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La delibera è stata firmata da oltre 10.000 cittadini romani e depositata a febbraio 2015.

I giornali: volpi invadono scuola romana Ispezione LAV Roma: nessuna traccia.

Comunicato Stampa LAV Roma del 21.09.2017.

VOLPI NELLA SCUOLA ROMANA DON FILIPPO RINALDI.

ISPEZIONE LAV NEL GIARDINO: NESSUN SEGNO DI PRESENZA DEGLI ANIMALI.

Roma - Nei giorni scorsi la stampa ha dato notizia di un ipotetico allarme per la presenza di alcune volpi all’interno del giardino di una scuola sita nel Comune di Roma. Complice la chiusura estiva e la prossimità con il Parco degli Acquedotti, si affermava che gli animali si fossero insediati nel giardino della scuola don Filippo Rinaldi, che comunica direttamente con il Parco stesso.

La sede romana della LAV, preoccupata per il destino degli animali, ha provveduto a contattare subito la dirigente scolastica fissando un appuntamento allo scopo di verificare l’effettiva presenza e le eventuali misure da intraprendere per il loro allontanamento incruento.

“La dirigente scolastica si è dimostrata subito molto disponibile e desiderosa di risolvere il problema nel pieno rispetto della vita degli animali – dichiara Valerio Pileri responsabile animali selvatici della sede LAV di Roma – la nostra ispezione, ha però dato esito negativo, non è stato registrato alcun segno di presenza degli animali nel cortile della scuola.”

Gli animali selvatici sono generalmente molto schivi nei confronti dell’uomo, è quindi molto probabile che, con la ripresa delle attività scolastiche, le volpi si siano decise a spostarsi in luoghi più tranquilli.

“Una volta accertata l’assenza di qualsiasi problema, siamo certi che la dirigente scolastica continuerà a trasmettere i valori della convivenza incruenta con gli animali selvatici nel percorso didattico della scuola – conclude Pileri – da parte nostra mettiamo a disposizione l’esperienza della nostra associazione che da sempre si impegna per la tutela degli animali selvatici, contro la caccia e ogni altra forma di crudeltà dell’uomo.”

Sabato 2 settembre ultimo stand LAV Roma a Lungoiltevere ore 20:30 - 01:00.

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74. Ibid., pp. 48-52 (con bibl.). Cf. L.R. Lind, Studies, pp. 69 ss.; Loris Premuda, Le conquiste metodologiche e tecnico-operative della medicina nella scuola padovana del secolo XV, in Scienza e filosofia all'Università di Padova nel Quattrocento, a cura di Antonino Poppi, Trieste 1983, pp. 395-428; G. Ongaro, La medicina, pp. 87-89, 97-98. Ma cf. ora Giovanna Ferrari, Gli errori di Plinio. Fonti classiche e medicina nel conflitto tra Alessandro Benedetti e Nicolò Leoniceno, in Sapere e/è potere, a cura di Andrea Cristiani, Bologna 1990, pp. 173-204.

75. M. Sanuto, I diarii, VI, coll. 78, 101, 120, 122, 124. Cf. L.R. Lind, Studies, pp. 139-156, 323-324.

76. Cf. Jerome J. Bylebyl, The School of Padua: Humanistic Medicine in the Sixteenth Century, in Health, Medicine and Mortality in the Sixteenth Century, a cura di Charles Webster, Cambridge-London-New York 1979, pp. 335-370; Daniela Mugnai Carrara, La biblioteca di Nicolò Leoniceno. Tra Aristotele e Galeno: cultura e libri di un medico umanista, Firenze 1991.

77. Cf. Giovanni Degli Agostini, Notizie istorico-critiche intorno la vita e le opere degli scrittori viniziani, II, Venezia 1754, pp. 529-548. Sul Superchio e sul Trincavella, cf. inoltre Emmanuele A. Cicogna, Delle inscrizioni veneziane, I-VI, Venezia 1824-1853: I, pp. 55, 354; II, pp. 213, 447 ss.; R. Palmer, The Studio, passim.

