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Seconda considerazione. Io sedevo dietro gli avvocati, e ho sentito perfettamente le parole offensive pronunciate dalla dottoressa Marenghi: la sua voce ha raggiunto anche le mie orecchie. Risulta difficile credere che chi le era seduto accanto – i pm Pradella e Siciliano – non le abbia sentite. Ma le cose devono essere andate di certo così, i due pubblici ministeri erano concentrate sull'esame al dottor Presicci e non le hanno percepite, perché altrimenti avrebbero sicuramente richiamato la loro consulente al rispetto della persona, primo, e al rispetto del luogo, un'aula di tribunale, secondo. E sicuramente si sarebbero indignate, da punto di vista etico e morale, visto come si sono indignate per il linguaggio usato dal dottor Brega nel corso di telefonate private con colleghi e amici, intercettate dalla procura – nel corso di telefonate private, lo sottolineiamo, con colleghi e amici, non nel corso di un'udienza pubblica in un'aula di tribunale, con avvocati. “[. ] pensate la differenza fra una frase «mi hanno bocciato l’operazione che avevo previsto per una signora che è affetta da un tumore e che io ritenevo di operare nonostante la sua età avanzata», non «mi hanno bocciato la mammella novantenne», questo è intollerabile […] mi scatenano un’indignazione, prima umana che non professionale, insostenibile, assolutamente insostenibile”, ha detto il pm Siciliano nella sua arringa finale al primo processo (2). Una indignazione insostenibile. Ora questo articolo porterà alla conoscenza di entrambi i pubblici ministeri il linguaggio e le parole offensive pronunciate nei confronti del dottor Presicci dal loro consulente dottoressa Marenghi, in un'aula di tribunale. Sono certa, per il rispetto che portano verso quel luogo, l'aula di un tribunale, verso la Corte, verso il ruolo che rivestono, e verso qualsiasi persona, imputato o meno, anzi, ancor più se imputato, che i pm Pradella e Siciliano proveranno una “indignazione insostenibile”. E magari richiameranno il loro consulente, la dottoressa Marenghi, a esprimere altrettanto rispetto verso l'aula di un tribunale, verso la Corte e verso qualsiasi persona, ancor più se è un consulente, e la dottoressa Marenghi lo è: un consulente tecnico chiamato a esprimersi, in modo obiettivo, sull' operato di quella persona – nell'ambito della sua competenza di anestesista, lo ricordiamo.

Terza considerazione. La dottoressa Marenghi non pronuncia le offese nascondendosi, coprendosi la bocca con la mano; nemmeno le sussurra, visto che io sono in grado di sentirle a un paio di metri di distanza; anzi, le accompagna con plateali gesti, sottolineandole con il linguaggio del corpo. Non ha alcun timore che qualcuno la possa rimproverare, o gliene chieda conto. Questo mostra, con la forza di una sola immagine, più immediata di mille parole spese ad analizzare le carte processuali, l'atteggiamento inquisitorio, e non accusatorio, che ha accompagnato questa vicenda giudiziaria: gli imputati sono i mostri della clinica degli orrori. Un atteggiamento a cui ha contribuito fortemente la stampa, che nel corso del primo processo ha immediatamente sposato la tesi dell'accusa, ha tradotto acriticamente le veline della procura in articoli ed è stata incapace, o più probabilmente non interessata, ad approfondire autonomamente la vicenda per poter svolgere a pieno il proprio ruolo di Quarto potere, che si declina in senso critico e dovere di informazione nei confronti dei cittadini. Un atteggiamento che ha caratterizzato il primo processo, dal primo grado alla Cassazione (di cui abbiamo scritto qui): il teorema della procura è stato apoditticamente assunto come vero e ha portato all’arroganza cognitiva, alla resistenza del teorema a qualunque smentita o controprova, e dunque al mancato accertamento sia della verità fattuale che della verità giuridica. E così oggi la dottoressa Marenghi non ha alcun timore che un giornalista del Quarto potere ufficiale – non a caso noi facciamo controinformazione – la possa vedere, sentire, e decida di scriverne. Non tanto perché alle udienze non ci sono giornalisti – la notizia non vende più – ma soprattutto perché ci fossero stati, lo avrebbero scritto? Ne dubitiamo – e saremo contentissimi di essere smentiti. Perché sono stati i primi a sbattere il mostro in prima pagina, e perché farlo avrebbe significato giocarsi le prossime veline della procura, in questo e in altri processi.

