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CALENDARIO DIDATTICO A.A. 2017/2018 CALENDARIO DIDATTICO 2016/2017.

PRIMO SEMESTRE.

1° anno di corso: dal 16/10/2017 al 02/02/2018; dal 2°al 6° anno di corso lezioni dal 02/10/2017 al 02/02/2018.

Sospensioni accademiche 1° semestre: 01/11/2017; 08/12/2017; dal 23/12/2017 al 05/01/2018.

SECONDO SEMESTRE: dal 05/03/2018 al 08/06/2018.

Sospensioni accademiche 2° semestre: dal 29/03/2018 al 03/04/2018; 25/04/2018; 30/04/2018-01/05/2018.

SESSIONI ESAMI.

Finestra di Natale (a.a. 2016/2017): 18-22 dicembre 2017 (già deliberata)

Invernale: dal 05/02/2018 al 02/03/2018 - Finestra di Pasqua: 26/27/28 marzo 2018 - Estiva: dall'18/06/2018 al 31/07/2018 - Autunnale: dal 03/09/2018 al 28/09/2018 - Finestra Natale: dal 17 al 21 dicembre 2018.

I semestre 1° ANNO: 17/10/2016-30/01/2017; 2°-6° ANNO: 03/10/2016-20/01/2017.

II semestre 27 febbraio 2017 - 9 giugno 2017 (per tutti gli anni di corso)

INVERNALE - 1° anno: 31/01/2017-24/02/2017; 2°-6° ANNO: 25/01/2017-24/02/2017 - STRAORDINARIA PASQUA: 10-12/04/2017 - ESTIVA: dal 19/06/2017 al 31/07/2017 - AUTUNNALE: dal 01/09/2017 al 29/09/2017 - STRAORDINARIA NATALE 2017: 18-22 dicembre 2017.

Sospensioni didattiche: 31/10/2016; 09/12/2016; 19/12/2016-06/01/2017; 13/04/2017-18/04/2017; 24/04/2017.

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21/12/2017.

CHIUSURA EDIFICIO E SEGRETERIE In occasione delle Festività Natalizie, la sede della Facoltà di Medicina e Psicologia di via dei Marsi 78 resterà chiusa al pubblico dal 23/12/17 al 02/01/18. La segreteria didattica e l'ufficio internazionalizzazione (tirocinio ed Erasmus) saranno chiusi dal 23/12/17 al 07/01/18. La segreteria amministrativa studenti sarà chiusa solo nei seguenti giorni: 22 dicembre 2017, 27 dicembre 2017 e il 2 gennaio 2018.

07/12/2017.

Bando borse di collaborazione studenti A.A. 2017-2018.

06/11/2017.

INCONTRO DI INIZIO DELL'ANNO ACCADEMICO Il corso di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche inizierà l’anno accademico con un incontro in presenza venerdì 10 novembre dalle ore 10 alle ore 13 presso l’aula 3 (piano terra) della Facoltà di Medicina e Psicologia, via dei Marsi 78 Roma. In quell’occasione verrà presentato il corso di laurea e i docenti del primo semestre illustreranno i loro programmi e le modalità di studio e fruizione del corso.

30/10/2017.

LEZIONI PROF.SSA TAFA' Si comunica che le lezioni di "Psicodinamica delle Relazioni" della Prof.ssa Tafà riprenderanno il 9 novembre 2017 ore 16.30.

09/10/2017.

APPELLO SINGOLO PER LAUREANDI DICEMBRE 2017.

18/09/2017.

CALENDARIO ESAMI Si comunica che sono stati pubblicati i Calendari esami con gli appelli di recupero per tutti i docenti che hanno aderito allo sciopero.

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AVVISO DEL 30 GENNAIO 2018.

Si comunica che la scadenza per le iscrizioni al Percorso Formativo 24 CFU è prorogata al 14 FEBBRAIO 2018.

Si fa presente che, per motivi legati alla copertura assicurativa, coloro che non sono regolarmente immatricolati non possono frequentare le lezioni frontali che avranno inizio il 5 febbraio p.v.. Al riguardo si ricorda che comunque non sussiste l'obbligo di frequenza.