78. Cf. Margaret L. King, Umanesimo e patriziato a Venezia nel Quattrocento, I-II, Roma 1989 (però le mie citazioni sono tratte dall'edizione originale Venetian Humanism in an Age of Patrician Dominance, Princeton, N J. 1986). Sull'opera del Caldiera, cf. ibid., pp. 98 ss.; Angelo Ventura, Scrittori politici e scritture di governo, in AA.VV., Storia della cultura veneta, 3/III, Dal primo Quattrocento al Concilio di Trento, Vicenza 1981, pp. 544-545 (pp. 513-565).

79. Cf. il passo citato da M.L. King, Venetian Humanism, p. 108 n. 48. L'opera è dedicata al segretario del senato Antonio Vinciguerra.

80. Antonio Giunio, di Chiari nel Bresciano, fu priore del collegio medico di Venezia nel 1503 e, nel 1522, medico del capitano generale da mar Domenico Trevisan; ma nel testamento dello stesso anno lasciò ben 40 ducati a scuole di devozione di Chiari. Il figlio Giovanni Paolo, membro del collegio veneziano dal 1532, rientrò a Brescia, dove fece parte del locale collegio medico dal 1541 (A.S.V., Notarile, Testamenti, b. 50, nr. 5; Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, ms. it. cl. VII. 2379 [= 9686>, c. 1; cf. R. Palmer, The Studio, p. 92). Giulio Mainardi, figlio di Pietro (che fu celebre medico del collegio veneziano e docente a Padova dal 1520) Si laureò nel 1527 a Venezia, ma entrò nel 1529 nel collegio medico di Verona, città di cui il padre era originario (ibid., pp. 85-86).

81. A.S.V., Notarile, Testamenti, b. 878, nr. 184, testamento di Giacomo Surian, 3 novembre 1499; Dieci Savi alle Decime, b. 127, nr. 702, redecima del 1566 di Andrea Surian e fratelli, q. Giovanni "fisico", q. Giacomo. Cf. Francesco Sansovino, Venetia città nobilissima et singolare, ampliata da Giovanni Stringa, I, Venezia 1604, cc. 97-98; Giuseppe Tassini, Curiosità veneziane, Venezia 1970 8, pp. 50-51; Giulio Lorenzetti, Venezia e il suo estuario, Trieste 1974, pp. 503-505.

82. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, ms. it. cl. VII. 361 (= 8623), cc. 221-222.

83. Qualche esempio del '500: tre generazioni di Grattarol, di origine bergamasca ( Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, ms. it. cl. VII. 341 [= 8623>, c. 164; E.A. Cicogna, Delle inscrizioni veneziane, I, pp. 125-126; R. Palmer, The Studio, indice, alle voci Grattarol, Girolamo e Antonio). Padri e figli: Ambrogio e Camillo Leo, nolani; Francesco e Vincenzo Ottato, napoletani; Alessandro e Giovanni Alberto da Bagnacavallo. Zii e nipoti: Annibale e Girolamo Zucchella; Niccolò ed Apollonio Massa (ibid., indice, ad voces).

84. A.S.V., Avogaria di Comun, Cittadinanza originaria, b. 361/1, nr. 97 (famiglia Abbioso); ibid., b. 365/5, nr. 83 (Galuppo); b. 363/3, nr. 28 o 30 (Bino); b. 366/6, nr. 48 (Superchi) e nr. 76 (Marucini). Cf. inoltre R. Palmer, The Studio, indice, alla voce Abbioso, Girolamo, Agostino e Bartolomeo; E.A. Cicogna, Delle inscrizioni veneziane, III, p. 450 e V, p. 148 (sui Bino); ibid., I, pp. 55, 354 e II, pp. 213, 447 ss. (Superchi).