Chiudiamo con le parole di Luigi Ferrajoli, ex magistrato e oggi professore di Filosofia del Diritto, pronunciate nel gennaio scorso al Congresso annuale di Magistratura Democratica, corrente che Ferrajoli ha contribuito a fondare. Tema del suo intervento: la 'deontologia giudiziaria'. “Dalla disponibilità all'ascolto di tutte le opposte ragioni [dipende] l'imparzialità e la terzietà del giudizio, e anche delle indagini istruttorie. Il giudizio, come scrissero Cesare Beccaria e ancor prima Ludovico Muratori, deve consistere nell''indifferente ricerca del vero'. È su questa indifferenza, che è propria di ogni attività cognitiva e comporta la costante disponibilità a rinunciare alle proprie ipotesi di fronte alle loro smentite, che si fonda il processo che Beccaria chiamò 'informativo', in opposizione a quello che chiamò invece 'processo offensivo', nel quale, egli scrisse, «il giudice diviene nemico del reo» e «non cerca la verità del fatto, ma cerca nel prigioniero il delitto, e lo insidia, e crede di perdere se non vi riesce, e di far torto a quell'infallibilità che l'uomo s'arroga in tutte le cose». È chiaro che questa quarta regola deontica esclude in primo luogo l'idea dell'imputato come nemico e, più in generale, ogni spirito partigiano o settario. Ma essa esclude anche l'idea, frequente nei pubblici ministeri, che il processo sia un'arena nella quale si vince o si perde”.

Ognuno tragga le proprie valutazioni. Sullo spirito obiettivo, o “partigiano o settario”.

Aggiornamento al 18 novembre: continuerà l'esame del dottor Presicci.

1) Maria Cristina Marenghi, dirigente medico I livello, Dipartimento di Anestesia e Rianimazione, Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli Regina Elena di Milano 2) Tribunale di Milano, Proc. Penale n. 12570/08 R.G., Udienza del 13 aprile 2010, p. 167.

Udienze 2/9/14 ottobre 2013.

Il controesame da parte delle difese dei consulenti tecnici della procura (dottor Paolo Squicciarini, prof. Francesco Sartori, prof. Dario Olivieri e il collegio Ronchi – prof. Enzo Ronchi e le dottoressa Maria Cristina Marenghi, Ombretta Campari e Antonia Locatelli) ha impegnato tre udienze. Con questa fase la procura ha terminato i suoi teste, ora la parola passa alla difesa.

Aggiornamento al 30 ottobre.

Udienze 23/25 settembre 2013.

Dopo la pausa estiva, è il turno delle parti civili chiamate a deporre dalla procura; alcune sono state sentite anche nelle udienze del 26 giugno – nella quale ha testimoniato anche il prof. Luciano Gattinoni (1), di cui scriveremo a breve – e del 17 luglio. Per dovere di riservatezza, ne tratteremo omettendo le generalità e in concomitanza con l'analisi dei casi effettuata dai consulenti di difesa e accusa, quindi si suppone tra diverse udienze.

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c) medici dell'Emergenza territoriale, ai quali si applica l'accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale del 9 marzo 2000, reso esecutivo dal decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2000, n. 270, per i quali l'articolo 4, comma 2, lettera f) del predetto D.P.R. n. 270/2008 prevede l'incompatibilità con l'iscrizione o la frequenza ai corsi di specializzazione di cui al decreto legislativo n. 368/1999;

d) medici per i quali è applicabile l'accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale del 9 marzo 2008.

Articolo 4.

(Requisiti di ammissione)

1. Al concorso per l'accesso alle scuole universitarie di specializzazione in Medicina e Chirurgia possono partecipare tutti i candidati che abbiano conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia entro la data di presentazione della domanda il cui termine è fissato al 30 settembre 2014. Ai fini dell'iscrizione alla Scuola, a pena di esclusione, è richiesto il superamento dell'esame di Stato per l'abilitazione per l'esercizio dell'attività professionale entro la data di inizio delle attività didattiche delle Scuole stabilita al 10 dicembre 2014.