AVVISO 22 GENNAIO 2018.

Sono aperte le iscrizioni al “Percorso Formativo per l’acquisizione dei 24 CFU quale requisito di accesso ai concorsi per docente”, afferente al Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, umane e della formazione, di seguito denominato “Percorso Formativo”, a decorrere dal 23 gennaio 2018 ore 14:00 con scadenza 2 febbraio 2018.

Il presente documento riporta indicazioni relative a:

ISCRIZIONE ALL’INTERO PERCORSO ISCRIZIONE AL PERCORSO CON CREDITI RICONOSCIUTI ISTRUZIONI PER L’ISCRIZIONE AL PERCORSO MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DEL MODULO DI ISCRIZIONE (INTERO PERCORSO E CON CREDITI RICONOSCIUTI) PERCORSO FORMATIVO PAGAMENTO TASSA E PRESENTAZIONE ISEE RICONOSCIMENTO TOTALE 24 CFU.

1. ISCRIZIONE ALL’INTERO PERCORSO.

Coloro che intendono frequentare l’intero percorso, pur non avendo presentato domanda di pre-iscrizione, dovranno autenticarsi tramite l’interfaccia SOL all’indirizzo https://unipg.esse3.cineca.it/Home.do, immatricolarsi e provvedere al pagamento del bollo virtuale pari ad euro 16,00, mediante il bollettino da scaricare dal SOL. Contestualmente dovranno presentare domanda di iscrizione cartacea utilizzando il modulo di iscrizione debitamente compilato in ogni sua parte. Non sarà possibile richiedere il riconoscimento parziale di CFU.

2. ISCRIZIONE AL PERCORSO CON CREDITI RICONOSCIUTI.

Coloro che hanno presentato domanda di pre-iscrizione con riconoscimento parziale dei CFU, entro i termini precedentemente fissati, dovranno autenticarsi tramite l’interfaccia SOL all’indirizzo https://unipg.esse3.cineca.it/Home.do, immatricolarsi e provvedere al pagamento del bollo virtuale pari ad euro 16,00, mediante il bollettino da scaricare dal SOL. Contestualmente dovranno presentare domanda di iscrizione cartacea utilizzando il modulo di iscrizione debitamente compilato in ogni sua parte e indicare i crediti riconosciuti in ciascun ambito per ciascuna classe di concorso.

Si raccomanda di verificare che la somma dei CFU per i quali si richiede la frequenza e dei CFU riconosciuti sia pari o superiore a 24 e che sia garantito il possesso del seguente requisito:

“almeno 6 CFU in ciascuno di almeno tre dei seguenti quattro ambiti disciplinari:

a) pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell'inclusione;

b) psicologia;

c) antropologia;

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Botticelle: Il Comunicato stampa odierno delle Associazioni LAV, AI, OIPA, AVCPP, ENPA.

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO ANIMALISTI ITALIANI, ENPA, AVCCP - IO LIBERO, LAV, OIPA.

APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE A SINDACA. E PRESIDENTE DELL’ASSEMBLEA CAPITOLINA: SONO 29 MESI CHE LA DELIBERA POPOLARE CONTRO LE BOTTICELLE ATTENDE DI ESSERE VOTATA. CALENDARIZZATELA IN RISPETTO DELLO STATUTO DI ROMA CAPITALE E DEL VOSTRO PROGRAMMA!

Le associazioni Animalisti Italiani, Enpa, Avcpp-IoLibero, Lav e Oipa lanciano un ultimo appello alla Sindaca Virginia Raggi e al Presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello de Vito affinché venga messa finalmente subito in votazione la Delibera di iniziativa popolare per lo stop alle botticelle, la salvezza dei cavalli e la riconversione delle licenze in altre attività di trasporto.

