrale - A.A.2017/2018 Sede didattica: Bologna Ordinamento D.M. 270 - Codice 0936 Anni Attivi: I, II Lingua: Italiano Informazioni sul Corso Piano didattico: tutti gli insegnamenti del corso Sito del Corso Ingegneria informatica [L] Scuola di: Ingegneria e Architettura Laurea - A.A.2017/2018 Sede didattica: Bologna Ordinamento D.M. 270 - Codice 0926 Anni Attivi: I, II, III Lingua: Italiano Informazioni sul Corso Piano didattico: tutti gli insegnamenti del corso Sito del Corso Ingegneria informatica [LM] Scuola di: Ingegneria e Architettura Laurea Magistrale - A.A.2017/2018 Sede didattica: Bologna Ordinamento D.M. 270 - Codice 0937 Anni Attivi: I, II Lingua: Italiano Informazioni sul Corso Piano didattico: tutti gli insegnamenti del corso Sito del Corso Ingegneria meccanica [L] Scuola di: Ingegneria e Architettura Laurea - A.A.2017/2018 Sede didattica: Bologna Ordinamento D.M. 270 - Codice 0927 Anni Attivi: I, II, III Lingua: Italiano Informazioni sul Corso Piano didattico: tutti gli insegnamenti del corso Sito del Corso Ingegneria meccanica [LM] TDM Scuola di: Ingegneria e Architettura Laurea Magistrale - A.A.2017/2018 Sede didattica: Bologna Ordinamento D.M. 270 - Codice 0938.

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Laura Pezzini - Ammessa a Medicina.

Avete scritto il nostro futuro. Grazie.

Un corsista Alpha Test.

Buongiorno, sono il papà di Tucci Rita, che ha frequentato il corso ALPHATEST a Bari, volevo esprimere tutta la mia gratitudine e soddisfazione per la professionalità dimostrata ed i metodi utilizzati per l'insegnamento. Non so se mia figlia diventerà un medico ma comunque grazie a voi ha avuto strumenti più efficaci per affrontare il test (punteggio 73,4 a Bari) e passare il primo scoglio sul percorso che porta alla realizzazione dei propri sogni. Grazie ancora.

Papà di Rita - Ammessa a Medicina a Bari.

Buongiorno Prof, volevo comunicarLe che Francesco ha superato brillantemente i test di ingresso a medicina, sia quello per il San Raffaele (17° - punteggio 83.7) che quello nazionale (64esimo – punteggio 76,4). Grazie per il Suo aiuto e un grazie a tutti i professori del corso frequentato da Francesco.

Papà di Francesco - Ammesso a Medicina e San Raffaele.

Ho fatto 71.8 a Veterinaria sono 20ma a Torino e 128ma in Italia. Sono riuscita a entrare grazie a voi e al vostro corso.

Carolina - Ammessa a Veterinaria.

Buongiorno, Io sono Emanuela e ho frequentato il corso alpha test 120 sede Milano per la preparazione al test di medicina. Vi scrivo per ringraziarvi perché grazie a voi ho superato il test e sono entrata in medicina. Senza il vostro aiuto non avrei ottenuto questo magnifico risultato, siete tutti fantastici. Ho trovato questo corso molto utile e sicuramente lo consiglierò a chiunque chiederà informazioni. Un grazie davvero a tutti voi insegnanti e a tutto lo staff alpha test.

Emanuela, ammessa a Medicina.

Buongiorno! Le graduatorie sono uscite e sia io che Lorenzo (l'altro ragazzo che ha provato per tecniche ortopediche) siamo passati. grazie per gli utili consigli che ci avete dato durante il corso,sono stati utilissimi. lo consiglierò sicuramente.

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Nella borsa non dovranno mai mancare:

Richiesta di ricovero redatta dal medico curante Tessera sanitaria Documento di riconoscimento Codice fiscale.