85. Fra gli esempi più illustri, Pietro Tommasi (1380-1458), figlio di un notaio e genero di un giureconsulto (cf. Arnaldo Segarizzi, La corrispondenza familiare di un medico erudito del Quattrocento (Pietro Tomasi), "Atti dell'Accademia di Scienze, Lettere ed Arti degli Agiati in Rovereto", ser. III, 13, 1907, pp. 5-34). Il riminese Bartolomeo di Giovanni Surian, giureconsulto, fu padre del medico Giacomo (cf. sopra, n. 81).

86. Così i Massa (cf. Richard Palmer, Nicolò Massa, His Family and His Fortune, "Medical History", 25, 1981, pp. 385-410), i Barbaro (A.S.V., Avogaria di Comun, Cittadinanza originaria, b. 365/5, nr. 99) ed i Marucini (ibid., nr. 76).

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La traduzione non è affatto un hobby!

Spesso mi sento chiedere da persone al di fuori del mondo della traduzione: “ma dove trovi per fare traduzioni? Mandami i link così mando anche io!”. Beh, non funziona proprio così. Per me il fatto di iniziare a cimentarmi in questo mondo non è per niente dettato dal “fare qualche soldo”. La traduzione non è come suonare la chitarra o ballare, non è un hobby, come molti credono. C’è questa convinzione che chi sappia abbastanza bene una lingua possa tradurre, “Cosa vuoi che sia! So l’inglese e allora traduco!”. Mi sconforta sapere che spesso questo lavoro non venga preso con la dovuta serietà e rispetto.

Un traduttore è una persona che crea, reinventa e di lavoro ce ne vuole tanto, per non parlare del tempo speso ad informarsi e della continua formazione. Non ci si può alzare un giorno e decidere di mandare curriculum alla cieca senza sapere nulla, senza avere un’idea di che cosa significhi. Bisogna prima crearsi un percorso formativo tale da capire tutte le sfumature legate alla traduzione, che non sono soltanto prendere un testo e tradurlo, ma anche dove trovare i clienti, come fare fatture e ricevute, quali sono le tariffe adeguate e via di seguito.

Dopo aver fatto ciò, la cosa più importante è una sola: la passione. La passione per la lingua dalla quale si vuole tradurre, che ti porta a navigare su internet leggendo articoli, guardando film e facendo di tutto per renderla “nostra”. La passione per la lettura nella propria lingua madre, perché sembra banale, ma chi legge molto sarà più portato a scrivere meglio. La passione per la cultura correlata alla lingua, il primo gradino verso l’apprendimento vero e proprio: se impari a capire perché le persone si comportano in un determinato modo, riuscirai a tradurre e a comunicare meglio con loro, evitando errori “culturali”, come il saltare la coda in Inghilterra, dare i baci come saluto in Germania o presentarsi spontaneamente senza che ti presenti qualcuno in Giappone. Alcuni divari sono talmente grandi che questo punto è importantissimo.

Oltre ad una sfrenata passione entra in gioco il sapersi buttare, che è la parte più difficile all’inizio. Non sai da che parte iniziare, leggi in continuazione per informarti, ma poi sembri sempre tornare al punto di partenza e così ti scoraggi. Bisogna trovare un equilibrio e fare le cose con calma, perché è risaputo, le cose fatte di fretta non portano mai da nessuna parte. Io stessa, che sono al primo gradino della scalata verso il diventare una traduttrice, mi rendo conto di quanto sia difficile uscire allo scoperto e farsi conoscere. Sono consapevole del fatto che ci sono traduttori bravissimi, molto più preparati di me, ma se uno non ci prova non potrà mai sapere come sarebbe andata!

Il consiglio che voglio dare a tutti coloro che sono ancora nell’oblio, e anche a me stessa, è quello di non mollare mai e di continuare ad inseguire questo sogno fatto di parole, perché è vero che viviamo in un mondo che spesso ci distrugge i sogni, ma l’impegno e la devozione a volte sono la spada migliore per difenderci e sopraffare coloro che ce lo vogliono impedire!