“Nonostante lo Statuto di Roma Capitale preveda 4 mesi per la votazione di una Delibera popolare, sono ben 29 mesi che attendiamo il pronunciamento del Campidoglio, di cui 12 con l’attuale maggioranza e Sindaco che hanno peraltro nel proprio Programma “l’abolizione delle Botticelle romane e divieto di esercitare sul territorio comunale qualunque servizio di trasporto a trazione animale” - dicono le associazioni animaliste - la città ha voluto voltare pagina, si deve dimostrarlo con i fatti anche su questo tema così sentito dalle romane e dai romani, per il rispetto della volontà popolare calpestata nella precedente Consiliatura e che ha visto allora in Aula e nelle Commissioni Mobilità e Ambiente come unici alfieri della calendarizzazione della proposta di Delibera popolare proprio solo i Cinquestelle”.

“La proposta di Deliberazione aspetta di essere votata, e su questo abbiamo ottenuto anche l’intervento del Prefetto, in ossequio ai principi della normativa in materia di tutela degli animali evolutasi a livello comunitario, statale, regionale e locale in quanto l’attività delle botticelle non è compatibile con l’etologia dei cavalli come dimostrano purtroppo i molteplici incidenti occorsi – affermano Animalisti Italiani, Enpa, Avcpp-IoLibero, Lav e Oipa - sono proprio i Comuni, in forza di una norma di rango primario, a esercitare la funzione di protezione degli animali sul proprio territorio e quindi a poter, anzi a dover regolare in maniera adeguata le attività che ne potrebbero eventualmente compromettere la tutela; la Legge 15 gennaio 1992 n.21 sugli autoservizi pubblici non di linea non prevede alcun obbligo relativo alla necessità della presenza di servizi a trazione animale; la legge regionale n.58 del 1993 sullo stesso tema lascia chiaramente la piena autonomia ai Comuni anche di scegliere di non avere una o più tipologie di veicoli e natanti per l’esercizio del trasporto pubblico non di linea e, quindi, un numero di licenze pari a zero, così come è attualmente a Roma, senza alcuna contestazione, per le motocarrozzette e i natanti nel pieno rispetto della normativa sovraordinata”.

“Il prospettato spostamento delle botticelle nei parchi urbani, per il quale non vi è alcuna Deliberazione in itinere, sarebbe solo un inutile palliativo e sarebbe comunque oggetto di ricorsi, mentre la revoca delle licenze di trasporto a trazione animale è già previsto sia dai vigenti Regolamenti comunali sulla tutela degli animali e sulla disciplina degli autoservizi pubblici non di linea e, quindi, la Proposta di deliberazione popolare, assieme alla previsione della conversione di tali licenze, e per gli effetti dell’articolo 21 quinquies della Legge 241/90 sul procedimento amministrativo – concludono le associazioni che hanno prodotto anche una autorevole memoria legale sull’argomento a sostegno della propria iniziativa - permette di mantenere ai titolari la propria attività professionale senza alcun pregiudizio economico e quindi senza alcuna possibilità di rivalsa sull’Amministrazione”.

Roma, 5 luglio 2017.

LAV Roma a "Lungoiltevere" 2017: 6 stand e 2 conferenze dal 24 giugno al 2 settembre.

Anche quest’anno LAV Roma parteciperà con proprio stand alla manifestazione estiva serale/notturna “Lungoiltevere”, sulla sponda destra del fiume Tevere, per 6 date, tutte di sabato, comprese tra fine giugno e inizio settembre.

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In diverse sedi universitarie (tra cui Milano, Pavia, Roma e Bari) è attivo il corso di laurea di Medicina in inglese che prevede un test con domande sugli stessi argomenti del test in italiano (biologia, chimica, matematica, fisica e logica), ma formulate in inglese.

Per la preparazione a tale prova Alpha Test propone un corso di esercitazioni specifiche, svolte e commentate in aula con i docenti, che consente di integrare in modo specifico la preparazione teorica, conseguibile anche attraverso i corsi Alpha Test per la preparazione ai test di Medicina in Italiano delle università pubbliche, dal momento che i programmi dei test sono i medesimi.

Ecco come funzionano i corsi Alpha Test.

Materiale in dotazione.

Già all'atto dell'iscrizione Alpha Test fornisce la nuova edizione dei volumi Alpha Test (Manuale ed eseciziario) Test medicina 2017-2018: bando, data, argomenti, domande e graduatoria.

TEST MEDICINA 2017.