Utile e indispensabile portare con sé tutti gli esami clinici, accertamenti diagnostici ed eventuali cartelle cliniche o lettere di dimissione di altre strutture sanitarie o dello stesso reparto, effettuati precedentemente al ricovero in oggetto. Quando il medico verrà a visitare il paziente, bisognerà comunicare notizie relative a farmaci regolarmente assunti anche se si tratta di banali lassativi, malattie della famiglia qualora fosse richiesto, abitudini, stile di vita e tutto quello che il sanitario vi domanderà, rammentandovi che il dottore è legato al segreto professionale.

Qualora ne foste sprovvisti al momento del ricovero, è sempre possibile farsi portare da casa quanto richiesto nei giorni successivi al ricovero ma in tempo congruo affinché i medici possano avere, nel più breve tempo possibile, un quadro clinico chiaro delle condizioni generali dell’interessato.

Custodia di denaro e oggetti di valore.

Ogni paziente ricoverato dovrà custodire con cura il denaro e gli oggetti di valore che ha deciso di portare con sé rammentandosi sempre che la Casa di Cura non potrà essere chiamata a rispondere di eventuali ammanchi. La vita in clinica La vita del reparto è scandita da ritmi quotidiani che rispecchiano precise necessità organizzative e di ogni paziente. Per tale motivo è bene che i pazienti al momento del ricovero imparino a conoscere in linea di massima le attività svolte ed in quale fascia oraria vengono generalmente effettuate. Il personale infermieristico svolge attività lavorativa in tre turni rispettivamente di sette e dieci ore con cambi così stabiliti: h 7:00 – h 14:00 21:00. Qualche minuto prima del cambio dei turni, tra gli infermieri avviene il “passaggio delle consegne”, per cui preghiamo gentilmente i pazienti ed i loro familiari di avere un po’ di pazienza se il personale paramedico dovesse attardarsi nella risposta. Tutto questo esclusivamente nell’interesse del paziente tenendo ben presente che le urgenze vere e proprie verranno espletate, come sempre, nel minor tempo possibile. Le principali attività assistenziali sono distribuite durante la mattinata tenendo ben presente che: 3 dalle 8:00 alle 9:00 si effettuano i ricoveri dei pazienti. Invitiamo pertanto a: • arrivare in orario, se possibile; • venire a digiuno in modo tale da consentire al personale infermieristico di effettuare il prelievo del sangue per gli esami ematochimici del caso; • il personale in servizio assegnerà la stanza seguendo un criterio ben preciso; si invitano pertanto i pazienti ad assecondare le decisioni dei sanitari in quanto la scelta viene sempre fatta rispettando le esigenze di ognuno di voi; 3 alle 12:00 viene servito il vitto. Preghiamo quindi i parenti dei pazienti ed i pazienti stessi di aspettare che il passaggio del carrello con gli alimenti abbia terminato il giro in modo tale che vengano rispettate le norme igieniche stabilite e più elementari. Anche nel pomeriggio si svolgono attività assistenziali; ricordiamo ai pazienti che prima di allontanarsi dalle proprie stanze, dovranno chiedere al personale infermieristico il permesso onde evitare di trovarsi nell’impossibilità di eseguire eventuali esami clinico-strumentali programmati in quel pomeriggio.

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. Infezioni cutanee: trattamento con acido fusidico/fusidato di sodio e con l’associazione acido fusidico-triamcinolone benetonide Journal of Plastic Dermatology Vol.5, n°3, september-december 2009.