Autrice dell’articolo: Francesca Arcari Traduttrice Domodossola (VB)

Testimonianza di due traduttori freelance (2)

Fonte: Articolo pubblicato il 24 giugno 2009 sul blog L’observatoire de la traduction.

Traduzione a cura di: Ayoub Benzarti Traduttore indipendente Tunisia.

Un traduttore preferito dalle agenzie (2)

Un traduttore preferito dalle agenzie.

Questo è un guest post di Tom Robinson, dirigente marketing e comunicazione digitale alla translate plus, un fornitore di servizi linguistici tra i Top 50 mondiali per fatturato, che offre una gamma completa di servizi, tra cui traduzione, localizzazione di siti web, SEO multilingue, interpretariato, desktop publishing, trascrizione e doppiaggio, in oltre 200 lingue. Tutto questo con l’ausilio dalla tecnologia linguistica all’avanguardia, come i plus®, translate plus ‘TMS basato su cloud ( sistema di gestione delle traduzioni ).

Lavorare freelance può essere difficoltoso in qualsiasi settore. Molta competizione, ore e ore trascorse al computer e le difficoltà a conciliare lavoro e vita privata. Ma se ti affermi è una professione estremamente gratificante. Fidati di noi, lo sappiamo perché lavoriamo quotidianamente con centinaia di traduttori freelance. Ne abbiamo visti passare tanti. Quelli che rimangono, hanno successo perché sanno cosa fare per diventare un freelance preferito dalle agenzie.

Vedremo come fanno e cosa un’agenzia come la nostra cerca nei suoi freelance. Innanzitutto, lavoriamo esclusivamente con traduttori che soddisfano i criteri minimi stabiliti da enti come l’Institute of Translation and Interpreting (ITI), ProZ.com e in possesso di rilevanti lauree in traduzione rilasciate da prestigiose università. Quindi il consiglio # 1 sarebbe, ottieni gli accreditamenti e le qualifiche, poiché la maggior parte, se non tutte le agenzie li richiederanno – è solo una buona prassi, non credi?

Cosa valuterà un’agenzia - Un freelance tiene sempre presente le scadenze. Perciò informati sulle scadenze e rispettale. Se non ci riesci, informa l’agenzia con largo anticipo. Essere interattivo faciliterà l’attività – essere disponibile per le telefonate di richiamo e le chiamate su Skype, ad esempio.

-Tieniti in contatto con l’agenzia con cui stai collaborando. Buone doti comunicative sono indispensabili in qualsiasi lavoro, in quasi tutti i settori. Perciò tieni l’agenzia aggiornata sugli sviluppi o notificagli eventuali ritardi. Ciò contribuirà a far procedere il lavoro e ti dimostrerai affidabile e leale.

- La maggior parte delle traduzioni hanno tempi di consegna brevi, le agenzie si destreggiano sempre tra grandi quantità di incarichi, quindi essere un freelance sollecito non solo sarà un vantaggio per te, ma anche per il cliente finale. Se il cliente rimarrà soddisfatto, il merito sarà del traduttore freelance – ciò potrebbe perfino portare ulteriori incarichi e prestigio.

-L’onestà paga. Un altro consiglio è quello di essere sincero con quello che puoi offrire ad un’agenzia. Apprezziamo chi conosce i propri limiti. Mostra i tuoi punti forti, ma riconosci i tuoi punti deboli e parlane apertamente. Se hai una specializzazione particolare, informa l’agenzia o il cliente con cui collabori. Soprattutto, non aver paura di ammettere i tuoi errori – in fin dei conti è meglio segnalarli tempestivamente.

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21. Genetica medica (Area sanitaria)

Prof.ssa Palma Finelli (Area sanitaria) Durata: 4 anni.