Dal 28 giugno, data in cui il Miur ha pubblicato i decreti contenenti i bandi con i posti disponibili, le date di iscrizione ai test e le domande per accedere ai test di ingresso per le facoltà a numero programmato, conosciamo i numeri complessivi dei posti su base nazionale per l'accesso alla facoltà. Questi dati sono stati contestati dall'Unione degli Universitari perché ogni anno i posti diminuiscono drasticamente: basti pensare che, nel confronto con il 2015, all'appello quest'anno mancano oltre 1.000 posti. Controlla a questo link per scoprire come sono suddivisi, tra gli atenei, i totali 9.100 posti per il Corso di Laurea in Medicina. Il test si è svolto il 5 settembre 2017 e alle 17.30 dello stesso giorno il Miur ha pubblicato le domande e le soluzioni. Ora si attende il voto minimo necessario ad entrare che, considerando la difficoltà delle domande, si aspetta che sarà inferiore a quello dell'anno prima. In questa guida vi forniremo tutte le informazioni utili sul test di ammissione di Medicina 2017, le date, le scadenze, la pubblicazione del bando e gli argomenti da studiare, e in più troverete anche delle simulazioni per allenarvi!

Indice.

CALENDARIO TEST NUMERO CHIUSO 2018.

Per quanto riguarda gli atenei privati, invece, le date cambiano a seconda della singola università. La Cattolica ha già stabilito un giorno ufficiale, mentre per le altre al momento è possibile dare solamente un periodo indicativo. Ecco gli aggiornamenti sulle date del test di medicina 2017/2018 degli atenei privati:

Data test medicina San Raffaele 2017: dal 28 agosto al 4 settembre Data test medicina in inglese San Raffaele: fine agosto (data da confermare) Data test medicina 2017 Campus Bio-Medico di Roma: fine agosto 2017 (data da confermare) Data test medicina in inglese 2017 Humanitas University di Milano: settembre 2017 (data da confermare)

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Test Quiz. Esercitatore Prove d'ammissione Medicina e Odontoiatria.

Simulazione Test Quiz di Ammissione al Corso di laurea in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi dentaria.

Preparati online con i Test Quiz degli anni precedenti. Accedendo a quest'area è possibile effettuare una esercitazione della prova d'esame.

Verrà generata una sequenza di 80 domande suddivise in diverse categorie:

A - Logica e Cultura Generale (n. domande 30) B - Biologia (n. domande 14) C - Chimica (n. domande 8) D - Fisica e Matematica (n. domande 8)

Al termine della prova sarà possibile consegnare il compito per conoscere il punteggio ottenuto e confrontare le risposte date con quelle esatte. Inoltre sarà possibile visualizzare il tempo impiegato per svolgere il compito, ti ricordiamo che per la prova il tempo massimo per lo svolgimento corrisponde a 90 minuti.

Per la valutazione nella simulazione (come in sede d'esame) vengono assegnati:

1,5 punto per ogni risposta corretta 0 punti per ogni mancata risposta -0.4 punti per ogni risposta errata.

ps. per poter vedere i risultati devi registrati sul nostro sito prima di fare la simulazione.

Manifesto dei Futuri Medici.

Il Futuro Medico ideale:

Deve studiare con coscienza, rigore e scrupolo tutto il programma degli esami che è chiamato a sostenere perchè non può accontentarsi di essere sufficiente ma deve essere pronto a comprendere tutti i casi che affronterà.

Deve avere una grossa passione per la pratica della medicina.

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Dott. Martinelli Fabiano (responsabile di unità didattica nella Direzione Area di Medicina)

Commissione Paritetica Docenti - Studenti.

Prof. Petrini Mario (presidente)

Prof. Taddei Stefano.

Prof. Diego Peroni.

Prof. Rossi Leonardo.

Dott.ssa Fierabracci Vanna.

- studenti: Melone Chiara, Gambogi Elena, Ferri Federico, Cotov Maria, Sciarrone Paolo.

Consiglio della Scuola.