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Basandosi su questi “fatti” si può quindi immaginare che in un soggetto predisposto (che verosimilmente ha ereditato un sistema neurovegetativo sbilanciato verso una iperattività simpatica forse per un deficit metabolico del sistema serotoninergico) agisca un fattore scatenante (trauma, infezione, forse anche alcuni farmaci) in grado di slatentizzare la FM. Tutti i fattori scatenanti descritti hanno in comune probabilmente la capacità di agire a livello midollare o cerebrale: per esempio è stato dimostrato che un trauma cervicale (colpo di frusta) è in grado di scatenare la FM molto più frequentemente di un trauma lombare. Si realizza quindi una redistribuzione del flusso cerebrale con ischemia relativa di alcune aree deputate al controllo delle vie del dolore con progressivo peggioramento nel tempo della sintomatologia. È probabile che alcune delle alterazioni dei neurotrasmettitori documentate siano l’effetto di questi meccanismi piuttosto che la causa. Le manifestazioni muscolari della malattia (rigidità, dolore, tender points) derivano verosimilmente da una sregolazione delle vie simpatiche midollari, secondaria alle alterazioni centrali, che controllano la vascolarizzazione e la contrazione muscolare. Tali meccanismi vengono poi potenziati e mantenuti da numerosi eventi collaterali, tutti orientati verso un mantenimento dello squilibrio neurovegetativo, che complicano lo scenario patogenetico (variazioni climatiche, alterazioni ormonali, ecc.); probabilmente in alcuni pazienti resta comunque fondamentale il meccanismo serotoninergico, mentre in altri, nel tempo, possono prevalere altri meccanismi. Importante è comunque sottolineare come queste alterazioni siano potenzialmente correggibili e reversibili. Lo dimostra il fatto che in corso di infezione da EBV sono state descritte delle classiche FM completamente regredite con la guarigione della malattia virale e che la terapia di rilassamento, verosimilmente in grado di modificare la distribuzione del flusso cerebrale, può portare a completa regressione della FM. Proprio la risposta alla terapia di rilassamento ed ai farmaci Inibitori della Ricaptazione della Serotonina(SSRI) fa ritenere che il deficit predominante nella FM sia quello delle vie serotoninergiche in grado di modulare le attività neurovegetative e che tale deficit sia correlato alla redistribuzione del flusso cerebrale.

Figura 3.

DIAGNOSI E TERAPIA.

La diagnosi di FM è a tutt’oggi basata sui criteri dell’American College of Rheumatology (ACR) del 1990 (Wolfe F. et al.: “The American College of Rheumatology 1990 criteria for the classification of fibromyalgia”. Arthritis Rheum, 1990; 2: 160-172) che prevedono la presenza di dolore muscolo-scheletrico diffuso (cioè che interessa entrambi i lati del corpo sia nella parte superiore che inferiore e che coinvolge tutta la colonna vertebrale) da almeno 3 mesi associato a dolorabilità di almeno 11 dei 18 tender points illustrati nella Figura 2. L’utilizzo di tali criteri ha costituito un importantissimo passo in avanti nella comprensione della FM consentendo di standardizzare la diagnosi e di potere confrontare i lavori scientifici, in particolare quelli di tipo epidemiologico, non essendovi alcun esame di laboratorio o radiologico che possa diagnosticare la fibromialgia. I test di laboratorio e gli esami strumentali possono essere utili per escludere la presenza di altre patologie, come ad esempio l’ipotiroidismo, che può causare segni e sintomi simili alla fibromialgia. Una attenta anamnesi e un esame obiettivo accurato possono escludere altre condizioni cliniche di dolore cronico e di astenia. Poiché i sintomi di fibromialgia sono così generici e spesso sono simili a quelli di altre malattie, molti pazienti vanno incontro a complicate e a volte ripetitive valutazioni prima che venga diagnosticata tale patologia ( Figura 4 ).

Figura 4.

Nondimeno i criteri ACR sono comunque criticabili sotto diversi aspetti:

oltre ai 18 descritti esistono nei singoli pazienti molti altri tender points ed in generale ogni inserzione tendinea e ogni muscolo sono potenzialmente dolenti la dolorabilità dei vari tender points varia spontaneamente anche da un giorno all’altro e stabilire un limite netto negli 11 tender points può comportare che un giorno il paziente rientri nei criteri ed il giorno dopo non sia più così non sempre i pazienti manifestano dolore in tutti i 4 quadranti del corpo ed è anzi frequente che il paziente descriva il dolore diffuso come “mi fa male tutta la parte destra del corpo” oppure “ho dolore alla schiena e a tutte e due le gambe” quando la ricerca dei tender points viene eseguita da personale inesperto sono frequenti errori diagnostici (pressione su punti anatomici sbagliati oppure pressione troppo lieve o troppo intensa).