TITOLO DI STUDIO RICHIESTO Sono ammessi al concorso i laureati magistrali in: Biologia (Classe LM6), Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche (Classe LM9), Biotecnologie industriali (LM8), Biotecnologie agrarie e per alimenti (Classe LM7), nonché i corrispondenti laureati specialisti e i laureati quadriennali del vecchio ordinamento nelle lauree corrispondenti.

E' inoltre richiesto il possesso del diploma di abilitazione all'esercizio della professione ove previsto.

SEDE Dip. di Biotecnologie mediche e medicina traslazionale Via F.lli Cervi, 93 - Segrate (MI) tel. 02/50330454.

22. Geriatria.

Prof. Luigi Bergamaschini Durata: 4 anni.

TITOLO DI STUDIO RICHIESTO Laurea in Medicina e chirurgia. E' inoltre richiesto il possesso del diploma di abilitazione all'esercizio della professione.

SEDE Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico Dip. di Scienze biomediche e cliniche Via Pace 9 - 20122 Milano Tel. 02/55033599.

23. Ginecologia ed ostetricia.

Prof.ssa Anna Maria Marconi Durata: 5 anni.

TITOLO DI STUDIO RICHIESTO Laurea in Medicina e chirurgia. E' inoltre richiesto il possesso del diploma di abilitazione all'esercizio della professione.

SEDE Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico Dip. di Scienze biomediche per la salute Via della Commenda, 12 - 20122 Milano Tel. 02/50320259.

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AVVISO CORSO DI FISICA MEDICA Si ricorda agli studenti immatricolati dopo l'inizio di dicembre l'obbligo di frequentare le lezioni di FISICA MEDICA previste per i giorni 8, 10, 11, 14 e 15 maggio 2018 al fine di poter sostenere l'esame.

• Anatomia patologica, 02/03 ore 14.00.

• Anatomia umana, 08/03 ore 12.00.

• Chimica e prop. bioch, 01/03 ore 9.00.

• Ematologia ed oncologia, 09/03 ore13.30.

• Fisiologia e biofisica, 07/03 ore 13.00.

• Immunologia, 02/03 ore 9.00.

• Inglese scientifico, 01/03 ore 15.30.

• Malattie app. digerente, 07/03 ore 9.00.

• Medicina di laboratorio, 05/03 ore 11.00.

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lunedì, mercoledì, venerdì: 7.00-12.00 13.00-18.00 (2 turni) martedì, giovedì e sabato: 7.00-12.00 13.00-18.00 (2 turni)

Visite Ambulatoriali.

Per le prenotazioni delle visite ambulatoriali recarsi presso gli sportelli del CUP aperti dal lunedì al venerdì dalle ore 7.45 alle ore 19.00 con orario continuato ed il sabato dalle ore 7.45 alle ore 13:00 oppure è possibile telefonare dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 18.00 e il sabato dalle ore 9.00 alle 12:30 al numero 06.58471.

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Partorire a città di Roma è credere che il parto sia un evento unico e irripetibile nella vita di una coppia e che sia possibile far nascere il proprio figlio in una struttura sicura, tecnologicamente all’avanguardia, ma che nel contempo metta al primo posto i rapporti umani. Ci impegniamo a favorire un contatto quanto più precoce e prolungato tra mamma e bambino, a sostenere l’allattamento al seno e le cure al nuovo nato. Il papà ha la possibilità di assistere alla nascita e alle cure del proprio bambino in sala parto, così come in sala cesarei e in reparto.

Il servizio di anestesia di Città di Roma, diretto dalla Dr.ssa Michela Camorcia, è uno dei dipartimenti italiani di riferimento per l'analgesia e l'anestesia in ostetricia. È stato accreditato dalla Società Europea di Anestesiologia come uno dei migliori centri europei per l'apprendimento di questa materia e abilitato al Fellowship Programme dell'European Society of Anaesthesiology. E' l'unico centro italiano della Obstetric Anaesthetists' Association Overseas Fellowship, che permette a giovani ricercatori stranieri di frequentare e collaborare ai progetti di ricerca e alle attività cliniche svolte nel settore dell'analgesia ostetrica.