Rappresentati dei Docenti:

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L’evenienza più tipica è quella legata all’uso eccessivo (lesioni indirette croniche).I tendini sono, infatti, particolarmente soggetti a usura, indebolimento, insufficienza funzionale e rottura (o lacerazione) per via delle importanti energie e dei carichi che devono sopportare sia nella vita di tutti i giorni, sia durante la pratica sportiva, soprattutto in chi svolge attività motorie ripetitive (Fig. 1). In tale situazione il tendine è sottoposto a costanti e considerevoli “stress” (ad esempio il tendine che sfrega ripetutamente contro una prominenza ossea), che può innescare un processo infiammatorio reattivo. Tuttavia l’eziopatogenesi delle tendinopatie rimane ancora incerta e non è possibile stabilire una relazione tra il tipo e l’intensità del sovraccarico funzionale e l’insorgenza della patologia. Quello che sappiamo è che la struttura tendinea sottoposta al lavoro muscolare va incontro a un continuo rimodellamento, sia a livello cellulare sia a livello della matrice extracellulare. Attraverso questo progressivo rimodellamento, il tessuto si adatta alle tensioni cui è sottoposto: se tale adattamento si realizza adeguatamente e velocemente, il tendine è pronto a ricevere quel carico e non subisce danni a livello della propria struttura. Viceversa se il tempo di recupero e di adattamento sono insufficienti, il tendine si espone ad una situazione di temporanea debolezza: in caso di improvvise sollecitazioni può andare incontro a una lesione. Per quanto riguarda i diversi fattori e le cause che concorrono all’insorgenza di una tendinopatia, distinguiamo:

fattori legati a caratteristiche fisiche individuali quali l’età (i maschi sono più colpiti), i difetti posturali o di malallineamento dell’arto inferiore (ginocchio valgo-varo, tibia vara, rotula alta-bassa, …), difetti dell’appoggio plantare (piede piatto o cavo, …), differente lunghezza degli arti inferiori, deficit del tono mu­scolare, ridotta flessibilità, eccessiva lassità articolare, sovrappeso corporeo, malattie internistiche predisponenti (ad esempio reumatiche o metaboliche) fattori esterni e non dipendenti dalle caratteristiche del soggetto, quali un carico eccessivo sull’organismo per sport o lavoro (in base al tipo di movimento, di velocità, al numero delle ripetizioni di un esercizio o di un gesto motorio), all’uso di particolari calzature o equipaggiamenti, al tipo di superficie di appoggio, per errori di allenamento, infine per condizioni ambientali svantaggiose (caldo-freddo, elevata umidità).

La classificazione delle tendinopatie deve dunque tenere conto anche del tipo di fattori che ne sono alla base: la tendinopatia rotulea è ad esempio una forma morbosa di frequente riscontro in alcune gestualità sportive ed espressione del sovraccarico funzionale di chi in particolare sollecita continuamente l’apparato estensore. Insieme alla tendinopatia del tendine quadricipitale configura il quadro del “ginocchio del saltatore”, caratterizzato per dolore e limitazione in sport quali il calcio, il basketball o la pallavolo. Allo stesso tempo, un’altra manifestazione che riguarda il rotuleo riconosce una patogenesi diversa e legata all’età: una delle forme più diffuse di patologia ortopedica della fase dell’adolescenza è senz’altro quella che coinvolge l’inserzione sulla tibia del tendine rotuleo e che è denominata malattia di Osgood-Schlatter. Un altro dei casi più tipici di sofferenza tendinea riguarda invece il Tendine d’Achille: l’incidenza di questa tendinopatia varia in letteratura scientifica dal 6,5% al 12%. Lanzetta (in uno studio del 1993) riporta come la rottura del tendine d’Achille accade di solito nei maschi tra i 25 e i 50 anni che praticano attività ludico-sportiva a vari livelli. Ma le lesioni del tendine d’Achille sono note alla scienza medica già da moltissimo tempo (basti pensare che una delle prime citazioni risale al 1575 ad opera di Ambroise Parè, chirurgo personale di Carlo IX di Francia). La comprensione della sua importanza funzionale è immediata, considerando l’enorme lavoro che deve svolgere nel sollevare tutto il peso del corpo durante la deambulazione; si calcola che durante una corsa il tendine sia caricato di valori pari almeno otto volte il peso corporeo. È proprio questo notevole sforzo che rende tale tendine, pur robusto e potente, una struttura a rischio, specialmente in soggetti sportivi che lo sottopongono a sollecitazioni particolari.