Occorre sottolineare inoltre l’importanza della diagnosi differenziale in considerazione del fatto che la FM è una sindrome e molti dei sintomi sono aspecifici, così come l’importanza della individuazione di una eventuale patologia associata alla FM. Per tale ragione si consiglia di sottoporre il paziente nel quale si fa una nuova diagnosi di FM ad un controllo laboratoristico che preveda gli esami seguenti:

VES, PCR, ANA test Emocromo con formula CPK, transaminasi Anticorpi anti-EBV e anti-HCV TSH, FT4.

TERAPIA.

La terapia della FM è radicalmente cambiata negli ultimi 15 anni. Fino a circa 10 anni fa la FM veniva raramente diagnosticata, anche perché si riteneva che tale diagnosi non fosse di alcuna utilità, in quanto si considerava la FM una patologia di natura psicogena e pertanto difficilmente curabile. Negli ultimi anni le cose sono radicalmente cambiate e oggi si può affermare che la FM si può curare con successo. Grazie alla scoperta dei meccanismi alla base della FM possiamo oggi utilizzare farmaci in grado di correggere i deficit alla base della malattia (in particolare il deficit di serotonina). Oltre ai nuovi farmaci disponiamo di alcuni trattamenti non farmacologici estremamente efficaci in grado di modificare l’iperattività neurovegetativa presente nella FM.

Terapia Farmacologica.

Possiamo distinguere fondamentalmente due classi di farmaci utilizzati per il trattamento della FM: i farmaci miorilassanti, che agiscono sulla manifestazione “periferica” della FM cioè sulla contrattura muscolare, e i farmaci che potenziano l’attività della serotonina che agiscono invece su uno dei meccanismi “centrali” della malattia. Generalmente questi farmaci vengono associati nello stesso paziente. La grande novità è stata l’introduzione dei Farmaci Inibitori della Ricaptazione della Serotonina (SSRI), utilizzati primariamente come antidepressivi, ma che si è poi visto essere estremamente efficaci su alcune delle manifestazioni della FM, in particolare sulla astenia e sulla insonnia. Oggi il “gold standard” della terapia farmacologica della FM è considerato l’uso di uno dei più recenti SSRI (paroxetina o sertralina), da assumere al mattino, in associazione alla ciclobenzaprina, da assumere in unica dose serale. Da ricordare anche l’importanza dei sali di magnesio che rivestono un ruolo essenziale nel metabolismo muscolare, non tutti i prodotti in commercio sono però ugualmente efficaci in quanto alcuni hanno uno scarso assorbimento. Altri farmaci che vengono correntemente utilizzati nella terapia della FM sono gli antiepilettici, gli analgesici centrali, alcuni antiparkinsoniani. Grande interesse sta poi suscitando una nuova classe di farmaci antidepressivi, i Farmaci Inibitori della Ricaptazione della Serotonina e della Noradrenalina (SNRI), i quali agiscono su di un più ampio spettro di neurotrasmettitori rispetto agli SSRI. I farmaci anti-infiammatori utilizzati per trattare molte patologie reumatiche non mostrano importanti effetti nella fibromialgia. Tuttavia, a basse dosi, possono dare qualche sollievo al dolore. I cortisonici sono inefficaci e dovrebbero essere evitati per i loro potenziali effetti collaterali. I farmaci che facilitano il sonno profondo e il rilassamento muscolare aiutano molti pazienti affetti da fibromialgia a riposare meglio. Questi farmaci comprendono gli antidepressivi triciclici e gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) ed altri farmaci ad azione prevalentemente miorilassante, simili strutturalmente agli antidepressivi. Sebbene questi farmaci abbiano come principale indicazione la depressione, essi vengono abitualmente prescritti ai pazienti affetti da fibromialgia a bassi dosaggi, di solito prima di andare a letto. Nei pazienti fibromialgici, questi farmaci sono principalmente utilizzati per lenire il dolore, rilassare i muscoli e migliorare la qualità del sonno piuttosto che per il loro effetto antidepressivo. Sebbene molti pazienti dormano meglio e abbiano meno fastidi quando assumono questi farmaci, il miglioramento varia molto da persona a persona. In aggiunta, i farmaci hanno effetti collaterali come sonnolenza diurna, costipazione, bocca asciutta e aumento dell’appetito. Gli effetti collaterali sono raramente severi, ma possono essere disturbanti. È quindi consigliabile limitarne l’uso.