Il personale del nido è altamente qualificato sia per l’assistenza alla neo-mamma che per l’assistenza intensiva nel caso insorgano patologie. Il nido è dotato di una sezione per la patologia neonatale e l’assistenza intensiva. Il reparto usufruisce anche di specialisti e consulenti interni ed esterni. In questa sezione l’accesso ai genitori è limitato. La mamma può accedere ogni 3 ore ad esclusione delle ore notturne. Nel caso di ricovero in incubatrice l’allattamento materno viene comunque salvaguardato Il papà può accedere in Reparto in orario serale. Un pediatra è sempre presente e a disposizione dei genitori per aggiornarli sullo stato di salute del loro piccolo.

La nostra sezione ginecologica si prefigge l’obiettivo di assistere la donna affrontando i problemi determinati dalle patologie e dai disturbi ginecologici che si presentano durante le varie fasi della loro vita dall’adolescenza alla menopausa. La finalità dell’unità di ginecologia è quella di trattare le patologie della donna attraverso la prevenzione, le cure mediche e chirurgiche cercando di modulare il più possibile la terapia alle necessità della donna, attraverso il ricorso ai vari tipi di chirurgia laparotomica, vaginale ed endoscopica (laparoscopia ed isteroscopia). Città di medicina.

Responsabile Prof.ssa Cusella De Angelis Maria Gabriella.

Responsabile Prof.ssa Cristina Montomoli.

Responsabile Prof.ssa Anna Tagliabue.

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INFORMAZIONI E CONTATTI.

Prenotazioni e informazioni visite mediche:

COME SI ACCEDE. Si può accedere all’Ambulatorio di Endocrinologia telefonando al numero del CUP 06942851. Al momento della prenotazione vi verranno chiesti i vostri recapiti (compreso anche un numero telefonico valido e a cui siate raggiungibili).

Dermatologia.

Medico D.ssa Francesca Bruni.

Epatologia.

Medico Dr. Claudio Puoti.

Il nostro ambulatorio è dotato di uno strumento all’avanguardia chiamato Fibroscan.

COS’ È IL FIBROSCAN? Il fibroscan o elastometria epatica è uno strumento di nuova concezione, che permette di valutare la fibrosi epatica, cioè la cicatrizzazione del fegato conseguente a malattie croniche ( epatiti virali, cirrosi epatica, fegato grasso, steatosi alcolica, ecc)

COME FUNZIONA IL FIBROSCAN? Il fibroscan assomiglia ad un ecografo, in quanto è fornito di una sonda ad ultrasuoni che emette un’ onda elastica che attraversa il tessuto epatico. Quanto più il fegato è duro, tanto più l’ onda si amplificherà, ed il valore numerico ottenuto correla esattamente con la gravità della malattia di fegato e con il rischio di progressione alla cirrosi epatica. Il valore viene espresso con una unità di misura detta kiloPascal (kPa).

IL FIBROSCAN È INVASIVO? È DOLOROSO? La metodica non è assolutamente invasiva né dolorosa, ed ha ormai quasi del tutto sostituito la biopsia epatica. Non emette radiazioni e può essere ripetuto anche frequentemente, consentendo di seguire eventuale progressione della malattia di fegato.

CHI PUÒ FARE IL FIBROSCAN? CI SONO CONTROINDICAZIONI? Ogni persona con valori alterati del fegato può effettuare questa indagine. Uniche controindicazioni sono la gravidanza, il pacemaker, l’obesità patologica e la presenza di ascite (liquido addominale)

QUANTO DURA L’ INDAGINE? L’ esame è molto breve, e a seconda dei casi dura da 5 a 15 minuti.

IL FIBROSCAN È ATTENDIBILE? Sebbene non invasiva, la metodica correla esattamente con la biopsia epatica, ed esprime in modo assolutamente preciso il grado del danno del fegato.

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