TENDINOPATIA E SPORT.

Le patologie acute a carico dei tendini costituiscono uno dei problemi principali che affligge chi pratica attività sportiva e sono normalmente diagnosticate come tendinite, cioè un’infiammazione aspecifica a carico di un distretto tendineo. In realtà la diagnosi che dovrebbe essere meglio espressa nella maggioranza dei casi è però di tenosinovite cioè di un’infiammazione che riguarda principalmente la guaina sinoviale che riveste i tendini, con produzione di mediatori “collosi” che aumentano gli attriti tra il tendine e le strutture dello spazio in cui scorre. In chi pratica sport, le strutture tendinee più frequentemente colpite e dolenti sono il tendine rotuleo (per quel che riguarda l’articolazione del ginocchio) e il tendine d’Achille (per quel che riguarda l’articolazione della caviglia) ( Fig. 2 ). Nelle ultime tre decadi è notevolmente aumentata soprattutto l’incidenza delle patologie da “overuse” e questo non solo per l’aumento della popolazione sportiva a livello amatoriale, ma anche per una maggiore durata e intensità degli allenamenti tra i professionisti. Nella maggior parte dei casi riguardano i tendini maggiormente sollecitati e quindi secondo lo sport:

il tendine di Achille nei podisti e negli sport di corsa i tendini della cuffia dei rotatori di spalla, prevalentemente in quegli atleti la cui disciplina sportiva implica l’uso intenso e ripetuto dell’arto superiore, in particolare per movimenti frequenti di lancio (giavellotto, baseball, nuoto, canottaggio, tennis, ecc…) il tendine rotuleo in chi sollecita, con calci e balzi, l’apparato estensore di ginocchio.

Ma ovviamente possono interessare qualsiasi tendine sottoposto a tensioni e movimenti ripetuti. Per quanto riguarda il tendine rotuleo, la frequenza maggiore di patologia si ha nel calcio, nella pallacanestro, nella pallavolo, tanto da configurare il quadro tipico definito “ginocchio del saltatore”, forma infiammatoria cronica dell’inserzione rotulea del tendine rotuleo che interessa un’alta percentuale di atleti che svolgono attività sportive caratterizzate dal salto come gesto tecnico prevalente. Anche negli sportivi, le cause di tendinopatia possono essere multiple e in particolare da ricercare nella ridotta elasticità muscolare, in fattori endocrini e metabolici, infine anche per fattori genetici ed ereditari. L’evento scatenante è rappresentato però sempre da un eccessivo carico di lavoro per il tendine, che risponde agli insulti meccanici deteriorandosi. Nella maggior parte dei casi questo è rappresentato dai microtraumi ripetuti che accadono negli sportivi, cioè sollecitazioni incostanti, non uniformi, alle volte improvvise che stimolano una risposta adattativa, metabolica e strutturale, anormale e disordinata.

Per quanto riguarda la loro classificazione, l’esperienza clinica porta a considerare la necessità di associare al quadro di presentazione dei sintomi una graduazione circa lo stato evolutivo, e quindi prognostico, della tendinopatia. Una delle classificazioni più pratiche e utilizzate nello sportivo è quella che si attiene al tempo di insorgenza della sintomatologia dolorosa, riconoscendo come primi stadi (e quindi a prognosi migliore) la presenza di dolore solo dopo l’allenamento o la gara, alleviato dal riposo; nelle fasi successive, invece, il dolore si presenta sin dall’inizio dell’attività e rimane continuo, durante e dopo l’attività o magari si attenua man mano che il muscolo si riscalda, ma determina comunque una limitazione dell’attività sportiva. Come vedremo dopo, i sintomi clinici si manifestano prevalentemente durante la fase eccentrica del movimento (ad esempio nella decelerazione dopo uno scatto, nell’atterraggio dopo un balzo). è opportuno rilevare la necessità di ricorrere a lunghi stop e, alle volte, a interventi terapeutici “impegnativi” che derivano spesso dalla sottostima del problema da parte dell’atleta e degli allenatori che, stimolati dagli impegni agonistici, scelgono di non sospendere l’attività, magari ricorrendo a strade che appaiono più semplici come il controllo del dolore con i farmaci, ma ostacolando così i fisiologici processi riparativi del tendine e non risolvendo il problema che ne sta all’origine. Si ipotizza, infatti, che le sollecitazioni ripetute sulla giunzione miotendinea siano alla base di fenomeni di microlesioni e successiva degenerazione alla quale il tendine, per inefficiente tempo di recupero e riposo e per la sua stessa scarsa vascolarizzazione, non è in grado di rispondere con un adeguato processo di riparazione.