2. Per i contratti regionali finanziati dalla Regione Valle d'Aosta, dalle Province autonome di Trento e di Bolzano e dalla Regione Veneto si specifica inoltre che in aggiunta ai requisiti generali di cui al comma 1 si richiede:

- per i candidati che intendono concorrere per i posti finanziati dalla Regione autonoma Valle d'Aosta a favore delle Scuole dell'Università di Torino e riportati nell'Allegato 1, il possesso dell'iscrizione all'albo dei medici chirurghi della Regione Valle d'Aosta e la residenza presso la stessa Regione da almeno 3 anni; - per i candidati che intendono concorrere per i posti finanziati dalla Provincia autonoma di Trento a favore delle Scuole delle Università di Verona, Padova e Udine e riportati nell'Allegato 1, il rispetto dei criteri di cui agli articoli 3, 4 e 4-bis della Legge Provinciale 6 febbraio 1991, n. 4 "Interventi volti ad agevolare la formazione di medici specialisti e di personale Infermieristico"; - per i candidati che intendono concorrere per i posti finanziati dalla Provincia autonoma di Bolzano a favore delle Scuole delle Università di Verona e Padova e riportati nell'Allegato 1, il possesso dell'attestato di bilinguismo (italiano e tedesco) rilasciato ai sensi degli articoli 3 e 4 del dPR 26 luglio 1976, n. 752 e ss.mm., o di un attestato equipollente; - per i candidati che intendono concorrere per i posti finanziati dalla Regione Veneto a favore delle Scuole delle Università di Verona e Padova e riportati nell'Allegato 1, il possesso della laurea in Medicina e Chirurgia conseguita presso gli atenei del Veneto.

3. I cittadini comunitari medici e i rifugiati politici medici accedono alle Scuole di specializzazione alle stesse condizioni e con gli stessi requisiti dei cittadini italiani (laurea e abilitazione all'esercizio professionale, ovvero possesso del decreto di riconoscimento del titolo ai fini dell'esercizio della professione medica rilasciato dal Ministero della Salute). La domanda è presentata direttamente al Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, entro il termine e con le modalità previste per i cittadini italiani dall'articolo 5 del presente bando di concorso.

4. I cittadini extracomunitari medici, titolari di carta di soggiorno, ovvero di permesso di soggiorno per lavoro subordinato o per lavoro autonomo, per motivi familiari, per asilo politico, per asilo umanitario, o per motivi religiosi, ovvero i medici non comunitari regolarmente soggiornanti in possesso del diploma di laurea e abilitazione italiana, o con diploma di laurea equipollente e abilitazione italiana, ovvero i medici in possesso del decreto di riconoscimento del titolo ai fini dell'esercizio della professione medica rilasciato dal Ministero della Salute, ai sensi della legge 271/2004 sono ammessi al concorso, a parità di condizioni con gli italiani.

5. Eventuali medici cittadini extracomunitari che non possiedano i requisiti previsti dal comma 4 potranno partecipare al concorso ai sensi dell'articolo 1, comma 7 della Legge 14 gennaio 1999, n. 4, previa verifica delle capacità ricettive delle strutture universitarie, per posti in sovrannumero che siano comunicati dalle Rappresentanze diplomatiche attraverso il Ministero degli Affari Esteri.

6. Tutti i candidati sono ammessi con riserva alla procedura concorsuale.

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contattare il MANAGER DIDATTICO del corso di studio consultare www.sdm.unife.it alla voce "Concorsi di ammissione"

Segreteria Studenti di Medicina e Chirurgia: via Savonarola 9 - 44121 Ferrara Tel.: +39 0532 293207 (sportello telefonico dalle 12 alle 13) Centro di servizio per l'Orientamento allo Studio e alle Professioni.

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Eventi e notizie.

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E’ previsto per sabato 26 maggio nella Sede Centrale di via Festa del Perdono 7 l’ Open Day 2018. Dalle 9.30 alle 17.00 oltre alle presentazioni ufficiali delle diverse aree disciplinari si susseguiranno seminari, workshops e altre attività pensate per farvi vivere una giornata da veri studenti universitari.

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GLI ESITI DELLE DOMANDE DI AMMISSIONE VENGONO PUBBLICATI ALLA PAGINA “GRADUATORIE E IMMATRICOLAZIONI” ENTRO I 10 GIORNI LAVORATIVI SUCCESSIVI.

Il Bollettino MAV che viene generato al termine dell’iscrizione al concorso non deve essere allegato: la registrazione del pagamento avviene automaticamente e può richiedere anche 10 giorni lavorativi. MEDICINA VETERINARIA.

Posti disponibili 52 di cui 3 extracomunitari (1 di nazionalità cinese)

PERIODO PRESENTAZIONE DOMANDA DI AMMISSIONE: dal 25 giugno 2013 al 18 luglio 2013 ore 15:00 DATA E LUOGO DELLA PROVA: 3 settembre 2013 ore 09:00.

Insegnamenti per anno.

Anno di corso: 1.

Anno di corso: 2.

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Anno di corso: 4.