Terapia Non Farmacologica.

Si può affermare che tutte le terapie non farmacologiche note, più o meno ortodosse, sono state utilizzate nel trattamento della FM. Non è pertanto semplice districarsi nell’ambito di un campo nel quale molto spesso risulta difficoltoso separare la reale efficacia di un trattamento dalla semplice suggestione. È quindi necessario basarsi solo sui dati dimostrati che derivano dagli studi scientifici. Il primo punto da chiarire è relativo alle terapie fisiche (TENS, ionoforesi, termoterapia, ecc.) che vengono spesso consigliate ai pazienti con FM: a parte la TENS che risulta efficace fino al 70% dei casi, nessuna altra terapia fisica ha dimostrato risultati superiori al placebo. Per quanto riguarda il massaggio, è stato utilizzato in pochi studi: è comunque comune esperienza dei pazienti con FM che il massaggio può fare peggiorare nettamente la sintomatologia. Anzi si può affermare che, in generale, qualora un paziente trattato con massaggio per una contrattura muscolare riferisca un peggioramento dei sintomi si deve sospettare una FM. Almeno due studi hanno documentato l’efficacia del biofeedback elettromiografico, metodica che ha il limite di essere poco diffusa e quindi per lo più sconosciuta ai pazienti. Un altro argomento che suscita interesse e quello della omeopatia che, negli ultimi anni, anche in Italia è andata sempre più diffondendosi. Alcuni studi hanno studiato l’effetto di uno specifico rimedio omeopatico il “Rhus Tox” con risultati variabili: è necessario però chiarire che tale trattamento non è adatto a tutti i pazienti, ma solo ad una piccolo sottogruppo con caratteristiche ben definite. La terapia non farmacologica che negli ultimi anni ha però radicalmente cambiato l’approccio terapeutico e la prognosi della FM è certamente la Terapia di Rilassamento Muscolare Profondo: Training Autogeno di Schultz, Terapia Cognitivo-Comportamentale, Terapia di Rilassamento basata su Tecniche Ericksoniane. Le prime due tecniche di rilassamento hanno un limite nella scarsa adesione dei pazienti al programma terapeutico a causa della lunga durate dello stesso e della complessità dell’approccio. La terapia di rilassamento di tipo ericksoniano (definita “a breve termine”) è invece preferibile per la rapidità dell’effetto terapeutico, per l’efficacia su tutti i parametri esaminati (numero di punti tender, disturbi del sonno, astenia, dolore globale) e per la durata dell’effetto almeno fino al 6° mese dal termine del trattamento. Sono tecniche di derivazione psicologica che inducono il rilassamento muscolare riducendo l’iperattività neurovegetativa alla base della FM. Sono basate sull’uso di un linguaggio “analogico” (cioè un linguaggio suggeritivo in grado di attivare ricordi e sensazioni) che ha lo scopo di attivare le funzioni neuropsicologiche tipiche dell’emisfero cerebrale destro. Nel corso del trattamento si conduce il paziente a valutare eventuali tensioni intrapsichiche per poi applicare tecniche verbali di programmazione neurolinguistica al fine di rimuovere le cause di tensione. Il numero di sedute necessarie è generalmente compreso tra 3 e 5 con frequenza settimanale o bisettimanale. Se il paziente riesce ad ottenere un buon rilassamento muscolare, il risultato è solitamente duraturo e non sono richiesti ulteriori trattamenti. L’effetto sulla sintomatologia della FM è progressivo e comporta una attenuazione delle principali manifestazioni (in particolare della astenia e del dolore) ed un miglioramento della qualità del sonno.

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Responsabile: Prof. Carlomaurizio Montecucco.

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Indirizzo: Via Roma 67, 56126 - Pisa (PI)

Responsabile: Prof.ssa Marta Mosca.

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