QUADRI CLINICI IN ETÀ EVOLUTIVA.

Come in precedenza accennato, una tra le più frequenti forme di tendinopatia rotulea, che colpisce tipicamente i giovani sportivi tra i 12 e i 15 anni, è costituita dalla malattia di Osgood-Schlatter, una infiammazione all’inserzione del tendine sulla tuberosità tibiale anteriore, determinata dallo squilibrio tra la forza del muscolo quadricipite e il grado di resistenza alle trazioni di un osso ancora immaturo. Spesso si osservano vere e proprie avulsioni ossee che presuppongono uno stop della attività per diversi mesi, nonostante la tendenza a sottostimare il problema da parte di questi atleti adolescenti, desiderosi di riprendere a giocare in tempi rapidi. Altra forma clinica che colpisce frequentemente i soggetti nell’età evolutiva è la tendinopatia inserzionale achillea che si caratterizza per la presenza di una tumefazione incostante e dolente in corrispondenza del calcagno, con frequente ispessimento del tendine e dolore che può essere evocato dal semplice sfregamento della tomaia della scarpa sportiva (tanto da richiedere spesso una calzatura su misura). Con il riscaldamento generalmente il dolore tende ad attenuarsi per ripresentarsi in forma acuta al termine dell’attività. Ancora una volta è necessario rilevare come le forme sottovalutate sfocino inevitabilmente in tendinopatie croniche di difficile gestione.

CLINICA E DIAGNOSI.