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Per quanto riguarda gli atenei privati, invece, le date cambiano a seconda della singola università. La Cattolica ha già stabilito un giorno ufficiale, mentre per le altre al momento è possibile dare solamente un periodo indicativo. Ecco gli aggiornamenti sulle date del test di medicina 2017/2018 degli atenei privati:

Data test medicina San Raffaele 2017: dal 28 agosto al 4 settembre Data test medicina in inglese San Raffaele: fine agosto (data da confermare) Data test medicina 2017 Campus Bio-Medico di Roma: fine agosto 2017 (data da confermare) Data test medicina in inglese 2017 Humanitas University di Milano: settembre 2017 (data da confermare)

Test ingresso 2017: tutto sul numero chiuso.

Bando test medicina 2017.

Passiamo ora ad una delle questioni più importanti: il bando del test di medicina 2017. Dovete sapere che il bando del Miur è il documento fondamentale che contiene tutte le informazioni riguardo alla procedura di ammissione di quest’anno: le modalità e le scadenze per iscriversi, quanti sono i posti disponibili a livello nazionale, come si svolgerà il test e quando uscirà la graduatoria. Questo bando dev’essere pubblicato entro 60 giorni dalla data del test di medicina 2017, quindi potrebbe uscire verso fine giugno e i primi giorni di luglio. Oltre al bando del test di medicina 2017 del Miur, però, dovrete leggere attentamente anche il bando pubblicato dall’università in cui vorreste entrare (cioè la vostra “prima scelta”), perché al suo interno ci saranno ulteriori informazioni sulle modalità di pagamento del contributo per partecipare al test e sulla sede in cui si farete la prova. Anche in questo caso vi aggiorneremo non appena i bandi del test di ammissione saranno disponibili.

Test Medicina 2017-2018: i posti messi a disposizione da ogni ateneo.

Test Odontoiatria e Veterinaria 2017-2018: posti disponibili in ogni ateneo.

Domande test medicina 2017.

Da quante domande è composto il test di medicina 2017? Anche questo verrà confermato dal bando del Miur ma, se non ci saranno cambiamenti rispetto agli anni scorsi, la prova sarà composta da 60 domande a risposta multipla a cui dovrete rispondere in 100 minuti di tempo. I quesiti riguarderanno argomenti di biologia, chimica, fisica e matematica, cultura generale e logica. Se volete sapere che cosa studiare per prepararvi, trovate maggiori info nel paragrafo successivo.

Argomenti test medicina 2017.

Gli anni scorsi il Miur ha comunicato un elenco degli argomenti da studiare per il test, lista che è rimasta invariata anche l’anno scorso. L’elenco è suddiviso nelle sezioni di matematica e fisica, chimica, biologia, cultura generale e logica, ed è utilissima per iniziare a creare una tabella di marcia per la preparazione al test di ammissione di medicina 2017, prima di vedere gli argomenti ufficiali per la prova di quest’anno. Potete leggere la lista completa con cosa studiare sfogliando la nostra gallery: Argomenti del test di medicina e odontoiatria.

Test Medicina 2017: aule, sedi e orari della prova d'ingresso.

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Career Day 2018 L'Università degli Studi dell'Aquila anche quest'anno rinnova il suo appuntamento con il Career Day. La manifestazione ha come obiettivo quello di favorire. leggi tutto.

Elezioni studentesche Con D.R. n. 261 del 22.03.2018 sono state indette per i giorni 22 e 23 maggio 2018 le elezioni delle rappresentanze studentesche in seno ai sottoelencati organi per il biennio. leggi tutto.

Elezioni Senato accademico per il triennio 2018/2021 Sono indette le elezioni di: due rappresentanti dei professori associati due rappresentanti dei ricercatori a tempo indeterminato e degli assistenti ordinari del. leggi tutto.

I quarti d'ora accademici della musica A partire dal 4 aprile 2018 ritornano I quarti d’ora accademici della musica, un'iniziativa dell'Università dell'Aquila, ideata dal Direttore dell'Officina musicale. leggi tutto. LAUREA IN MEDICINA.

LAUREA IN MEDICINA.

Laurea in medicina: Come diventare medico in Italia.