Le tendinopatie sono quindi patologie molto invalidanti la performance sportiva e le attività della vita di tutti i giorni. Dal punto di vista sintomatologico, le tendiniti si manifestano inizialmente per la comparsa di dolore che insorge gradualmente e limita il movimento, dal momento che lo spazio di scorrimento è ridotto. Obiettivamente, si può apprezzare un caratteristico crepitio nel movimento articolare. Nel caso in cui occorra la cronicizzazione del processo infiammatorio, avvengono dei danni anatomici che configurano il quadro di tendinosi; alla risposta cellulare infiammatoria dei leucociti si sostituiscono i macrofagi e la plasmacellule, con il compito di eliminare il tessuto sofferente: per tale motivo il tendine va incontro a significative trasformazioni di carattere degenerativo per perdita della normale organizzazione dei fasci di fibre collagene, e molte volte ciò determina una riduzione della sintomatologia dolorosa. Anche nel caso di cronicizzazione, i sintomi sono rappresentati dal dolore al movimento e a riposo e da insufficienza funzionale, anche se normalmente meno intensi che nella fase acuta, mentre è di frequente riscontro una riduzione del tono muscolare che predispone ulteriormente il tendine a un sovraccarico funzionale. Il sistema di distribuzione del carico, infatti, non può prescindere da un efficiente tono del muscolo corrispondente: se questo è debole o affaticato la capacità di assorbimento dell’energia dell’intera unità muscolo-tendinea è ridotta e il muscolo non protegge più il tendine dalle sollecitazioni in allungamento. All’esame obiettivo vi può essere una tumefazione a livello della zona di inserzione del tendine sull’osso (giunzione miotendinea) che risulta dolente alla pressione. La diagnosi, comunque, è posta sulla base delle caratteristiche del dolore che, nelle fasi iniziali, tende a scomparire con il riscaldamento, per divenire a volte persistente e invalidante. L’evoluzione del dolore è generalmente in funzione dei carichi a cui si sottopone il tendine (opportuno consigliare il riposo funzionale), dell’efficacia delle terapie messe in atto e delle condizioni generali del paziente (tono muscolare, estensibilità muscolare, livello di allenamento se sportivo). è difficile, clinicamente, determinare quando avviene il passaggio tra la risposta infiammatoria e l’inizio della fase cronica degenerativa, ma tale necessità diventa ovviamente fondamentale per una valutazione prognostica e terapeutica. In fase cronica, le capacità di guarigione e riparative delle cellule tendinee sono, infatti, ridotte, impedite o a volte rese inefficaci dai microtraumi ripetuti. Pertanto il trattamento più efficace in una prima fase è sicuramente il riposo: se non si ripete più il movimento che causa l’irritazione, vi sono buone possibilità che la reazione infiammatoria si spenga. Ciò vuol dire che potrebbe essere necessario fermare un individuo dalla sua usuale attività lavorativa o chiedere a un atleta di restare fermo per un tempo anche di parecchie settimane! Ovviamente questo riposo è di difficile concessione sia in chi svolge un’attività lavorativa necessaria per mantenersi, sia per lo sportivo a cui è necessario comunque proporre una attività alternativa che non coinvolga il distretto anatomico interessato: si parla pertanto di riposo “funzionale”. Il quadro clinico, se valutato attentamente da un medico esperto, non pone generalmente dubbi diagnostici. Quando necessari, gli approfondimenti diagnostici presuppongono l’utilizzo di metodiche che consentano di esaminare i tessuti molli (tendini, muscoli, legamenti, …) e le regioni inserzionali come l’ecografia e la Risonanza Magnetica Nucleare (RMN). Il quadro ecografico (che va valutato sempre in confronto con l’arto controlaterale) nelle forme acute è caratterizzato dal rilevamento di un ispessimento della guaina che riveste il tendine. Nelle forme croniche, l’esame strumentale evidenzia normalmente un’irregolarità del profilo osseo al margine dell’inserzione tendinea, un aspetto ipoecogeno da ridotta o disomogenea densità del tessuto, con micro lacune lungo il decorso del tendine stesso. Talvolta possono essere presenti calcificazioni isolate e distensioni delle borse sinoviali sia superficiali che profonde. Per quel che riguarda il tendine d’Achille, può essere utile, oltre all’ecografia, fare una radiografia che permetta di evidenziare eventuali irregolarità del profilo calcaneare (Malattia di Haglund). Ricapitolando, diverse sono le classificazioni proposte per definire i disordini tendinei. Se ci riferiamo alle lesioni da overuse (eccesso di sollecitazione funzionale) degli anglosassoni si possono distinguere 4 diversi stadi di patologia:

peritendinite (infiammazione del “paratenonio” ossia della guaina che riveste il tendine con mantenimento delle caratteristiche strutturali) tendinosi (ciò comporta cambiamenti degenerativi dentro il tendine e può coesistere o meno con la peritendinite) tendinopatie inserzionali (sofferenza del tendine alla giunzione tendine-osso con irregolarità del profilo osseo e lacerazione parziale di alcune fibre) rottura completa del tendine.

Questa suddivisione, apparentemente accademica, ha invece un suo preciso valore per individuare l’evoluzione della tendinopatia. Spesso la progressione della degenerazione tendinea e delle anomalie strutturali associate (cavità pseudocistiche, calcificazioni, …) comporta una riduzione della capacità prestativa, tanto da obbligare l’atleta a tentare soluzioni terapeutiche difficili o cruente (chirurgia), se non addirittura ad abbandonare l’attività agonistica. Per fortuna, solo raramente si assiste alla rottura a tutto spessore del tendine, evenienza che di solito è conseguente a trattamenti terapeutici non idonei, (es. infiltrazione con corticosteroidi). Oltre alla ricerca delle sovracitate condizioni predisponenti (costituzionali o acquisite) che sono rilevabili all’esame clinico (asimmetrie, difetti posturali, instabilità articolari) e che vanno regolarizzate per ottenere un risultato terapeutico, fondamentale è la ricerca e l’eliminazione di eventuali elementi esterni che favoriscono la cronicizzazione della sintomatologia.

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