Diventare medico è il sogno di tanti, una passione che può dare grandi soddisfazioni. Si dice che quella del medico sia una vera e propria vocazione…ci vuole infatti una forte motivazione a iniziare un percorso di studi non sempre facile, con tanti esami impegnativi da sostenere su libri di migliaia di pagine, molte ore di laboratorio, frequenza assidua, tempo libero assente. La strada è molto lunga, e può essere affrontata solo se si ha chiaro l’obiettivo finale: aiutare gli altri a tutti i costi. In Italia e in altri Paesi, per poter esercitare la professione, un medico deve conseguire l’abilitazione all’esercizio professionale ed essere iscritto all’Ordine dei Medici. L’abilitazione è conferita da una commissione, dopo che il medico ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia e superato l’esame di Stato. Per potersi iscrivere, è necessario superare un test di ingresso molto impegnativo, dal momento che l’iscrizione è a numero chiuso. Il test comprende diverse materie: logica e cultura generale, biologia, chimica, fisica e matematica. Il corso di laurea in medicina ha la durata di sei anni e si conclude con un esame di laurea che comprende la discussione di una tesi. In seguito alla riforma degli studi universitari sono cambiate alcune norme che regolano l’ordinamento. Infatti, il corso ha assunto la denominazione di Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia; inoltre, le attività dello studente ora sono espresse in crediti formativi universitari (CFU), cioè delle “unità di apprendimento” di 25 ore ciascuna, che includono sia l’attività didattica impartita dai docenti, che lo studio autonomo. I CFU vengono ottenuti a conclusione di una verifica di esame. La laurea in medicina e chirurgia viene conseguita dopo discussione di una tesi di laurea, previo ottenimento di 360 CFU, pari a circa 30 CFU per semestre. Le discipline di insegnamento sono distribuite su 5 anni di corso, mentre il VI anno è destinato essenzialmente al tirocinio professionalizzante (60 CFU). Quest’ultimo è in un tirocinio pratico di 6 mesi da sostenersi presso policlinici universitari, aziende ospedaliere, presidi ospedalieri di aziende ASL, ambulatori di un medico di medicina generale convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale. Alla fine del tirocinio, bisogna poi sostenere una prova scritta consistente nella soluzione di 90 quesiti.

Corsi di specializzazione in medicina.

Molti medici ottenuta la laurea proseguono gli studi per diventare specialisti e alla fine possono conseguire il diploma di specializzazione.

I corsi di specializzazione hanno durata pluriennale ( variano dai 2 ai 5 anni a seconda del tipo di corso scelto) e comprendono insegnamenti teorici e pratici, esami annuali e la discussione finale di una tesi di specializzazione. Alla fine viene rilasciato un diploma di specializzazione con l’acquisizione di un numero di crediti compreso tra 300 e 360. La frequenza è solitamente obbligatoria. L’ammissione alle scuole di specializzazione è subordinata al superamento di un esame, che consiste in una prova scritta per accertare la cultura generale della propria area e in un’eventuale prova orale sulle medesime tematiche di quella scritta. L’ingresso purtroppo è a numero chiuso e i posti disponibili sono sempre pochi rispetto alle richieste. Dopo di questa, la formazione del medico può proseguire: dopo anni di studi e di esperienze in un dato settore, per esempio, un chirurgo ortopedico può definirsi chirurgo della mano, anche se queste “iperspecializzazioni” non sono certificate in Italia da esami o da diplomi. Di recente istituzione è il corso di formazione per medici in medicina generale: si tratta di un corso biennale che comprende soprattutto esercitazioni pratiche in medicina, chirurgia, ostetricia e pediatria. Al termine di questo corso il medico può conseguire un attestato di formazione, che gli consente di esercitare l’attività professionale nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale. Secondo la legge, il titolo di specialista può essere rilasciato esclusivamente dalle università; in passato, i corsi di specializzazione erano numerosissimi (quasi 150), ma attualmente la CEE ha stabilito un elenco di specializzazioni comuni a tutti o ad alcuni paesi: il numero di specializzazioni che possono essere conseguite in Italia è così sceso a 17 e contemporaneamente è stata istituita la facoltà di odontoiatria. Diversi dalle specializzazioni sono gli attestati e i certificati rilasciati da scuole private o associazioni: alcuni di indubbio valore, altri no. Alcuni di questi attestati vengono rilasciati senza che il medico superi un esame; talvolta, diplomi altisonanti vengono concessi al termine di un corso di poche ore, dietro pagamento di una tassa di iscrizione. La specializzazione non è comunque indispensabile per svolgere la professione medica: in Italia, per esempio, un medico abilitato e iscritto all’Ordine, può esercitare in tutte le branche dell’attività medica (tranne l’anestesiologia, la radiologia e l’odontoiatria). Così, può svolgere la sua attività professionale come ostetrico e definirsi tale (ma non può attribuirsi il titolo di specialista). D’altra parte, molti medici non specialisti sanno curare fin troppo bene i propri pazienti perché un diploma di specializzazione non valuta la personalità e l’umanità del medico.

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